La cripta di Bremen – Ultimo episodio

Anche i sette demoni si dividono, percorrendo i continenti terrestri continuando violenze e stragi.

Per alcuni secoli orde di barbari da loro guidati distruggono territori e città dove la civiltà umana iniziava a progredire.

Quando si accorgono che non riescono a incidere sulla civiltà nascente che fiorisce in molte nazioni, tornano in Europa, luogo delle loro prime stragi. Qui trovano fiorenti culture in molte nazioni. Capiscono che devono modificare il loro agire perché il loro personale operare non riesce a estendere la malvagità.

Tornano nella caverna sotto la cripta, nel luogo dove hanno vissuto i mille anni incatenati. Qui, dopo giorni di discussioni e notti di ripensamento, intuiscono che devono usare il potere umano per diffondere la distruzione dell’umanità.

In Europa, percepiscono un inquietudine che corre tra le nazioni per la conquista di privilegi e che gli stessi popoli sentono la necessità di una forte unità nazionale con uomini energici al governo.

Nel 1914 la prima guerra mondiale e la seconda del 1939 sono state la conseguenza del dominio dei demoni su gli uomini del territorio europeo. Sette scheletri per sette uomini dei regimi.

Finita la seconda guerra mondiale, mentre i compagni  errano per le nazioni occidentali e orientali spingendo gli umani da loro dominati a commettere crimini violenti, I demoni, lasciati i corpi dei loro discendenti, si impossessano di uomini al potere in nazioni diverse e li  trasformano in dittatori violenti. Quando sono annoiati e stufi, spingono alla morte il posseduto, anche con l’intervento di altre potenze mondiali, per prendere possesso di un altro capo di stato. Nel mondo sono sempre sette i statisti che diffondono morte e distruzione, come i “sette sigilli dell’apocalisse”.

Unica speranza è Franz, sopravvissuto all’incendio, sepolto nella caverna della cattedrale di Bremen, il cui corpo si mantiene integro. Quando, nel futuro, la ruggine delle catene gli permetterà di muoversi potrà intervenire nel tentativo di salvare l’umanità sempre che non si sia già autodistrutta.

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La forza verde 9 – ultimo episodio

Il compimento

Pochi mesi dopo fu il caos nel piccolo paese, molte ragazze erano incinte. I genitori, le mamme in particolare turbate da questa contemporaneità, non ne capivano il motivo. Questa nuova situazione allarmò Sara, cosciente che la sua esperienza si stava ripetendo con altre ragazze, tutte quasi con la stessa età che aveva lei al momento dell’incontro al distributore.

Quella sera, approfittando che il marito dormiva profondamente, si recò nella stanza di Tommaso per chiedergli chiarimenti. Affrontò il ragazzo con decisione e lui fu subito disponibile a parlare. Le raccontò dell’esperienza con gli amici di scuola, la storia del popolo alieno e la necessità della riproduzione per la loro salvezza. Il primo pensiero di Sara fu di rivolgersi alle autorità per un intervento dello Stato, ma poi pensò di contattare le madri dei due amici del figlio, Alessandro e Nicola.

La mattina successiva, Tommaso, prima di uscire per andare a scuola, le disse che le madri che doveva incontrare erano una cinquantina, alcune anche di vicine borgate. La forza aveva già provveduto attraverso i figli a convocare tutte le madri in un edificio adatto, dopo l’orario di lezione.

Nella palestra della scuola di un paese vicino, messa a disposizione dalla preside, nonna di un nipote di nuova generazione, si svolse la riunione segreta per prendere un’opportuna decisione. Fuori cinquanta ragazzi si scambiavano conoscenze e informazioni, si sentivano tutti amici, uniti anche come umani.

La riunione non durò molto. Tranne qualche leggero alterco iniziale, la decisione unanime fu di  aiutare il popolo alieno, che già viveva nei loro figli.  

Una tiepida serata d’estate con il cielo ancora chiaro, Sara era nel giardino calma e tranquilla a curare i suoi fiori. Tommaso nel vialetto del giardino aiutava il nipotino e il proprio figlio a muovere i primi passi. I genitori del piccolo, Giulia e Alessandro, erano andati a fare compere e forse a svagarsi.

Riccardo era in casa, insieme alla giovane nuora seguivano una trasmissione sportiva. Come tutti gli uomini era all’oscuro degli ultimi eventi, altrimenti non sarebbe stato un nonno felice.

– Ancora qualche generazioni e potremo riunirci con i sopravvissuti del nostro popolo.

