Lo specchio del nonno – 19

La scuola superiore

Odla entra in aula, è in ritardo, il suo gruppo è già al lavoro. Gli alunni che formano il gruppo sono sei, tre maschi e tre femmine. Onavi ha dovuto cambiare gruppo perché la loro forte amicizia, secondo il professore che segue il compito, disturba il rapporto con gli altri membri. Onavi è rimasta molto male ed è questo il motivo del ritardo, ha passato le prime ore della mattinata proprio con lei.

Il compito che il gruppo deve sviluppare è lo studio per un impianto di Energia solare, studio applicato dell’Eliottica, la materia preferita da Odla. In questa materia è veramente molto brava, fin dall’esame della scuola formativa dove aveva dimostrato ottima abilità. Ora frequenta il secondo anno della superiore ed è lei la responsabile del gruppo di lavoro.

Ha compiuto sedici anni da pochi giorni e proprio quella mattina è arrivata la convocazione per la scuola di sesso. Onavi più grande di Odla di tre mesi già frequenta la scuola di sesso e, forse, è stato proprio il continuo scambio di informazioni tra le due amiche che, distraendole dallo studio, ha spinto il loro insegnante a far cambiare gruppo a Onavi.

L’amica è stata sostituita da Retse, una ragazza anche lei molto brava nella materia di studio.

Retse è molto alta, molto formosa e molto rivoluzionaria, per quanto sia possibile. Odla già la conosceva di vista per averla incontrata alcune volte al Comitato di controllo, frequentato abbastanza da tutte e due.

Questa mattina Odla collabora molto poco con i suoi compagni, distratta dal pensiero che proprio quel pomeriggio dovrà presentarsi alla scuola di sesso. Chissà come sarà il compagno di esperienze che il computer del Comitato le ha assegnato.

Aldo immagina, con buona certezza, che il nome non può essere che Asor. Mentre è assorto in questi pensieri guarda Retse, la ragazza è seduta proprio davanti a lui, poi per raccogliere le informazioni scritte dai suoi compagni, si alza in piedi girandosi tendendo le mani verso di loro. In questi movimenti Aldo osserva la giovane donna, è veramente molto bella, si muove con grazia e leggiadria mostrando le sue forme attraverso una maglietta molto attillata. Aldo sente un’attrazione ma sente anche che è solo mentale, il suo fisico di donna, anche ben prestante, limita l’attenzione che sparisce totalmente al pensiero degli ormai prossimi rapporti con il ragazzo prescelto del centro.

Ormai è la vita di Odla che va avanti e deve procedere senza problemi, questo è il motivo per cui lui deve cercare di allontanare il più possibile il suo sentire” mentale da maschio. Anche con le sue amiche più care, in particolare Onavi la più procace tra queste, ha dovuto limitare le affettuosità per alcuni pensieri maschili ma è stato facile perché vive bene con il suo fisico da donna.

Più tardi, quando escono dalla scuola, si trova a scendere le scale proprio insieme a Retse. Mentre è vicino alla nuova compagna sente il desiderio di confidarsi.

– Ti sei accorta che oggi sono piena di pensieri.

– Sì, penso che lo abbiano notato tutti i nostri compagni. Abbiamo deciso di lasciarti tranquilla, anche se la tua collaborazione era necessaria. Speriamo che domani non hai più i pensieri.

– Domani forse no, almeno spero. Oggi pomeriggio sarà il primo giorno della scuola di sesso, mi sento strana.

– Ma no, che dici sarà bellissimo vedrai. Io la frequento già da molti mesi. I ragazzi sono molto piacevoli.

– I ragazzi? Ma non è uno solo, quello scelto dal computer?

– Sì. Ma a me piace anche un altro. 

La meraviglia di Odla la fa quasi urlare: – Un altro? Perché è possibile?  

Retse si ferma, guarda negli occhi Odla e poi scoppia in una risata.

– Sei proprio ingenua, è una delle proibizioni più punite, ma è bello trasgredire. Che dici?  

Odla si sente attratto da questa compagna esuberante e molto simpatica, avvicinandosi le risponde:

– Raccontami tutto, io comincio oggi, qualcosa so, una mia amica si è confidata ma, mi sembra che tu, con il tuo trasgredire sei molto più esperta. Vorrei capire come funziona.

