La discoteca – secondo episodio

Sul divano

ILfi: – Con tanti posti liberi ne abbiamo scelto uno sotto la luce.

Franca: – Nel buio era uno dei pochi visibili.

Gemi: – Ha ragione lei. Correvamo il rischio di sederci su un divano occupato.

ILfi: – Che bello … avremmo fatto il “mucchio” che piace a Gemi.

Gemi: – È vero. Ma preferisco il mucchio illuminato.

Franca: – Ragazzi ma l’alcol a voi fa subito effetto?

Gemi: – Non è l’alcol che lo fa, ma le ragazze belle e simpatiche.

ILfi: – Attenta Franca, lui ti corteggia.

Franca: – Non ti preoccupare. Se non mi va, so difendermi bene. Sono cintura marrone di judo.

Gemi: – Caspita! Siamo capitati male.

ILfi: – Forse è meglio andare a ballare.

Sulla pista

Gemi: – Che musica! Scateniamoci.

Franca a ILfi: – Ma tu non segui il tempo. Così non ti scateni.

ILfi: – Troppo veloce per i miei gusti.

Gemi: – Gusti? Confessa che sei negato.

ILfi: – Preferisco i balli lenti.

Franca: – I lenti sono pochi in discoteca.

Due ragazzi si avvicinano a Franca, cercando di isolare Gemi e ILfi.

Uno dei due spintona Gemi e gli dice: – Va a farti una passeggiata. La ragazza ora è nostra.

ILfi interviene: – Ma che vuoi? Litigare?

L’altro ragazzo: – Squaglia o ti rompo il muso.

ILfi, anche se l’altro è più robusto, l’affronta deciso e lo colpisce con un pugno allo stomaco. L’altro ragazzo sta per intervenire, ma Franca gli fa fare un volteggio nell’aria facendolo ritornare in piedi e senza danni.

I due capiscono che i ragazzi sanno difendersi e si allontanano.

Stanchi ritornano sul divano illuminato, dove trovano Francy da sola.

ILfi: – Ma come sei già stanca? E il tuo cavaliere?

Francy: – Finche è stato zitto andava bene ma quando ha parlato l’ho mollato.

Gemi: – Era straniero?

Francy: – No. Solo cretino e ignorante. – poi al ILfi – Tu balli male ma sei il mio preferito.

Franca: – Che dichiarazione? Ma lui non è fidanzato con la bionda?

Gemi: – Ma la bionda ora non c’è.

Francy: – Che vuol dire “fidanzato”? Anche io e lui, – indica Gemi – siamo una coppia ma aperta.

Franca: – Che gruppo simpatico che siete.

Gemi si avvicina a Franca e propone: – Se vuoi puoi venire nel nostro gruppo.

Franca: – Ma sì. Anch’io sono “aperta” a qualunque esperienza.

Gemi: – Benarrivata – le dà un veloce bacio sulla bocca.

Frency: – Ritorniamo in pista? – propone, mentre abbraccia ILfi.

Mentre si avviano, incrociano la Bionda e il suo cavaliere.

Gemi ai due: – Ma avete ballato senza sosta. Non siete stanchi?

La bionda: – Sì. Stanchissimi. Ora andiamo a sederci un poco per riposarci.

In pista, trascurando la musica, Gemi e ILfi ballano lentamente abbracciando le ragazze.

Franca: – Gemi stringi molto.

Gemi: – Non ti piace essere stretta?

Franca: – Sì mi piace ma così forte mi fai mancare il respiro. Forse vuoi farmi svenire tra le tue braccia?

Gemi: – Così va bene?

Franca: – Non pensavo che fossi così robusto.

All’uscita si ritrovano con LAfi, l’amico e la Bionda. Franca va via con la sorella.

ILfi: – Gemi, hai lasciato andare Franca?

Gemi: – Sì, ma ho l’indirizzo e il numero di telefono. Ha accettato di venire nel nostro gruppo.

ILfi alla Bionda: – Anche tu hai lasciato il tatuato con il ritratto?

La Bionda: – Anch’io ho il numero del cellulare. Ma lui non vuole entrare nel nostro gruppo.

LAfi: – Ma che bravi. Gemi e tu vi siete dati a future avventure?

Gemi: – Cambiare fa bene al rapporto. Vero Francy?

Francy: – È così. Ma molti non lo sanno.

ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

 

 

Pubblicato in Racconti illustrati | Contrassegnato , | Lascia un commento

La discoteca – primo episodio

La bionda: – Ho saputo da una collega che la discoteca da noi frequentata è chiusa una settimana per lavori di restauro.

