La casa dalle finestre blu

Un pezzo a cinque mani ma non è una “sonata” .

Sull’intrigante introduzione del primo nodo di Claudio, il racconto si è sviluppato sempre più avvincente con il contributo di validi amici: Paolo, Salvatore e Daniele, fino alla conclusione ancora di Salvatore. Non potevo esimermi dall’illustrarlo.

Su 20lines.com è pubblicato il testo.

1 – Claudio Bovino

CASAnodo1A

La piccola casa dalle finestre blu sussurrava parole dimenticate. Il vento attraversava le fessure tra le assi del pavimento, scivolava sui lembi lacerati della carta da parati e usciva fuori, come il rantolo di un moribondo. Eco di vite perdute. Come tutte le mattine, Tom la guardava da lontano con inquietudine, passando col pick-up. Il cartello che aveva piantato nel giardino pieno di erbacce era ancora lì, “Vendesi – offerta imperdibile”. Appena distinguibile tra i rovi​ puntuti. Ma nessuno aveva chiesto di visitarla e forse nessuno sarebbe venuto a vederla. Quelli del paese tiravano dritto e se potevano evitavano proprio di passare per Moon Lane. Doveva sperare che qualche forestiero interessato a stabilirsi da quelle parti venisse attirato dal prezzo di vendita così basso e invitante.
Dietro la finestra del primo piano gli sembrò di scorgere il viso di Julie, i suoi lunghi capelli biondi, le labbra rosa, ma fu solo un attimo. Si accorse di avere le dita livide, a causa della forza con la quale stava stringendo i pugni. Scese dal pick-up. Nel silenzio del mattino avvertì come il rumore di qualcosa che raschia, come unghie che grattano sul legno, che scavano, lente ma senza sosta. Aguzzò gli occhi, ma dietro la finestra non c’era nessuno, solo la tenda pareva oscillare piano. Sul patio, il dondolo era immobile, le sedie vuote. Il rampicante appassito. Un rombo lo fece sobbalzare. Un auto stava risalendo la collina. Prese il cappello dal sedile e se lo calcò sulla fronte. Passò una mano sulla stella da sceriffo come a lucidarla e si mise in posa ad aspettare, con l’altra mano sulla cintura e il pollice dietro la fibbia da cowboy. Cupe nubi si avvicinavano da nord e incombevano sulla collina. Il vento portava già l’odore dell’erba bagnata. Presto avrebbe cominciato a piovere​. Di nuovo. Come quella notte.​​

CASAnodo1B

2 – Paolo Ninzatti

CASAnodo2A

Il blu metallizzato dell’auto sembrava voler essere in armonia con quello delle finestre della casa. Segno del destino? L’auto era una Mercedes con finestrini oscurati. Qualcosa gli fece sperare che quell’eurotrash a quattroruote tirasse avanti. Tom si meravigliò del proprio dubbio. Chi si poteva permettere un’auto europea doveva avere il conto in banca notevolmente imbottito. Dopo giorni di vana attesa era forse la volta buona per levarsi di torno quella bicocca dando un taglio al passato e a spiacevoli ricordi. Non che il prezzo invero modico fosse un’ostacolo, ma qualche forestiero avrebbe potuto ristrutturare la casa, farne un locale pubblico o che cazzo volesse. Tom visualizzò le finestre dipinte con un altro colore, mentre la Mercedes, contrariamente alle sue aspettative (e speranze sepolte) si fermò. Per un attimo ebbe la classica impressione che si prova davanti a una persona con gli occhiali da sole: quella di non poter scrutare l’espressione degli occhi. Un’auto il cui guidatore è celato alla vista sembra un essere vivente, senziente. Il sole si oscurò all’improvviso, celato da un nuvolone nero. Il blu dell’auto e delle finestre assunse toni cupi. Il bagliore di un fulmine ridiede un flash di luce al cobalto senza però conferire allegria. Il tuono che seguì fu la colonna sonora ai tragici ricordi che sembravano impregnare i muri della casa. Il blu dell’auto sembrò nero come i finestrini. Una scena ibrida tra un western, Edgard Allan Poe e un film di mafia. Tom, novello sceriffo Gary Cooper in “Mezzogiorno di Fuoco” attese l’entrata in scena di chi era al volante dell’auto. La portiera si aprì in sincronia con un nuovo fulmine la cui luce fece scintillare la stella da sceriffo donando al contempo uno spettrale pallore al bel volto della donna che, come Venere dal mare scese, dall’auto.

