Glis glis 8

D lasciò la palestra ed entrò nello studio, voleva studiare un poco di astronomia. Quando si sedette al computer si accorse che aveva sbagliato studio non era quello astronomico, era quello di cultura generale. Accese lo schermo panoramico, il trovarsi in mezzo alla scena l’aveva affascinato, volle riprovare.

Nel sommario degli avvenimenti scelse “catastrofi”. La scelta fu guidata dalla sua curiosità sugli ultimi avvenimenti, pensava di riuscire a capire qualcosa di quello che stava accadendo.

L’elenco delle catastrofi era solo una cronologia, per cui la scelta era solo di una data, quale scegliere? Quante possibilità aveva di poter trovare quella che l’interessava? Scelse l’ultima, 21 gennaio 2065 la data più recente. Questa data la ricordava perché era quella dell’ultimo aggiornamento del computer.

Aprì il file e attese la ricerca spostandosi su una poltrona di prima fila, il posto computer era troppo vicino allo schermo per una visione tridimensionale. Appena seduto si trovò al centro di un cataclisma, non molto chiaro. D non aveva mai visto qualcosa di simile, nelle sue ricerche al computer del laboratorio. Era un fenomeno a lui sconosciuto, ne vi era un sonoro che spiegasse ciò che accadeva. Guardò il telecomando che aveva preso prima di spostarsi sulla poltrona, il Led del tasto “mute” era in funzione; provò a spingerlo ma il led non si spense. Non sapendo cosa fare, ritornò al posto del computer e solo allora si accorse del messaggio scritto sul piccolo schermo:

IL FILE SCELTO MANCA DI SONORO.

LA REGISTRAZIONE VIA SATELLITE NON

E’ AVVENUTA IN MANIERA REGOLARE.

Per verificare stato del file cercare opzione dati.

Fidando della sua capacità di analisi, ritornò in poltrona. Si trovava al centro di un fenomeno strano, lo spazio era attraversato da tenui raggi rosa, quasi invisibili che si curvavano e si intersecavano per alcuni istanti, dopo l’intersezione i raggi sparivano per qualche decimo di secondo. Il fenomeno era ripetitivo senza alcuna variazione. D attese un poco poi, visto che non cambiava niente, ritornò al computer e spense il file. Non capiva l’irregolarità della rete, negli  ultimi anni, era diventata  inalterabile e sempre più efficiente. perché la registrazione era stata inviata così incompleta? Oppure era stata la registrazione falsata da qualche dato. Cosa poteva essere accaduto?

Il suggerimento del messaggio di verificare il file forse era valido, l’opzione ripeteva registrazione irregolare. Ripensò un poco a “registrazione”, non “rete”.  Difetto del computer, ma anche questa ipotesi era piuttosto labile, doveva essere successa qualche interferenza tra la trasmissione e la ricezione. Forse una forte turbolenza atmosferica aveva interferito negativamente. Le trasmissioni dati erano trasmesse da tempo solo via satellite, tutte quelle via cavo erano state eliminate da decenni per la modifica continua del territorio a causa di forti scosse di terremoto. Cercare nel passato era facile, la terra era continuamente monitorata e controllata da molti anni. Tutti i fenomeni erano registrati. Scelse la data fatidica 21/03/2065.

Sullo schermo apparve il giorno 22/03/2065. D chiuse e, pensando di aver sbagliato digitazione, ripeté la data del 21, sullo schermo riapparve il 22, questa volta, anche se molto sorpreso, si soffermò a leggere:

            Trasmissione del 22 03 2065, codice protetto 008/c, dalle ore 5,45 del 21 03 2065 l’interferenza sulle trasmissioni satellitari è tale da non permettere, allo stato attuale, regolari trasmissioni in rete. L’interferenza è dovuta a una notevole variazione del campo magnetico terrestre, con continui salti di energia. Il fenomeno è sotto osservazione, altri comunicati saranno trasmessi ogni 12 ore, su questo stesso codice.

Emme aprì la porta ed entrò. La porta era trasparente, così come tutto il box, ma D, troppo impegnato nella ricerca dello strano fenomeno, non si accorse della presenza della compagna. Emme non disse nulla, si sedette sulla poltrona proprio dietro a D.

  • Cosa vediamo ora? Disse Emme

Se non fosse stato molto calmo, D certamente si sarebbe spaventato per l’improvvisa voce alle sue spalle.

  • In questo momento, da vedere non c’è nulla ma da capire! Vieni a leggere, tu hai un buon intuito.

Emme si alzò dalla poltrona, piuttosto svogliata e stanca per la ginnastica, si avvicinò alle spalle di D, ma non si sedette.

  • Intuito o no, non capisco cosa ti interessa questo messaggio. Il contenuto è molto chiaro. Cos’è che non capisci?
  • Le parole sono chiare ma il fenomeno rimane vago.
  • Perché non provi a vedere il secondo comunicato, annunciato per le prossime dodici ore dello stesso giorno 22? Suggerì Emme.
  • Giusto, proviamo.