LAfi: – Che sfortuna. Proprio stasera che volevamo andarci.

ILfi: – Ne conosco un’altra. È un po’ più lontana.

LAfi: – Ci sei già stato?

ILfi: – No. Ma un amico mi ha detto dov’è e mi ha spiegato anche la strada per arrivarci.

ILfi: – Vado a prendere Gemi e Francy che hanno l’auto in riparazione.

LAfi: – Intanto vado a mettere la benzina. Sono a secco.

Alla ricerca della nuova discoteca.

La bionda: – Ma dove siamo? Questa è una piazza.

Gemi: – Forse hai sbagliato strada.

ILfi: – Ma c’era il cartello con la freccia.

La bionda: – E sì. L’ho visto anch’io. Solo che sotto la freccia c’era scritto “disco orario”. Ma dove hai la testa?

ILfi: – Veramente? Ma io ho letto discoteca.

Gemi: – È inaffidabile anche quando non è ubriaco.

ILfi: – La strada era quella giusta. Il cartello mi ha ingannato.

La bionda: – Va bene. Ora torniamo indietro.

Quando finalmente entrano in discoteca.

La bionda: – Ma come è buia.

Una ragazza: – Tranquilla. Ogni tanto, le luci si abbassano ma poi torna un po’ di luce.

Gemi, appena la luce torna, guarda la ragazza e le dice: – Ciao. Eri tu che parlavi al buio? Io sono Gemi, tu chi sei?

– Sono Franca.

La bionda: – Ma sei sola?

Franca: – Sono venuta con mia sorella e il suo ragazzo. In questo caos li ho perduti di vista.

Gemi: – Se vuoi puoi aggregarti a noi.

Franca: – Lei – indica La bionda – è la tua ragazza?

Gemi: – No, È la ragazza di un amico. Belle le decorazioni sul tuo corpo.

La bionda: – Bellissima la costellazione sulla gambe.

Gemi: – Costellazione?

La bionda: – Non vedi che è il “Carro”. – a Franca – Ma è l’ Orsa maggiore o minore?

Franca: – È la minore con la Stella Polare.

Gemi: – Non sapevo che eri un esperta astrologa? Io non ne capisco niente.

La bionda: – Ma tu cosa capisci?

Un ragazzo si avvicina e rivolta alla bionda: – Che strano sei uguale al mio tatuaggio?

La bionda: – Proprio uguale non mi pare. Somigliante sì. Ma è la tua ragazza?

Il ragazzo: – No. È una ragazza immaginaria che cerco da tanto tempo. Ora l’ho trovata. Balliamo?

La bionda: – Perché no? Andiamo.

Gemi: – Che tipo? Lui sì che non ha perso tempo.

Franca: – Ma lei è senza il ragazzo?

Gemi: – Sì è venuto anche lui, ma forse è già in pista. – quando la luce aumenta ancora – Eccolo è lui, quello con il maglione rosso.

Franca: Ma sta con una ragazza bionda. Forse a lui le bionde piacciono.

Gemi: – Ma lei è Francy. È del nostro gruppo. Scendiamo in pista anche noi?

Franca: – Sì, Gemi. Ma il tuo è un diminutivo? Geremia?

Gemi: – No. È Gemi anche all’anagrafe. Dai andiamo.

Franca: – Ma ora è di nuovo buio?

Gemi: – Meglio.

Franca:  — Che tipo anche tu? Piccolo ma simpatico.

ILfi si avvicina a Gemi e Franca. Lui e Gemi ammirano, con le mani, i tatuaggi di Franca.

Gemi: – E Francy? Dove l’hai lasciata?

ILfi: – Francy mi ha mollato. Si è messa a ballare con altro.

Franca: – Guardate la vostra amica bionda. Si scatena con il ragazzo che l’ha abbordata.

ILfi: – A lei piace molto ballare. Ma tu non balli?

Prima che Franca risponde Gemi: – Propongo di sederci in poltrona e prenderci da bere. Poi andiamo tutte e tre a ballare insieme.

Franca: Sì. Ci sto.

ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

Pubblicato in Racconti illustrati | Contrassegnato , | Lascia un commento

Ancora tecnica sui Nodi

Costruzione di un volume (parallelepipedo) con i Nodi di Inkscape.

Disegno una faccia del parallelepipedo con lo strumento 

Non posso adoperare lo strumento “rettangolo” perché non ha i nodi.