CASAnodo2B

 3 – Salvatore Stefanelli

CASAnodo3A

Veste rossa, lunghi capelli biondi e occhiali scuri. Le sinuose movenze di lei gli provocarono non pochi brividi lungo la schiena. Ma fu il suono della sua voce a dargli il colpo di grazia. Se fosse stato un altro, più pavido, sarebbe fuggito ma lui non lo era. Eppure, restò come paralizzato. Era lei. Ma, non poteva essere lei. La sua Julie era morta! L’aveva sepolta un anno fa. Un nuovo lampo. Il tuono che seguì squassò l’immobilità di quell’istante. Sobbalzò, allontanandosi dallo strano incubo che stava vivendo, dicendosi che c’era qualche differenza in lei.
– Salve. E’ in vendita, sa chi se ne occupa? – chiese la donna.
– Io… – rispose, esitando. – Venga dentro, gliela mostro, così evitiamo la pioggia in arrivo.
​La donna lo seguì senza esitare. Tom liberò il vialetto dai rovi, mentre avanzavano. Erano quasi giunti sotto il portico quando la veste rossa di lei s’impigliò tra le spine. – Mondo diavolo! – la sentì imprecare. Rabbrividì: la sua Julie lo diceva spesso e poi rideva di una limpida risata quando l’accaduto non era grave. Proprio come stava facendo lei. Si chinò, turbato, a liberarla. Una spina aveva lasciato il segno su quella pelle candida. Afferrando con dolcezza la gamba, baciò la ferita suggendone il sangue: – Non è nulla, Julie. Passerà presto – disse rialzandosi.
– Questo lo so anch’io! Ma non le sembra di stare esagerando? E poi, chi è questa Julie?
– Julie? L’ho chiamata così? – Lei assentì. – Julie era mia moglie. Questa casa le apparteneva. Quando è morta io non c’ero… da tempo. – La mente si perse nei ricordi. – Inseguivo la libertà di una diavolo travestita da puledra, i suoi crini neri… Ti amo ancora, Julie. – Si strinse alla donna e la baciò sulle rose labbra. Struggente bacio a cui lei sembrò non opporsi. Scrosci come lacrime. Lampi. Tuoni. E un tetro stridore, come di unghie sul legno. Incessante. Rabbioso.

CASAnodo3B

4 – Dino Rotoli

CASAnodo4A

Ma non durò molto. D’improvviso lei reagì come una fiera in trappola, gli graffiò il viso e con una spinta lo allontanò. – Non esagerare, stronzo. Non sono qui per questo e non sono Julie.
– Ma io non ho mai smesso d’amarti. – s’inginocchiò ai suoi piedi, cingendole il ventre che tante volte aveva posseduto. Ma lei reagì ancora con violenza, colpendolo con la punta della scarpa tra le gambe, centrando l’organo del suo orgoglio maschile. Poi con una voce, che sembrava diversa, tuonò tra i tuoni. – Mi fai vedere questa cazza di casa o no?
A lui la voce sembrava venire da lontano, vicino era solo il dolore lancinante. Era sul punto di svenire ma raccolse le forze, disperse dalla mente ormai sgretolata, e si rialzò cercando con le mani di fermare una fitta sacrilega e infernale. Riuscì anche a blaterare: – entriamo.
La porta era socchiusa. Dentro era buio. Anche con la porta spalancata il frastuono del temporale non si udiva.
Li davanti a lui, la mente visualizzò la scena che non era mai riuscita a smaterializzare. Dai gradini della scala di legno che portava al piano superiore, era sceso un serpente rosso: sangue di Julie. Nella penombra, vide che la scala si stagliò netta e le macchie scure del sangue si liquefecero. Di scatto si girò verso la donna.CASAnodo4B