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La cripta di Bremen – III capitolo 9

Per molti mesi, i demoni insieme ai loro compagni compiono misfatti tra la popolazione. Privilegiano stragi familiari. Si presentano, la domenica mattina, come venditori alla porta di casa e per il loro aspetto innocuo vengono fatti entrare.

Una volta entrati, il demone addormenta la famiglia mentre la compagna lega mani e piedi ai malcapitati. Inizia così una tortura che terminerà con la morte.

È notte, in coppia con i loro compagni i demoni si riuniscono intorno a un arco magico.  Venerella è sola perché ha deciso di non avere un uomo fisso ma molti provvisori che poi elimina.

Vengono discussi due nuovi eventi. Il primo è l’emancipazione dei compagni che non avranno più bisogno degli ordini e della guida dei demoni per agire. Il lungo periodo di crimini violenti ha modificato la loro mente che ormai si autogestisce da sola. Quotidianamente i malfatti diventano una necessità della loro esistenza.

Il secondo, conseguenza del primo, è la necessaria opportunità di lasciare liberi i compagni separandosi da essi, anche per una maggiore mobilità nell’intera Europa e poi nel mondo.

Matilde, la ex ragazza di Giovello, ha risentito dell’abbandono e come conseguenza si vendica sulle coppie umane. Approfittando della sua avvenenza conquista il maschio e lo costringe a liberarsi della compagna in maniera violenta.

Anche Angelo, ex di Mercuria, sceglie le coppie. Domina e conquista la donna e la costringe ad abbandonare l’amato. Ed è proprio lui che svela il tradimento e spinge il maschio al femminicidio.

Anche gli altri si sono specializzati in diverse violenze.

La fratellanza di Giulio e Giulia li lascia uniti e “lavorano” insieme. La coppia agisce nei luoghi affollati: Giulia provoca i maschi e Giulio interviene creando risse che proseguono anche fuori i locali con feriti e morti.

Marino, l’ex capostazione, si è specializzato nella pedofilia che pratica in maniera subdola, inoltre spinge anche altre persone a commettere il reato che spesso termina con la morte del minorenne.

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Il racconto perduto – XI episodio

 

 

 

 

 

 

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La forza verde 8

All’improvviso la sfera si ingrandì, i tre amici capirono che non erano più soli. La sfera era diventata l’unione di tutte le forze verdi presenti sulla Terra, infatti questo colore era sparito dalla superficie terrestre. La mente era diventata unica.

La storia di un antico e lontano popolo fu rivelato in tutta la sua sequenza storica. In pochi attimi, o forse in sequenza temporale diversa, la consapevolezza dall’origine alla catastrofe finale fu chiara, nella mente dei tre ragazzi.

– Il nostro primitivo popolo nato su un pianeta nell’orbita di Sirio ha subito per millenni la mutevole natura della doppia stella. Nel corso del tempo, l’influenza dell’astro ha modificato la nostra struttura corporea. Il deteriorarsi del corpo fisico ha comportato un aumento dell’energia per poter instaurare una sana continuità della nostra esistenza.

Con il passare dei secoli, il nostro corpo fisico divenne sempre più un contenitore privo di propria realtà. Ma la forza non era in grado di vivere da sola che per periodi limitati. Anche un contenitore mal ridotto permetteva le fasi di riposo e di ripristino dell’energia. Quando il nostro pianeta fu invaso da pioggia di asteroidi e di comete la nostra vita fu definitivamente compromessa.

Il controllo della forza, così come la sua stabilità, era diventato nel tempo abbastanza efficiente, anche nella capacità di unirci in essa.

L’abbandono del pianeta tutti insieme sarebbe stato imprudente e pericoloso, fu così stabilito di dividere in dieci i sopravvissuti, ormai circa un migliaio. Ogni gruppo avrebbe cercato nell’universo un pianeta abbastanza simile al nostro e con esseri compatibili per la nostra riproduzione. La partenza fu decisa quando mancavano pochi giorni alla distruzione totale del pianeta. Dovemmo allontanarci protetti dalla zona d’ombra perché la radiazione distruttiva aveva raggiunto l’apice. Il nostro gruppo raggiunse il pianeta Terra. La femmina umana è molto adatta al nostro scopo.    

Allo stato attuale non conosciamo quanti gruppi hanno trovato una possibile compatibilità e in quale parte dell’universo siano capitati. Il nostro compito qui sulla terra è di ricostituire un numero di individui tale da formare più gruppi da cento, come all’inizio del nostro viaggio. Solo allora potremo dare luogo a una ricerca sistematica del nostro popolo per l’intero universo.