Per facilitare la costruzione, tengo premuto Ctrl. In tal modo le linee che traccio sono orizzontali e verticali.

Ho i Nodi.

Dopo aver duplicato (Ctrl+D), seleziono i due nodi di sinistra e

li porto per costruite la superficie laterale del solido.

Duplico di nuovo la superficie, seleziono i due nodi superiori e ripeto il procedimento per ottenere la superficie inferiore.

Costruzione e controllo di linee curve

Disegno un segmento con lo strumento 

Tengo premuto Ctrl per ottenere  il segmento orizzontale.

Ottenuti i Nodi, con l’indice degli stessi trasformo il segmento in curva.

Sempre con l’indice modifico la curva come voglio.

Posso modificare la curva anche con il seguente metodo (più preciso).

Dopo aver ottenuto la curva, se clicco su uno dei due Nodi ottengo due linee con un pallino, regolatrici della curva.

Con il Mouse sul pallino (che diventa rosso) posso controllare la curva con precisione.

 

Posso ottenere altri Nodi con doppio Clik al posto desiderato.

Spostando il nuovo Nodo ottengo modifiche lineari del segmento.

Sempre agendo sui pallini rossi posso trasformare in curva le due nuove parti.

Se voglio trasformare il tracciato in superficie. Seleziono i due Nodi terminali e adopero 

che li unisce con un segmento dello stesso spessore.

ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

 

Pubblicato in Lezioni Inkscape | Contrassegnato | Lascia un commento

AUGURI per l’anno 2018

LAfa , la famiglia del blog , augura un

Ecco il contributo dei ragazzi del blog .

Per approfondire i dettagli, partecipare al veglione organizzato dai ragazzi:

https://disegnaredaadulti.com/2017/12/18/il-veglione-di-capodanno/

 

fffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

Pubblicato in Racconti illustrati | Contrassegnato | 1 commento

LAfa27 – Il veglione di capodanno

LAfi, insieme all’amico, che è il compagno convivente, pensano di fare a Capodanno un veglione particolare con il loro gruppo di amici. Vanno così a parlare con Furio per avere a disposizione la palestra.

LAfi: – Ciao Furio siamo venuti a chiederti se la palestra è libera il trentuno dicembre. Vorremmo organizzare un veglione privato e particolare per le coppie dei nostri amici.

Furio: – La palestra è libera. Per un gruppo così simpatico e affiatato come il vostro, anche se fosse stata occupata l’avrei liberata con piacere. Veglione particolare per le coppie dei vostri amici? Qual è la vostra idea?

L’amico: – Volevamo organizzare il veglione nello studio/casa dove abitiamo ma è molto freddo, abbiamo solo una stufetta nel soppalco letto. La tua palestra va meglio.

LAfi spiega per sommi capi l’idea a Furio. Per mezzanotte ci sarà una sorpresa.

Furio: – Idea favolosa. Posso partecipare anch’io con la mia ragazza?

LAfi: – Come no. Non sapevo che avevi una compagna.

Furio: – È una pattinatrice e spesso è impegnata, viene raramente in palestra. Per capodanno pensavamo di andare in un locale pubblico, ma la vostra idea le piacerà sicuramente.

L’amico: – Trovato il posto ora non ci resta che parlare ai nostri amici e organizzare il veglione che sarà in maschera. Questo lei ha dimenticato di dirtelo. Ti faremo sapere il “tipo” di maschera, anche questo dobbiamo trovarlo particolare.

Salutato Furio, LAfi e l’amico telefonano agli amici per esprimere la loro idea.

Vicino al camino nella casa dei genitori di LAfi, gli amici decidono i costumi e la sorpresa. Dopo aver detto loro la disponibilità della palestra.

LAfi: – La nostra idea è quella di mascherarci da animali.

La bionda: – Ma è un’idea banale, da sempre sfruttata Sono d’accordo  sugli animali ma dovremmo trovare un nuovo modo.

Francy: – Anche a me il vestito animalesco sembra ripetitivo. Ho già partecipato a due balli in maschera, come animale.

L’amico: – Potremmo avere indosso animali finti di stoffa, tipo peluche, su un vestito colorato ma normale.

Mona: – Io aggiungerei una mascherina sugli occhi. Che dite?

LAfi: – Ma … Chi vuole può anche metterla. Non è un capodanno in maschera.

ILfi: Io avrò un elefante.

Gemi: – Sempre il solito esagerato.

ILfi: – Va bene un elefantino?