5 – Daniele Picciuti

CASAnodo5A

Per un momento le iridi di lei parvero vermiglie, come se rimandassero il riflesso di quel sangue che aveva appena visto. Tornò a guardare la scala, la scia rossa era scomparsa.
– Sembri spaventato – disse la donna, allo stesso modo in cui Julie gliel’aveva detto la prima volta che avevano fatto l’amore, in quel boschetto vicino al lago. I ricordi lo schiaffeggiarono ancora.
Rivide se stesso mentre usciva di casa sbattendo la porta, dopo l’ennesima lite.
Riguardò i propri piedi che lo portavano in quel quartiere orrendo, tra le braccia di quella puttana rifatta. Ci aveva dato dentro con lei, con la rabbia addosso. L’aveva anche picchiata, era uno sceriffo e di certo non lo avrebbe denunciato.
Qualcuno avrebbe detto che era abuso di potere, ma per lui era solo una piccola eccezione alla regola. In fondo ne aveva sbattuti in galera a decine, di brutti ceffi. Non aveva di che pentirsi se di tanto in tanto faceva uno strappo alla regola.
– Allora? Mi fa vedere la casa o no?
– Certo – rispose, tornando a concentrarsi sul presente – e mi scusi. Io… non so cosa mi sia preso. Penserà che sono pazzo.
Lei esibì un sorriso sfrontato. Dio, se pareva Julie!
– Ma io so che tu sei pazzo – disse con noncuranza la donna – e sarà divertente vederti scoppiare.
– Co…come?
– Allora, vuole farmi strada? Ho visto che ci sono le finestre blu. Sembrano carine, vorrei guardarle da vicino.
Se le era forse sognate quelle parole? In silenzio annuì e la condusse di sopra.​

CASAnodo5B

6 – Salvatore Stefanelli

CASAnodo6A

La scala scricchiolava… No! Non era vero… La scala scricchiolava, come la sua mente. Quella donna l’inquietava e l’attraeva. La somiglianza con Julie, le stesse parole, la sua risata. Iniziò a notare cose nella realtà che non avevano nulla a che vedere con la realtà stessa. Barcollava nel salire le scale, dovette tenersi al muro. Sembrò lei mostrasse uno strano sorriso su quelle labbra turgide e rosa. Una folgore si accese negli occhi di lei e parve che la morte vi si riflettesse. Sudò freddo. Altri lampi, altri tuoni. Ombre e luci. Come quella notte. Cosa era accaduto allora? Non lo ricordava con precisione. [C'era stata la lite. La puttana, presa con forza. Aveva usato la pistola come un cazzo dentro la sua bocca, avvertito le palle gonfiarsi ma non ricordava nessuno orgasmo. Solo il buio. Si era ritrovato per strada, sentendo la pioggia sulla pelle, in ticchettii sulla pistola, sullo stemma di sceriffo. Si era incamminato senza una meta per ritrovarsi sotto il portico della casa di Julie. Lei piangeva. Bellissima come sempre. La desiderò. Lei lo respinse andando a chiudersi in camera. La testa dolorante. Le grida... di Julie, quando sfondò la porta.]
– L’apriamo la porta o devo solo immaginarla questa stanza? – ironizzò la donna. – Assassino!
Non poteva averlo detto, l’aveva immaginato. “Questa donna non può sapere niente.” Occhi chiusi, si rivide allora. [Julie corse via. La raggiunse sulle scale. La rabbia crebbe, il legno tuonò sotto i rimbalzi di lei. Il sangue. Il dolore alla testa, il vuoto... Qualcuno lo abbracciò in lacrime: - Julie... è morta. Le scale...]. Aprì gli occhi e vide le tende arancioni e le finestre blu. Improvviso, l’odore della pioggia, del sangue. Schegge di vetro conficcate nella carne. Il vuoto e la terra. Guardò verso l’alto un’ultima volta, gli occhi appannati dalla pioggia. La morte rideva tra labbra rosa e biondi capelli. La pioggia cessò come era arrivata e la casa tornò serena. In silenzio.