Emme si sedette vicino a D ed insieme iniziarono la ricerca di eventuali ulteriori comunicati. Ma per i tre giorni successivi non esistevano messaggi, nemmeno quelli trasmessi sul codice protetto. Il primo che trovarono era del giorno ventiquattro gennaio, tre giorni dopo. Il messaggio era molto laconico e tecnico, annunciava una serie di misure di sicurezza e la modifica di alcuni componenti del computer per agevolare la ricezione protetta. Definiva la situazione piuttosto grave ma sotto controllo. Precisava anche che i risultati dell’analisi della situazione erano ancora in fase di elaborazione, per cui il fenomeno non era ancora stato approfondito.

D rimase, per un po’ in silenzio, ma quando Emme si alzò, la guardò ed esclamò:

  • Ogni giorno diventi più bella!
  • Ma smettila di guardarmi, pensavo che ti occupassi della carenza di energia.
  • Si mi interessa anche quella, per “il guardarmi” è inutile protestare, non vedo in giro altre donne.
  • Mi dispiace per te, potresti saziarti nel guardarle tutte. Fu la risposta ironica di Emme, poi aggiunse: – Ritorno in palestra, vieni anche tu?

Emme uscì dal box e si diresse verso lo stepper, non l’aveva ancora provato. Tolse la copertura di plastica e si posizionò per iniziare. Pensò di non avere bisogno di guardare le istruzioni perché si intuiva facilmente l’uso. Iniziò a muovere i piedi… “più bella” “donna” questi due termini le tornarono improvvisamente in mente. Anche come D l’aveva guardata le procurava una strana sensazione.

Il polpaccio destro cominciò per primo a stancarsi, distraendola dai suoi pensieri e costringendola a fermarsi. Aveva letto, da qualche parte, che lo stepper era uno strumento molto faticoso, ma così tanto non l’avrebbe mai supposto.

D si ricordò del cilindro, l’ora di irradiazione era saltata, decise di non farla perché riteneva più importante l’analisi della situazione. Decise di provvedere a modificare i componenti del computer così come consigliava l’ultimo messaggio, per poter ricevere eventuali messaggi protetti. Per fare le modifiche aveva bisogno di maggiori istruzioni perché le sue nozioni di informatica erano minime.

Sotto la postazione del computer vide dei cassetti, certamente avrebbe trovato il manuale di istruzione. Il manuale non c’era, al suo posto trovò uno strano CD.

Il solito distratto, le sue ricerche sul passato molto spesso lo allontanavano dalla realtà, erano decenni che i libri non esistevano più. Quelli antichi erano rimasti nei musei ma anche tutti trascritti su cellule elettroniche. Gli scritti di qualunque tipo erano tutti su CD e libri elettronici, contenenti centinaia di volumi.

I CD che lui conosceva erano circolari e piuttosto grandi, nell’ordine di una dozzina di centimetri. Invece si trovò in mano una piastrina quadrata di circa quattro centimetri e senza il buco centrale. Poi scoprì che il sistema di lettura era cambiato. Poggiò il CD quadrato sull’apposita piastra lettrice, il CD si illuminò e sullo schermo, immediatamente, apparve la finestra di ricerca, scelse “modifica elementi, ricezione protetta”, nella finestra apparve la richiesta del codice di modifica, D lo ricordava, ricordare i codici era un’altra sua specialità. Appena inserito il codice apparve la comunicazione che le modifiche erano state effettuate con successo.

Tutta la tecnica informatica era stata completamente cambiata e migliorata ma il messaggio “con successo” era rimasto immutato nel tempo. Era forse la necessità dell’uomo di sentirsi gratificato, negli ultimi decenni l’umanità era in pieno insuccesso. Erano tutte frasi idiomatiche inventate dalla società umana, che erano rimasti per secoli a rappresentare il successo umano: la situazione è sotto controllo, abbiamo il progresso, lottiamo le ingiustizie, le dittature, la fame, portiamo la pace, la libertà, fratellanza …  tutti simboli del benessere del dire ma irreali riguardo al fare.

Malgrado le modifiche il computer risultò isolato dal centro. D decise di andare ad irraggiarsi, tanto era inutile stare davanti al nulla.

Rimase tre ore nel cilindro. Quando uscì si sentiva pieno di energia fisica, quella mentale era piuttosto repressa dalla impossibilità di conoscere il destino della terra degli ultimi tempi.

Il silenzio del computer sugli ultimi avvenimenti significava un problema serio per le condizioni del pianeta.

Per due mesi M e D continuarono a studiare e a curare il proprio fisico nel il cilindro energetico e nella palestra, quest’ultima molto più frequentata da M. Il computer centrale non dava ormai nessun tipo di messaggio sulla situazione disastrose della terra. Molte ore del giorno D le passava nel primo box, davanti al simulatore di volo. Era diventato abbastanza bravo nell’atterraggio e nella partenza del missile-navetta spaziale, trovava ancore delle difficoltà nel volo orizzontale e nel planare, quest’ultimo reso difficile dalle caratteristiche piuttosto accidentate del terreno virtuale.

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