LAfi: – Ora vi dico la sorpresa. A mezzanotte tutti fanno scoppiare i petardi. Noi faremo scoppiare le coppie.

ILfi: – Io porto i petardi.

LAfi: – Non hai capito. Scoppiare le coppie significa cambiare partner fino all’alba.

Francy: Bellissimo. Io sono sempre stata una scambista.

L’amico: – Però dobbiamo decidere un semplice regolamento. Con il nuovo partner è possibile scambiarsi solo baci e qualche carezza.

Francy: – E se viene la voglia?

La bionda: – Te la fai passare.

Francy: – E se la voglia mi viene prima di mezzanotte …

Mona: – Vai in bagno.

Francy: – Insieme al nuovo partner?

Mona: – No, da sola. In “nuovo” e dopo mezzanotte.

Francy: – Allora ho capito, devo iniziare con l’autoerotismo. Mi va bene.

L’amico: – Mi sa che vi siete confuse sulle voglie.

Gemi: – E nel caso che il nuovo sia d’accordo? Quale è la punizione?

LAfi: – Se è così come dici, allora ci sarà l’indulgenza plenaria di capodanno.

Da domani iniziamo i preparativi per il veglione. Ci vediamo qua, avanti al camino. Di pomeriggio, intorno alle quindici, fino a sera tardi.

Alle tre precise, LAfi si presenta con un secchio pieno di carta macerata.

Francy: – Ma cosa hai portato? Cosa vuoi fare?

LAfi: – Ieri sera ho preparato la cartapesta per fare dei copricapo adatti alla mezzanotte. Tra poco vedrai. Inoltre ho pensato che essendo una palestra possiamo mettere tutti la tuta dello stesso colore.

L’amico: – Tutti uguali? A questo punto bisognerebbe indossare una cintura.

Gemi: – Ma le tute hanno l’elastico. Che comodità.

L’amico: – Appunto. Io parlavo, scherzando, di una “cintura di castità”.

Arrivano gli amici ritardatari. Alcuni hanno un grande animale di peluche.

Mona: – Ho trovato un lupo nero. – rivolta a LAfi – Pensi che va bene?

Mina: – Io, un serpente bianco.

LAfi: Vanno benissimo tutte e due. Brave. Bisogna solo trovare il modo di attaccarli ai vestiti.

Mona: – È facile si possono cucire sui vestiti, con pochi punti e qualche laccetto. In tal modo possiamo liberarci degli animali e poiché sono morbidi possiamo anche adoperarli come cuscini.  Domani portiamo i vestiti che indosseremo e sistemiamo gli animali.

Francy: – Che belli. Mona e Mina siete in gamba. Ottimi i cuscini animaleschi.

Gemi: – Francy, perché domani mattina non andiamo anche noi a comprare gli animali?

Francy: – Giusto. Domani andiamo, conosco un negozio che sembra un giardino zoologico.

Arriva Furio con una grande bombola.

ILfi: – Bombola di ossigeno? Chi sta male?

Furio: – Nessuno. È elio per gonfiare i palloncini colorati per decorare il soffitto della palestra.

LAfi: – Forse è meglio gonfiarli direttamente in palestra. Portati qualcuno per farti aiutare.

ILfi: – Vengo io.

Francy: – Anch’io.

Furio: – Andiamo. Ciao ragazzi,

Verso sera i piccoli copricapo per dopo mezzanotte sono pronti.

Tutti applaudono al lavoro dell’artista.

Il trentuno tutti con gli animali cuciti sui vestiti. Su un tavolo, panettoni e bottiglie di spumante oltre a dolci e bevande  varie. C’è anche un’antica torre sonora per la musica.

L’amico presenta le coppie animali: – Ecco la pantera con l’elefante, il pescecane con il cigno, Il serpente con il lupo, la formica gigante con la scimmia e per finire la foca con il polpo.

Ed ecco le nuove coppie di mezzanotte. La pantera con il pescecane, la scimmia con l’elefantino, il cigno con il polpo, il serpente con la formica gigante e infine la foca con il lupo. Tutti avranno tuta e piccolo copricapo.

Mona: – Qual è stato il criterio di scelta delle nuove coppie?

LAfi: – Il sorteggio.

Mina: – Un sorteggio segreto?

LAfi: – Perché non ti va bene?

Mina: – Per me va bene.

Mona: – Per me vanno bene tutte le coppie.

LAfi: – Bene. Fine dell’indagine.