Voi dopo i sedici anni sarete in grado di riprodurvi, una sola volta, con esseri umani femminili molto giovani e vigorosi. I vostri figli saranno in grado di accoppiarsi due volte, i vostri nipoti tre … 

Il ruolo dei tre amici e di tutti gli altri presenti nella sfera fu così determinato e chiaro. Tommaso recepito il messaggio, fu consapevole di essere più evoluto del suo padre alieno, lui era di nuova generazione. Il suo primo pensiero fu Giulia ma pensò di lasciarla a un altro. La sua doppia natura alieno-umana risentiva dei tabu sociali.

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LAfa24 – La corsa – seconda parte

La Bionda: – Dai Gemi, acceleriamo un po’, non vorrei arrivare ultima.

Gemi: – Ma io sono già stanco. Perché non ci riposiamo un poco.

La Bionda: – Ma come? Sono passati solo pochi minuti e tu già affaticato.

Gemi: – Ma io non mi stanco solo quando faccio l’amore. Capisci bella.

La Bionda: – Ciao bello … Io vado. Ci vediamo al traguardo, ammesso che ci arrivi.

La Bionda accelera e sorpassa anche LAfi e il compagno.

Lafi lascia il compagno e si lancia all’inseguimento della Bionda.

Quando la raggiunge; – Non sapevo che correvi così bene. Sei un atleta?

La Bionda: – Atleta no ma correvo da piccola insieme a mio fratello che si allenava per i diecimila metri. Lui sì che è un atleta. Ora corro per mantenere la “linea”.

LAfi: – Anche io ho sempre corso.

Le due ragazze superano molti partecipanti. LAfi al traguardo supera La Bionda e arriva

terza. Sul podio prende medaglia e coppa, gli amici tutti applaudono. Ma anche La Bionda, quarta, ha una medaglia.

Gli amici festeggiano le due premiate.

Francy: – Ma Gemi dov’è? Chi l’ha visto durante la corsa?

La Bionda: Nei primi minuti correva insieme a me poi si è stancato e l’ho lasciato. Voleva fermarsi al bar.

LAfi: – Andiamo a trovarlo. Deve pure essere da qualche parte.

Cercano Gemi e lo trovano mentre in barella viene soccorso.

Dopo dell’intervento del medico, Gemi si riprende.

Gemi: – Ma quale ospedale? Ora sto bene.

Francy: – Sei sicuro. Ti senti in forze?

La Bionda; – La colpa è anche un poco mia. Lui voleva fermarsi ma io volevo correre e l’ho abbandonato …

Gemi: – … al mio destino. Volevo raggiungerti per questo sono crollato.

LAfi: – Cerca di stare in forma per domani sera. Festeggiamo il nostro terzo e quarto posto.

Francy: – Questa sì che è una gran bella notizia. Le feste a noi piacciono molto. Ora, se ce la fai, scendi dalla barella e andiamo a casa. Ciao ragazzi ci vediamo domani sera.

Gemi: – Una festa? Sono già guarito. Hai ragione, andiamo a casa che domani dobbiamo essere in piena forma.

La ragazza del comitato continua a corteggiare ILfi ma lui non capisce perché le troppe birre bevute ledono le sue capacità comprensive.

La ragazza alla Bionda: – Sai dove abita? Voglio accompagnarlo a casa.

ILfi: – A casa? Non è possibile: la casa non è mia.

La Bionda: – Ha ragione. Abita con i suoi genitori.

ILfi: – Hai visto. Non ho … casa.

La Bionda, divertita, assiste al corteggiamento. La ragazza non sa che sono una coppia e gli chiede sostegno: – Il ragazzo mi piace. Mi dai una mano a conquistarlo?

LA Bionda: – Anche due o tre!

La ragazza: – Tre?

Arrivano LAfi e il Compagno.

LAfi alla Bionda: – Come farai a festeggiare stasera … È proprio sbronzo il tuo ragazzo.

La ragazza: – Ma la bionda non sta con il ragazzo piccolo e barbuto?

LAfi: – Vuoi dire Gemi, il distrutto. No lui sta con Francy.

La ragazza: – Capisco. Siete tutti in coppia. Ciao, ciao a tutti e buon festeggiamento.

Il compagno: – Ci fermiamo un po’ al bar. Ho una sete di “birra” bella fresca.

ILfi: – Anch’io. … Birra fresca.

La Bionda: – Ci penso io a dartela una bottigliata sulla testa. A te un caffè amaro.

ILfi: – Perché amaro? A me piace con la grappa.

Al bar.