CASAnodo6B

============================================

Pubblicato in Racconti illustrati | Contrassegnato , | Lascia un commento

Il castello – 2 Kalbosca nel futuro

Kalbosca,  protetta da un mantello magico, è fuggita da un terribile passato. Dove per la presenza di maghi e streghe dai poteri molto efficaci non ha avuto vita facile. Decide di visitare il futuro.

Immagine 1

Viaggiando nel tempo, scopre una collina completamente verde al centro di un’enorme città metallica.

Non conosce l’anno perché non possiede strumenti per determinarlo ma intuisce, dal suo tempo mentale, di essere intorno all’anno quattromila.

Preferisce una visita in incognito. Se il luogo è tranquillo ha il potere di traslocare il castello in pochi istanti.

Immagine 2

Invisibile, scopre che la collina verde è un fitto bosco con alberi dall’enorme fusto cilindrico regolare e con la chioma formata da grandi foglie. Non ha mai visto foglie che hanno il lato inferiore marrone, come la terra che ricopre la collina. Il bosco è quasi al buio, la fitta vegetazione delle chiome, limita il passaggio della luce dal cielo color fucsia.

Immagine 3

Un ronzio attrae la sua attenzione. Un essere, con le sembianze di una giovane donna, esce da un tronco che ruotando ha aperto un varco. Il suo corpo è ben visibile perché, nel bosco scuro, è luminescente. La donna ha un vestito aderente e luccicante, sembra di metallo. Ha anche un copricapo dello stesso colore marrone delle foglie a forma di casco, che emette un  riflesso circolare verde.

Immagine 4

Mentre osserva la donna, un altro essere simile esce dallo stesso varco del tronco che gira ma stranamente la chioma resta ferma.

Immagine 5

Sono due donne giovani, hanno la pelle azzurra e gli occhi viola.  Il colore verde inizia a lampeggiare mentre alcune foglie si staccano dai rami e si posano sui loro caschi.

Immagine 6

Kalbosca, ancora invisibile, si trasforma in fanciulla dalla pelle azzurra e inizia a vestirsi copiando l’abito indossato dalle donne. Ma non ha il tempo di apparire alle due perché, in pochi secondi, le foglie sono assorbite dai copricapo e le donne spariscono in due tronchi diversi.

Immagine 7

La strega, non più invisibile, con l’abito completato anche dal casco gira per il bosco. Il suo casco  ha una strisce di stoffa verde e non attira foglie. In una radura nascosta dagli alberi, vede due esseri. Il primo, abbastanza umano,  è di piccola statura e ha la pelle blu. Il secondo non ha sembianze umane, ha un corpo formato da solidi geometrici metallici.

Immagine 8

Per scoprire qualcosa del posto, decide di avvicinare i due. Si sente protetta dall’immagine simile alle donne viste prima. Tra le sue doti, possiede quella di capire e parlare qualsiasi linguaggio.

Quando l’umano la vede dice: – ma tu che ci fai qui?

– Perché mi conosci?

Interviene l’essere metallico: – Sei fuggita? Sai bene che ti è permesso solo la ricarica. Non puoi girare nel condensatore energetico.

– Ma io non sono di questo posto, vengo da lontano. – pensa meglio fingere – Un evento cosmico mi ha trasportato sul vostro pianeta.

– Perché sei vestita come le nostre schiave?

– Ho incontrato nel bosco due fanciulle, due schiave, e ho copiato il vestito.

– Bosco? Cos’è il bosco? Come hai copiato l’abito?

– Quante domande! Risponderò dopo. Voi due chi siete?