Poco prima di mezzanotte, ILfi si aggira barcollando fuori dalla palestra. L’amico lo chiama e lo fa rientrare al coperto.

LAfi: – Ma è ubriaco?

L’amico; – Ma cosa ha bevuto?

La pattinatrice: – L’ho visto con una bottiglia di spumante in mano.

LAfi: – È tutto chiaro. Il solito inaffidabile.

ILfi: – Io come Ba … Back. Sono un baccanale.

L’amico: – Volevi dire Bacco?

ILfi: Bacco beveva vino … Back, più raffinato champagne.  Io … Back.

Scocca la mezzanotte. Tutti hanno indossato la tuta e il piccolo copricapo.

LAfi: – Iniziamo con balli lenti.

L’amico: – Lentissimi … per conoscerci un po’.

ILfi: – Io aspetto i veloci … sono elettrizzato.

Francy: – Ci penso io a calmarti. Vieni e abbracciami.

All’improvviso si spengono le luci. Voci varie al buio:

– Sarà stato un corto circuito.

– Ma no. Non vedi che fuori al giardino i lampioncini sono accesi.

– Qua l’unico corto e Gemi.

– Zitto. Sei ancora più ubriaco di prima.

– Che idea favolosa.

– Ora si che inizia il capodanno.

– Continuiamo con i lenti.

– Mi sembra logico.

– Ma che fai? La tuta no.

– Solo un pochino.

– Ho una cosa tra le mani.

– Scemo … È la bocca del serpente.

– Che notte. Ragazzi, che notte.

Il buio dura molto tempo.

Quando la luce si riaccende.

ILfi a LAfi: – Ho capito. Sei stata tu a dire a Fulvio di spegnere la luce … Furbastra.

L’amico: – “In vino veritas”.

ILfi: – Ma era spumante.

LAfi: – Ancora meglio. Fratellino.

All’alba tutti stanchi e stremati sono sul pavimento. Qualcuno dorme, ancora abbracciato al partner di capodanno. Come previsto gli animali di peluche sono stati adoperati come cuscini..

ILfi: – Ora non sono l’unico brillo … siamo tutti “brillanti”.

Quando sono tutti svegli e le coppie sono tornate le primitive. LAfi dichiara:

– Il capodanno di quest’anno è stato bellissimo, per i costumi e per tutto il resto.

Tutti applaudono LAfi, artefice del veglione.

LAfi conclude: – Ora per avere l’indulgenza bisogna confessare il peccato e pentirsi.

Tutti in coro: Ci pentiamo … Ci pentiamo … Ci pentiamo …

LAfi interrompendo il coro: – E la confessione?

Francy: Non possiamo. Non vedo preti in giro.

Un lungo applauso finale conclude la grande festa.

P

Per gli amici  Mentre illustravo la sorpresa del veglione ne è arrivata una a me:

http://alcheringaedizioni.wixsite.com/alcheringaedizioni

 

fffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

 

 

 

 

Pubblicato in Racconti illustrati | Contrassegnato | 1 commento

Il rudere – undicesima parte

Da quando ho sciolto i capelli ad Armela, ha cambiato pettinatura. Li porta spioventi sulle spalle, legati solo con un nastro decorato con brillantini. Deve aver cambiato anche il regime alimentare, quando l’ho conosciuta era piuttosto magra. La ragazza inizia a piacermi.

Dopo solo due lezioni, Armela ha imparato facilmente molte parole e anche alcuni verbi, adoperati ovviamente all’infinito.

– Io andare a mangiare. Io vedere cielo. Io andare a dormire. Tu baciare Armela. – dopo questo ultimo suo dire non mi rimare che baciarla.

Di pomeriggio vado in cerca di Armela nel giardino ma non la trovo. Poco dopo arriva Armela che porta un cavallo per le briglie. Quando è vicina si ferma e cerca di dirmi qualcosa.

Ho un po’ di difficoltà a capire cosa vuole. Finalmente a gesti e a “poche” parole mi è tutto chiaro. Anch’io, a gesti e parole, cerco un conferma:

– Tu andare sul cavallo … io portare lui. – le dico.

Lei annuisce e mi salta al collo schioccandomi  vari baci sulle guance e dice: – Bruno essere bravo.

È proprio una bambina con il fisico da donna.

L’aiuto a salire sul cavallo e partiamo per l’allenamento. L’animale è molto docile, mi segue lentamente mantenendo la mia andatura,

Armela dall’alto mi propone: – Tu dire parole, io ripetere.