Il Compagno: – Brave le nostre ragazze. Terzo e quarto posto è un gran risultato, considerando che partecipavano anche professionisti venuti da lontano. Propongo un brindisi con lo spumante.

Poco dopo.

ILfi: – Che strano sapore ha questo spumante? Ma di che marca è?

La Bionda: – Bevi. È una marca buona per te.

LAfi sottovoce al Compagno: – Ha ragione il poverino, gli hanno dato una gassosa.

LAfi: – Ti comunico che stanotte dormirò con la medaglia.

Il Compagno: – Meglio così. Potrò riposare tranquillo.

LAfi: – Ma che dici? Non vogliamo festeggiare?

Il Compagno: – Non credo che sia possibile.

LAfi: – Ma come? Sei proprio sfinito?

Il Compagno: – Non molto ma credo che sarà un’impresa.

LAfi: – Perché?

Il compagno: – Ci sarà un “bronzo” tra noi due. Ti sembra niente?

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LAfa 23 – La corsa – prima parte

LAfi: – Hai visto il manifesto per la corsa cittadina organizzata dal Comune. Vogliamo iscriverci?

Il Compagno: – Non so. Quando frequentavo la scuola media partecipavo alla corsa campestre dei “Giochi della gioventù” ma sempre con scarsi risultati.

LAfi: – Non lo sapevo. Allora sei disponibile? Hai un passato da atleta!

Il Compagno: – Capirai da atleta fallito. Comunque accetto. Con te sono sempre disponibile a tutto.

LAfi telefona al fratello. In quel momento arriva Francy:

Francy: – Ciao ragazzi. Che fate di bello.

LAfi: – Ora niente, Pensavamo di iscriverci alla corsa cittadina.

Francy: – Ho visto il manifesto. Cittadina? Ma è quella del Comune … diciamo “Paesina”.

Il compagno: – Penso che verranno anche dalla città. Questi eventi attirano.

Francy: – Ok, parlo con Gemi e veniamo anche noi.

 

Arrivano ILfi e la Bionda .

ILfi: – Ciao. Allora, cosa mi devi chiedere ?

LAfi: – Ci iscriviamo tutti alla corsa cittadina: Come dice Francy “Paesina”

La Bionda: – Ci sono anch’io. È tanto che non corro. Perché non invitiamo anche le nostre amiche?

ILfi: – Ma sì, sono d’accordo. Corriamo tutti.

Francy: – Le vostre amiche? Quelle dell’anniversario? Che bello.

All’iscrizione per la gara. La commissaria corteggia il compagno della LAfi..

La ragazza: – Scommetto che vinci tu. Hai un fisico. Partecipo anch’io. Facciamo coppia?

Il compagno: – Coppia? …

LAfi pesta il piede al Compagno che non termina la frase.

Francy che ha assistito alla scena dice alla LAfi: – Stai tranquilla, alla ragazza ci pensiamo io e Gemi.

Quando si avviano verso la partenza, Gemi e Francy mettono al centro la ragazza e l’abbordano. Memori della promessa alla LAfi.

Francy; – Gemi hai visto oggi come è diversa la ragazza? Al tavolo non sembrava così carina.

Gemi: – È vero. Altro che carina … è fascinosa.

La ragazza: – Caspita. Come siete gentili.

Gemi, prendendo la mano della ragazza: – Dai Francy. Partiamo insieme a lei.

Quando LAfi e il Compagno sono lontani. Gemi accelera e lascia le due ragazze da sole.

Il percorso, per il piccolo paese è ripetitivo. Quando le ragazze ripassano davanti al bar, vedono ILfi seduto al tavolino. Lasciano la corsa e si siedono con lui:

Francy: – Ma che fai qua solo, soletto?

ILfi: – La corsa non è il mio forte. Mi riposo.

Francy: – Ho capito. Hai bisogno di compagnia. Ci pensiamo noi. – poi rivolta alla ragazza – Passa dall’altro lato così lo “sosteniamo”.

Gemi ha raggiunto la Bionda e quando ripassano davanti al bar vedono il ILfi con le due ragazze.

Gemi: – Hai capito? Che tipo il tuo ragazzo. Noi corriamo e lui si riposa in compagnia. Ci fermiamo anche noi?

La bionda: – No. Preferisco correre … lascialo perdere.

Gemi: – Hai un fisico perfetto … Il tuo ragazzo è all’altezza?

La Bionda: –  Credo abbastanza.

Gemi: – Per dirlo devi provare anche un altro.

La Bionda: – Ma non so. Forse … Devo rifletterci.

Gemi ci tenta subito, allungando una mano.

Fine prima parte

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