– Il ragazzo è Athos, il terzo figlio del governatore. Io sono il suo istitutore.

Immagine 9

Kalbosca si concentra sui due. Sente solo la mente del ragazzo. Non riceve nessun segnale dall’essere metallico.

– Ferma, non ti muovere. – è la voce che ode alle sue spalle.

Si gira e si accorge di essere circondata da altri esseri metallici diversi dall’istitutore del ragazzo. Sono più alti è intuisce che sono armati perché hanno in mano un cilindro metallico che lampeggia.

Immagine 10

Il pericolo le è chiaro. Gli esseri metallici non sono condizionabili dal suo potere. Non perde tempo, si rende invisibile. Ritorna al castello ma non è sola, ha catturato in una nuvola magica il ragazzo blu.

Come ogni volta che torna, sono tutti ad attenderla nella sala del trono. Il ragazzo blu ha un gran successo tutti vorrebbero averlo “tra le mani” ma lei ordina: – È da tempo che la figlia del barone non ha amanti da seviziare. A lei consegno il giovane blu.

Felice della scelta Lucinda prende per mano il ragazzo che, ancora stordito dall’evento, la segue in silenzio.

Immagine 11

ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

Pubblicato in Racconti illustrati | Contrassegnato , | Lascia un commento

Risposte ai Tag – Stanza arredata – soggiorno

Altra richiesta, piuttosto continua, dei motori di ricerca è stata “Prospettiva di una stanza arredata”.

La prospettiva di un interno è più conveniente che si centrale, in quanto se l’ambiente è una stanza quella accidentale limita la visione dell’insieme. A volte, per effetti particolari, quella accidentale può avere un punto di fuga interno alla stanza e l’altro molto lontano. In tal modo lo spazio dell’ambiente rimane abbastanza simile a quello con un unico punto di fuga.

Scelgo come stanza da arredare un “soggiorno”.

Considero lo spigolo (blu) di sinistra sul quadro, in tal modo posso non solo dimensionare l’altezza, la larghezza e la profondità della stanza (m. 3,00 x 6,00 x 6,00), ma anche l’arredo che inserirò nell’ambiente.

La linea verde mi conferma il punto di misura anche per lo spigolo opposto.

Soggiorno1

Per comodità ho diviso la linea blu in parti da 0,50 m.,

Soggiorno2

Con la line di fuga che inizia dalla “tacca” 2,50 m. fisso l’altezza di un infisso (balcone).

Soggiorno3

Per definire l’infisso, stabilisco lo spessore del muro in 0,30 m., quindi con lo strumento “rettangolo” costruisco il piano principale. Le figure rettangolo e cerchio quando si tracciano prendono sempre un colore predefinito che si annulla con la finestra “Riempimento e contorni”.

Soggiorno4

Annullato il colore completo il vano con “Disegna tracciati e linee”.

Soggiorno5

Per lo spessore e il colore dell’infisso, sempre dalla finestra “Riempimento …” aumento molto “Stile contorno” e nel “Colore contorno” scelgo il rosso.

Soggiorno6

Il lato sinistro dell’infisso è nascosto dallo spigolo del muro, quindi lo elimino. Con il seguente metodo.

Soggiorno7

Dopo aver selezionato il nodo superiore e quello inferiore del lato (clicco sul primo e con Maiusc premuto clicco sul secondo oppure con la freccetta Nodi clicco al centro tra i due nodi), utilizzo “Cancella il segmento tra i due nodi” nel menù strumenti, che ho indicato con la freccia.

Soggiorno7a

Il primo arredo che inserisco è un divano. Inizio dal sedile che pongo a 0,40 m. di altezza. Prima dell’altezza (verde) stabilisco la larghezza sul quadro (circa 1,00 m.) e la profondità (2,00 m.). Per quest’ultima utilizzo il punto di misura M. (ricordo che se la linea che va a un punto, con i Nodi, dopo averla duplicata posso spostarla adoperando l’altro punto).