– Funziona tutto bene. Vedrai imparerai a godere. Se ti piace un altro ragazzo anche funziona, ogni tanto sei chiamata dal centro come sospettata ma è facile, con un poco di recita, cavarsela.

Odla si trova a braccetto con la ragazza trasgressiva e, continuando a parlare, ridono dei loro rapporti con il Centro di controllo. Si accorgono così di essere molto brave a eludere con risposte evasive ma logiche le solite domande degli psicologi.

Quello stesso giorno, alle sedici Odla esce di casa e, con la bicicletta, si avvia al Comitato rapporti personali, sezione Nuove coppie.

Il Comitato è ubicato verso la fine di un viale, in una zona dove il verde è molto curato. Aldo pensa è giusto che sia così, l’amore è una cosa naturale. Poi ci ripensa speriamo che sia così.

Nella hall del Comitato vi è bancone di ricezione, sembra un albergo. Una giovane donna chiede a Odla la tessera personale.

– Ma io ho solo la card,

– Appunto. Ragazza con la testa tra le nuvole. Cosa mi volevi dare? Sei anche arrossita, capita la prima volta.

Ma Aldo non è emozionato, è l’immagine “albergo” che spoetizza i suoi sentimenti amorosi antichi, rendendo la sua espressione stranita. La donna inserisce la card nel computer e dice: – Il tuo partner è Ollavac Asor.

A Odla viene da ridere non tanto per il nome, già immaginato, ma per il cognome perché pensa alla monta del cavallo. Prima di qualche commento, sorride alla donna e dice: – Ma mi costa anche qualcosa?

– Pochi centesimi, paghi solo l’iscrizione? Ora aspetta che il tuo compagno arrivi. Comportarti bene, attenendoti al regolamento.

Ancora una volta la fortuna aiuta Odla che, sovrapponendosi alle parole della donna, aveva detto: – Per fortuna non devo pagare anche le prestazioni. 

Passano alcuni minuti e mentre Odla si siede su uno dei divanetti di attesa, entra dalla porta un ragazzo. Odla lo guarda, deve essere lui pensa.

Il ragazzo, senza guardare a occhi bassi, va alla ricezione ma l’addetta si è allontanata, sparendo dietro una tenda rossa alle spalle del bancone.

Il ragazzo non è molto alto, ha i capelli castano chiaro e indossa un abito intero molto elegante, forse messo per l’occasione.  Odla è la prima volta che vede una persona con un abito blu scuro, di solito anche a scuola gli insegnanti portano abiti di colore grigio, marrone anche con righe o quadroni colorati ma sempre di colori pastello.

Odla decide di avvicinarsi al ragazzo per scoprire se è il suo partner.

– Ciao. Sei tu Asor?

– Sì. Tu chi sei?

– Sono Odla la tua compagna scelta dal cervellone. Sei in ritardo. Come mai?

– Scusami. Mia madre ha insistito per farmi vestire così e mi ha fatto perdere tempo. Io sarei venuto in maglietta e pantaloni. Quest’abito è quello della scuola musicale, lo indosso solo durante le suonate pubbliche.

– Infatti io non ho mai visto nessuno vestito così. Mi fa piacere che preferisci i pantaloni e la maglietta. Questo abito ti fa troppo serio.

– Ma alla ricezione non c’è nessuno? Odla è il tuo nome? L’ho appena sentito.

– Sì, hai sentito bene. La donna che era dietro al bancone, dopo che mi ha registrato … registrata, scusa sono un poco emozionata, è sparita dietro la tenda.

– Anch’io sono emozionato, non ti preoccupare. Ma perché ci devono registrare? È una cosa difficile?

– Ma no. È semplicissima. Devono solo inserire la card nel computer. Ti avviso che la registrazione è a pagamento.

– Era chiaro. Si paga tutto. Prima ci danno pochi soldi e poi se li riprendono per ogni cosa.

La tenda si apre e ricompare l’addetta alla ricezione, sorridendo ai due ragazzi dice: – Scusate ragazzi. Vi siete già conosciuti? Ma è lui?

– Sì. Sono io Asor Ollavac, ci siamo già presentati.

– Bene. Hai visto ragazza, che occhi belli ha il tuo ragazzo?

– No. Ancora non abbiamo raggiunto questa intimità. – risponde Odla.