La proposta mi piace, sarà un doppio allenamento.

– Armela andare a cavallo, io andare a piedi. – inizio con le parole. – poi continuo con altre semplici parole.

Lei ripete tutto molto bene

Si ferma. L’aiuto a scendere da cavallo. Lei prende le briglie e mi dice: – Bruno andare sul cavallo, io andare a piedi.

Sorpreso dalla proposta, salgo a cavallo non senza timore. Nella mia vita non sono mai stato vicino a un cavallo. Mentre salgo lo vedo … enorme.

Fino a ora di cena ci alterniamo a cavalcare. Ad ogni cambio di posto la bacio con passione e ci scambiamo brevi messaggi del tipo: capelli, occhio, naso, bocca, mano …

Armela memorizza bene tutte le parole. È un’alunna molto impegnata.

Giulia si diverte al racconto delle lezioni di lingua e delle mie “cavalcate” anche perché le confido la mia paura iniziale che ho dovuto nascondere ad Armela.

ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

Pubblicato in Racconti illustrati | Contrassegnato , | Lascia un commento

Il rudere – decima parte

Dopo la cena al motel, anche questo sabato siamo arrivati nel sotterraneo poco prima di mezzanotte. Il portone del castello era spalancato, non abbiamo capito il motivo ma sicuramente non lo era per noi.

Appena entrati nel cortile il conte Markus ci è venuto incontro e ha baciato Giulia, questa volta sulla guancia. Forse per la mia presenza.

Giulia dice a Marcus di voler visitare la sala quadri.

Appena entriamo, noto il soffitto a lunette decorate con strani disegni, quasi astratti. Anche Giulia li ha notati e deve averlo chiesto al conte.

Mi ha tradotto la spiegazione dei disegni: – Markus mi ha detto perché i disegni sono così strani. La progenitrice della principessa era una pittrice ma purtroppo non molto sana di mente. Infatti tra i quadri c’è un suo autoritratto che, quando lo fece, definì “il mio fantasma”.

Noto un quadro che rappresenta sicuramente un’antenata di Giulia. Le dico di avvicinarsi al ritratto. La somiglianza è perfetta. Il vestito è lo stesso che lei indossa. Il monile tra i capelli, dello stesso colore, e il gioiello pendente al collo anche sono uguali. L’unica cosa diversa sono i capelli sciolti e lunghi.

Ci fermiamo a guardare il quadro del “fantasma” che è sistemato tra quello dell’antico principe e quello, mi traduce sempre Giulia, dalla sua amante ufficiale. Una gran bella giovane ragazza di origine popolari, era una servetta. Uccisa poi dalla pittrice mentre posava come modella.

Il conte e la “mia ragazza” si allontanano, sempre più vicini escono dalla sala. Mentre sono ad ammirare i ritratti degli attuali castellani, sento una mano che tocca la mia. È Armela che mi ha raggiunto nella sala quadri. Il suo arrivo mi è molto gradito. La guardo e mi accorgo, per la prima volta, che i suoi capelli sono dello stesso colore di quelli di Giulia. Mi viene da pensare che in quel castello sono tutti consanguinei. Forse l’incesto non era un tabù.

Armela si avvicina, ci baciamo. Non so decidere bene, siamo soli ma il posto non penso sia adatto per continuare. Per distrarmi decido di scioglierle i capelli, che porta sempre raccolti in alto.

I lineamenti delicati della principessina, con i capelli sciolti, assumono avvenenza e tutto il viso appare luminoso e passionale. La prendo per mano e usciamo dalla sala quadri. Vorrei portarla nella mia camera ma non ho la minima idea dove sia. Per me il castello è un labirinto. L’unico percorso che ho memorizzato è quello che porta ai giardini. È li che mi dirigo.

Ancora una volta costringo il mio desiderio a smorzarsi, distraendolo passeggiando abbracciato alla dolce e bella fanciulla. Per lo meno ci tento ma con difficoltà in quanto tra noi non è possibile un dialogo. Le uniche e ripetitive  parole che possiamo scambiarci sono i nostri nomi.

All’improvviso ho un’idea: perché non insegnarle alcune semplici parole. Per lo meno quelle che posso farle vedere o sentire. Mano, dito, naso, vestito … bacio, carezza, pizzicotto … e tante altre.

Con la lezione di lingua, che lei segue con molto interesse  anche divertendosi, finalmente il desiderio svanisce.

fffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

Pubblicato in Racconti illustrati | Contrassegnato , | Lascia un commento