Le linee tratteggiate indicano come l’altezza prestabilita (verde) “gira per la stanza”.

Posso così tracciare la superficie del sedile (rosso).

Soggiorno8

Per puro caso (guarda il disegno sopra) la linea di altezza coincide con la line a terra della profondità del divano.

Disegno, direttamente al suo posto il piano laterale del divano (ovvio, è un piano principale), che termina a terra sulla linea “coincidente”. Quindi completo i cuscini e lo schienale.

Soggiorno9

Con lo stesso metodo del “giro” delle altezza e delle profondità, pongo il piano di un tavolo. Completo con lo spessore e disegno il piano che comprende due piedi.

Soggiorno10

Per dare lo spessore ai piedi, dopo aver selezionato la superficie la duplico, quindi la sposto un poco sulla linea di fuga di sinistra (a terra) e la riduco in proporzione. Con la freccia di Pag. Giù la sposto indietro più volte finché si colloca al suo posto.

Se il disegno è di piccole dimensioni non occorre disegnare lo spessore sul piano che va a fuga.

Soggiorno11Adopero lo stesso metodo per gli altri piedi del tavolo.

Soggiorno12

Per aggiungere una sedia al tavolo, utilizzo gli stessi piedi. Duplicando e portandoli vicino alla linea di misura.

Soggiorno13

Riducendo in proporzione, stabilisco l’altezza intorno a 40 cm.

Soggiorno14

Sposto lungo la linea di misura rossa e con due linee (tratteggiate) di fuga stabilisco la posizione vicino al tavolo.

Soggiorno15

 

Riproporziono  tra le linee di fuga e duplico ancora per gli altri piedi.

Soggiorno16

Completo con sedile e schienale la sedia.

Soggiorno17

Altre sedie, poltrone, un mobile, luci e quadri per completare l’arredo. Non poteva mancare una porta.

Soggiorno18

La prossima stanza sarà una camera da letto.

fffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

 

 

 

Pubblicato in Risposte ai Tag | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Risposte ai Tag – 1-Prospettiva di oggetti

In questa nuova categoria “Risposte ai Tag” approfondisco le domande dei motori di ricerca che trovo sul blog. Alcune di queste sono complesse e comportano un lungo percorso tecnico, altre sono molto semplici e di facile soluzione.

La categoria rappresenta anche un approfondimento tecnico.

Rispondo oggi a una domanda che più volte è stata ripetuta “prospettiva di oggetti”. La scelta del motore ha centrato le prospettive del blog ma che non riguardano oggetti.

Inizio con un oggetto semplice:

Un bicchiere

Un bicchiere a calice semplice che ha per larghezza un cilindro regolare e la base della stessa larghezza. Traccio il primo ellisse (1), eliminato il colore lo duplico spostandolo in basso (2) , aumento un po’ l’altezza. Lo duplico (il 2) e lo sposto più in basso, aumentando sempre l’altezza. Gli aumenti dell’altezza li definisco a occhio. Sapendo che in prospettiva …

Bicchiere1

le figure piane orizzontali poste più in basso si allungano. Infatti sull’orizzonte sono solo un segmento.

La figura seguente visualizza la modifica delle superfici.

Bicchiere1b

Dopo aver ridotto l’ellisse 2 e 3, ottengo le basi di un nuovo cilindro che mi rappresenterà il “fusto” del bicchiere. Aggiungo con la matita le linee verticali dei cilindri (ricordo che per avere le linee verticali bisogna premere Ctrl).

Bicchiere2

Per migliorare la forma del bicchiere, agisco sull’ellisse (1) allargandolo..

Bicchiere3

Mentre agisco su una delle freccette laterali tengo premuto Maiusc, in tal modo l’ellisse si allarga simmetricamente.

Bicchiere4

Unisco con una linea gli ellissi che formano il calice e con i Nodi e mi preparo a modificarle.

Bicchiere5

Per comodità e per avere una simmetria precisa ho eliminato la linea di destra. Agendo su i Nodi, attraverso i pallini rossi, traccio la linea curva di sinistra.