 – Spiritosa la tua ragazza. Mi dai la tua card.

Inserita la card di Asor, la donna dà ai ragazzi le prime istruzioni e il programma scritto del corso. Per prima cosa devono passare la visita medica.

I due ragazzi si salutano e si danno appuntamento come stabilito dal regolamento, per l’indomani pomeriggio.

La visita di Odla è solo un controllo, attraverso il computer, del cip impiantato due anni prima. La dottoressa le dice anche che dovrà tornare prima di iniziare i rapporti, per regolare la non fecondità. Aldo credeva di iniziare subito invece scopre che prima della pratica vi sono due settimane di teoria.

Lasciato il centro Odla torna a casa. Nella sua stanza, mentre studia, si ricorda di Asor. Il ragazzo le piace, sembra molto serio ma anche spontaneo e affettuoso. Dovrebbe essere un buon partner.

La cosa che le sembra strana è la programmazione del curricolo amoroso, chissà se la tecnica amatoria può essere così dettagliatamente programmata.

Ma come sempre le stranezze sono state accettate da Aldo, cioè da Odla che ha ormai quasi rinunciato mentalmente al suo nome maschile e, ovviamente, a qualunque pensiero sul sesso precedente.

Per lui è strano anche come sia possibile che, con tutti i problemi di adattamento e la vita che conduce sempre sotto controllo mentale, possa dedicarsi così brillantemente allo studio? Non lo capisce però è soddisfatto di riuscirci. Con questo spirito riprende lo studio, sfogliando gli appunti, presi a scuola, approfondendo con nuove proposte gli stessi.

L’eliottica è una materia che l’affascina per la sua energia pulita e per la semplicità d’uso. Quello che tuttavia rimane da studiare bene è la possibilità dell’accumulo dell’energia. Malgrado i duplicatori l’energia ha sempre un coefficiente di decadimento molto alto per cui l’uso e ancora limitato per gli impianti ad alto e costante consumo. Questo è lo studio che il suo gruppo di lavoro ha scelto su suo suggerimento.

Per il momento, la ricerca scolastica è fondata sull’analisi dei vari sistemi già esistenti e funzionanti per la conservazione dell’energia. Tutti hanno in comune la trasformazione dell’energia solare in altre forme, tipo elettrica, chimica, magnetica, elettronica, per un accumulo classico. Ma già la trasformazione comporta una perdita energetica e, in molti casi, poi deve essere trasformata ancora per essere utilizzata in alcuni impianti complessi. La doppia perdita riduce molto la possibilità di conservazione. La soluzione banale sarebbe l’utilizzo diretto dell’energia trasformata al momento ma la continuità degli impianti durante le ore di poca luce, in particolare durante le stagioni autunno e inverno, non permette questo tipo di risoluzione.

Odla non dispera di trovare una soluzione, ha l’impressione che lo studio dei sistemi attuali non sia la strada giusta perché i miglioramenti possibili sono già stati apportati. Intuisce che deve essere prima un’idea poi una ricerca sperimentale. Anche la sera a letto continua a pensare alla idea-soluzione ma il sonno, data la giornata campale, la distoglie dal problema.

Quella notte sogna molto. Quando la sveglia suona, non ricorda nulla di preciso ma solo un susseguirsi di immagini incomprensibili.

L’indomani a scuola, ricordando quello che le ha detto Retse, cerca di collaborare molto con il gruppo di ricerca. La prima cosa che nota nella ricerca è la classificazione degli esperimenti già effettuati al riguardo. Il raggruppamento cronologico degli esperimenti le sembra non adatto in quanto la diversa natura scientifica degli stessi rende frammentaria l’analisi evolutiva. La ricerca così strutturata rimane una pura elencazione teorica mentre dovrebbe essere pratica e possibilmente sperimentale. Prende l’iniziativa di modificare la classificazione raggruppando le ricerche per la stessa natura scientifica.

I compagni del gruppo condividono in pieno la sua proposta e Retse, in piena sintonia con Odla, propone che ogni alunno studi e approfondisca a casa un solo aspetto di questa natura. Odla rimane senza compiti casalinghi in quanto le parti della ricerca, con la nuova classificazione, sono cinque invece il gruppo di alunni è composto da sei elementi.

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