Glis glis 11 – Ultimo episodio

L’immagine della terra, osservata dagli schermi, è veramente uno spettacolo apocalittico. I continenti si confondono con gli oceani perché ovunque una cortina di fumo, con sfumature dal nero al grigio, densa di bagliori continui copre l’intera superficie della terra. L’agonia è iniziata, la terra potrà anche sopravvivere ma la vita non sarà più possibile dopo questo infausto periodo geologico. L’apocalisse biblica si sta realizzando.

  •     Possiamo slegarci ora?
  •    Non ti muovere, siamo solo in orbita. Tra poco il vettore sarà proiettato verso la luna, per inserirsi nella sua orbita.
  •    Saremo un’altra volta schiacciati sui sediolini, mi mancava quasi il fiato.
  •   Non credo che questa volta l’accelerazione sarà forte come quella per raggiungere l’orbita terrestre ma è meglio essere prudenti.

Infatti, dopo aver chiuso tutti gli schermi, con un’accelerazione moderata la navicella lascia l’orbita terrestre e inizia la corsa verso lo spazio stabilizzando una gravità nella cabina. Emme si accorge della gravità e lascia il sedile:

  •   Ora possiamo scendere dai sediolini. Tutto si è stabilizzato, l’unico peccato che non vediamo più nulla. Perché si sono spenti gli schermi? Tu certamente sai il perché.
  •   No, non lo so, però posso intuirlo. Evidentemente è per proteggere il sistema di telecamere esterne durante il movimento nello spazio. Se ho ragione vedrai che in orbita lunare gli schermi riprenderanno a trasmettere.
  •    Certamente hai ragione come tecnico sei preparato.
  •    So cosa pensi di me. Forse vuoi sottintendere che, come maschio non sono ancora preparato.
  •    Hai capito? Bravo. Ma non c’è problema perché anch’io come femmina sono piuttosto impreparata.

Mentre si scambiavano queste opinioni, D ed Emme avevano lasciato la cabina spostandosi nel primo vano.  Era una camera super attrezzata, fornita di tutto quello che serviva per sopravvivere durante il viaggio, anche due letti a castello erano sistemati in un angolo. Nell’angolo opposto un armadio dispensa conteneva cibo in scatole o surgelato in apposito contenitore, con fornetto a microonde incorporato. Emme non poté fare a meno di commentare:

  •   Che incoerenti. Prima ci hanno abituato a pranzetti saporiti e ora ci trattano a surgelati.
  •    Assaggiamo qualcosa può anche essere saporito. Sono decenni che il sapore dei cibi è stato chimicamente trattato. Te lo sei dimenticato?

Dopo aver assaggiato il cibo di una scatola, D e Emme dedicano la maggior parte del tempo a studiare sul computer di bordo tutto ciò che riguarda le loro risorse e il loro viaggio.

Le giornate nella navetta passano velocemente, appena al secondo giorno la navetta entra in orbita lunare. D e Emme, avvisati dall’altoparlante, si precipitano nella cabina di pilotaggio. Gli schermi, come previsto da D, si riaccendono ma poco si vede perché stanno sorvolando la parte oscura della luna. Quando arrivano nella parte illuminata, la forte luce del sole quasi li acceca ma gli schermi subito diventano più scuri, sminuendo la luce. Seduti ai posti di guida attendono istruzioni che non mancano ad arrivare. Il computer li avvisa che tra un minuto il pilota automatico smetterà di controllare la navetta e dovranno passare al volo manuale, li avvisa anche che quando avvisteranno la base lunare dovranno atterrare nell’area H.

Tutto procede bene, D effettua un atterraggio perfetto. Appena la navicella si è stabilizzata sull’area H, il computer avvisa di inserire di nuovo il pilota automatico per l’aggancio al razzo madre. Emme guardando dagli schermi nota che navicelle simili alla loro occupano altre aree, alcune aree tuttavia sono vuote. Quando tutte insieme le navicelle si muovono per l’aggancio, Emme conta solo cinque navicelle..

  • D mancano cinque navicelle. Non avevi detto che erano dieci?   È molto strano. Cosa sarà successo?
  • La nostra partenza dal sotterraneo è stata molto rischiosa. Stavamo per rimanere intrappolati nel tunnel. Evidentemente alcuni non sono stati fortunati come noi.
  • Ma dove andremo in solo otto giorni – chiede Emme
  • Ho intuito l’unica possibilità … deve essere un viaggio nello spazio/tempo

Appena le navicelle sono agganciate al razzo madre, si spengono gli schermi, la partenza è immediata. Finita l’accelerazione D e Emme scendono dai sediolini, l’avventura ha inizio. Lo schermo principale dà un ultimo avviso:

DESTINAZIONE COME DA COORDINATE

BUON VIAGGIO

Per contattare compagni di viaggio aprire canale uno sullo schermo della navicella

  • Ecco un suggerimento interessante.

Esclama Emme. D si risiede al posto di guida, Emme lo imita subito. Accendere il canale uno è molto facile per un TC come D. Sullo schermo appare un messaggio:

Per motivi sconosciuti, data la precaria situazione del pianeta terra, sono presenti alla partenza solo cinque coppie:

Acca – B   Emme – D   Enne – E   Erre – G   Zeta – O

Oltre alle immagini delle coppie, sullo schermo appaiono anche le informazioni relative alla loro origine animale, alla località del laboratorio per la loro evoluzione. La lingua parlata è la stessa per tutte le coppie.

Sullo schermo appaiono anche i codici per poter comunicare tra loro o anche in comune teleconferenza.

La prima a parlare, seguendo l’ordine dello schermo, è Acca, Emme e poi le altre.

  •     Ciao amici, io sono Acca e lui è il mio compagno B.
  •     Ciao, io sono Emme e lui è D.
  •     Ciao, io sono Enne, lui E.
  •     Ciao a tutti, io sono Erre e lui G
  •     Ciao compagni, io sono Zeta e lui O

D non può fare a meno di intervenire:

  •     Scusate per il mio intervento ma ho il dovere di interrompere l’inizio di un matriarcato!

La battuta di D genera una discreta allegria, infatti tutti sorridono. Prima che la parola sia presa da un altro subito O interviene:

  •     Bravo D. Io che sono collocato in ultimo gradisco il tuo intervento. Il mio antenato primordiale “Lupus” mi ha lasciato un’eredità combattiva.

Zeta interviene subito:

  •    Anch’io ho la stessa origine … il matriarcato è stato sempre un buon sistema di governo, noi donne siamo più responsabili. Per il momento siamo in parità, cinque e cinque.
  •    Il mio intervento era solo una battuta. Per me siamo sei a quattro, anch’io sono dello stesso parere di Zeta, precisa D.

D vede le coordinate che sono rimaste digitate sullo schermo, le legge mentalmente, quelle coordinate le ricordava, erano le stesse lette sul computer dell’alloggio sotterraneo, cioè quelle della Terra.  Le rilegge ad alta voce: V 330^88 G3^66-III e aggiunge:

  • Sentite tutti. Le coordinate rimaste sullo schermo, quelle della destinazione, sono le stesse della Terra. Non ne sono sicuro ma ho un dubbio.

Questa è una storia senza fine, credo che il programma dell’umanità riprenderà dall’inizio.

È tutto un semplice replay.

fffffffffffffffffffffffffffffffffff

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