Bicchiere6

Dopo averla definita e selezionata la duplico e la ribalto simmetricamente, quindi la sposto verso destra.

Bicchiere7

Ecco la coppa completa.

Bicchiere8

Verso (con il secchiello) una buona e sana aranciata naturale.

Bicchiere9

Sempre con il secchiello coloro con un azzurro molto chiaro il bicchiere. Ho anche dato spessore alla base, duplicando l’ellisse.

Bicchiere10

Riprendo il bicchiere e decido di trasformarlo in una coppa da sciampagne.

Immagine11

Allargo il bordo superiore (sempre con Maiusc premuto) e lo sposto più in basso.

Immagine11b

Completo la coppa con lo stesso metodo, salva simmetria, di prima. Agisco su i Nodi per rendere migliore il “fusto”.

Immagine11c

Verso lo sciampagne e bevo. Le bollicine le ho ottenute con un ellisse a  linea azzurra di maggiore spessore, successivamente tratteggiata.

Immagine12

Il secondo oggetto è una tazzina da caffè.

Immagine13

Ottenuta con lo stesso metodo del calice.

Immagine14

Aggiungo lo spessore, rimpicciolendo l’ellisse superiore (sempre tenendo premuto Maiusc).

Immagine15

La tazzina da caffè, in genere, non è trasparente per cui devo modificare la linea evidenziata.

Immagine16

Se clicco sul simbolo del cerchio, mentre la linea è evidenziata, ho tre alternative: Cerchio con settori delineati, settori non delineati e cerchio regolare.

Immagine17

scelgo il secondo, appaiono delle palline con le quali posso modificare la linea.

Capita che (da sola) la linea diventi con i settori evidenziati. Basterà cliccare sul simbolo senza settori per eliminarli.

Immagine18

Ecco la tazzina, senza il manico.

Immagine19

Con la matita traccio un segmento che poi modifico con i Nodi.

Immagine20

Duplico il segmento e completo il manico.

Immagine21

Traccio un altro segmento per determinare la “quantità” di liquido.

Immagine22

Con il Secchiello “verso” il caffè.

Immagine23

ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

Pubblicato in Risposte ai Tag | Contrassegnato | Lascia un commento

LAfa6 – La pizza

Immagine 1

 

Immagine 2

Immagine 3

Immagine 4

Immagine 5

Immagine 6

ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

 

 

 

Pubblicato in Fumetti | Contrassegnato , | Lascia un commento

Prospettiva galleria cittadina 2 (tecnica)

In questa seconda parte, approfondisco alcune parti della galleria. Inizio con uno studio della parte centrale. Pongo tre punti di fuga. Due della prospettiva accidentale per rappresentare la galleria stessa e uno per la prospettiva centrale, dal bar a piano terra.

Primo studio.

Studio 1

Approfondisco i dettagli.

Studio 2

Completo l’immagine con una famiglia di turisti seduti al bar. Una coppia con una giovane figlia.

Al bar

Il bar ha nell’ammezzato un ristorante che affaccia sulla galleria.

DalRistorante

Mentre passeggia, insieme alla compagna e alla figlia, il padre immagina alcune foto ricordo che si appresta a scattare.

Gli schizzi preparatori (eseguiti con MyPaint e colorati con il “secchiello” di Inkscape)

Ecco la madre che sorregge la cupola.

Cupola

Il padre mentre sostiene un arco.

Arco

La figlia e la madre mentre utilizzano il bancomat.

Banca

La compera di ricordi.

Souvenir

Ecco gli originali delle fotografie.

La cupola.

CupolaVera

Il forzuto padre.

ArcoVero

Ricordo del primo prelievo della ragazza.

Bancomat

 

La compera dei ricordini.

SouvenirV

 

La visita alla galleria è finita, con la foto dei souvenir acquistati.

ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

Pubblicato in Lezioni Inkscape | Contrassegnato , | Lascia un commento

Prospettiva galleria cittadina 1 (tecnica)

Studio per la vista prospettica di una galleria cittadina. (Prima parte)

Quasi tutte hanno la pianta simile a quelle delle grandi cattedrali: due bracci ortogonali (navate) che hanno al centro una cupola. Rispetto alle cattedrali le gallerie sono molto illuminate perché la cupola e la copertura delle navate hanno infissi vetrati.

Due schizzi preparatori.

Immagine 1

 

Immagine 1a

Inizio dalla prospettiva centrale. Stabilisco la linea d’imposta degli archi, che sorreggono la cupola, a circa undici metri e la larghezza di circa nove metri. Il punto M (di misura) serve a stabilire il quadrato sul quale imposterò la cupola.

Immagine 2

 

 

Completo con gli altri due archi, sui piani di “fuga”.

Immagine 5

Procedo con l’impostazione della cupola.

Immagine 6

Osservando il disegno, decido di inserire un secondo punto di fuga (F2) per dare maggio slancio verso l’alto. Il punto è sulla verticale di quello di fuga F1.

Immagine 7

Con Inkscape è possibile adoperare il punto F2 anche se è fuori lo schermo, Basta spostare il nodo inferiore, la linea convergerà sempre nel punto superiore.

Immagine 8

Ecco l’effetto che ho ottenuto con il nuovo punto di fuga. Il punto di misura M non cambia.

Immagine 9

Immagine 10

Procedo con lo spessore degli archi di sostegno della cupola, Considero piana la copertura dei bracci.

Immagine 11

Evidenzio, con toni di grigio, i piani.

Immagine 12

Altro cambiamento. Ho trasformato la copertura dei bracci da piana a curva. Ho anche inserito alcuni personaggi per migliorare la profondità.

Immagine 13

Ho alzato l’orizzonte a tre metri per migliorare la visione. Ho anche aumentata la larghezza, ridisegnando il tutto.

Immagine 14

Prima prova complessiva.

Immagine 15

Prima di dimensionare la galleria. Cambio il PV (punto di vista), ponendolo di fronte allo spigolo e trasformo la prospettiva da centrale  in accidentale (con due punti di fuga F1 e F2).

Data la posizione dello spigolo (sul quadro) devo adoperare al contrario i punti di misura. Il segmento “a”, larghezza dell’arco, per ottenerlo in prospettiva davanti al quadro (rosso) adopero M corrispondente a quello di fuga (M1-F1 e M2-F2). Il segmento blu rappresenta la dimensione dello stesso segmento “a”  posto dietro al quadro.

Immagine 20

Disegno gli archi sullo spigolo.

Immagine 17

 

Con Inkscape è molto semplice disegnare un arco. Tracciare sulla base del rettangolo in prospettiva un segmento “a”, applicare i nodi.

Immagine 21a

Con l’indice dei nodi curvare il segmento verso l’alto.

Immagine 21b

 

Agire su i pallini della regolatrice. sempre con i nodi, della curva portandoli verso l’alto e mantenerli sulla verticale fino a quando la curva si adatta al rettangolo.

Immagine 21c

Dimensiono sul piano principale i due archi (altezza all’imposta 12 metri, larghezza 12 metri). con i punti di misura (M) li pongo in prospettiva a destra e a sinistra dello spigolo.

Immagine 21

 

Semplifico lasciando solo i due archi.

Immagine 22

Duplico e sposto con la freccia laterale, lasciando immutato il piedritto (parte verticale dell’arco) esterno, per ottenere lo spessore. Rettifico la parte superiore dell’arco.

Immagine 23

Imposto gli altri due archi per tracciare l’imposta della cupola (linea blu).

Immagine 24

Taglio la parte superiore dell’immagine.

Immagine 25

Completo con colori provvisori l’immagine della galleria, aggiungendo i bracci e la copertura.

Immagine 26

Fine prima parte.

ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

 

Pubblicato in Lezioni Inkscape | Contrassegnato , | Lascia un commento