Il buio – prima parte

È pomeriggio, Andrea e Bruno lavorano nella stessa stanza del loro studio commerciale. Sono amici dai tempi del liceo. Andrea è sposato da alcuni anni, Bruno da pochi mesi.

All’improvviso un buio totale inonda il locale. Per un dolore lancinante alla testa perdono i sensi, accasciandosi sulla sedia.

Quando l’oscurità termina, Andrea lentamente riprende coscienza.

– Ma cosa è successo? Ho ancora la testa frastornata. Tu come stai? – chiede a Bruno.

Andrea si alza e va alla scrivania di Bruno.

– Bruno, Bruno. – chiama preoccupato.

La risposta di Bruno non arriva. La sua ripresa è molto più lenta. Ha i gomiti poggiati sul tavolo, la testa tra le mani e gli occhi chiusi. Dopo un poco apre gli occhi e, sillabando lentamente le parole dice: – Sono svenuto. Devo chiudere gli occhi … tutto mi gira intorno.

Poi si riprende: – Ora sto quasi bene. Ma cosa è successo? Sono svenuto. È mancata la corrente?

Andrea: – Anch’io ho la testa ancora frastornata. Quello che è successo è strano. No, non credo che si stata una mancanza di corrente. È ancora giorno e dalla finestra, nel momento del buio, non entrava luce. Io sono svenuto più lentamente e ho notato il fenomeno. Tutta la stanza è diventata buia, come se fosse stata invasa da una sostanza molto scura. L’ho sentita sulla pelle delle mani e della faccia, prima di perdere i sensi per un forte dolore alla testa.

Bruno: – Io sono svenuto subito. Solo la stanza buia? Che cosa strana. Ma ci deve essere una ragione.

Andrea: Certo, una ragione ci sarà di sicuro.

Bruno: – Proviamo a cercarla su internet.

Andrea, completamente ripreso, ritorna alla sua scrivania.

Guardano lo schermo del computer meravigliati.

– Ma queste sono le statistiche? – dice Bruno. – Io stavo aggiornando l’elenco dei clienti.

– Le statistiche le stavo aggiornando io. – risponde Andrea, poi aggiunge – Nella ripresa dopo il buio, sembra che i computer abbiano scambiato tra di loro i file.

– Mi sembra strano che sia accaduto. – Io ricordo bene. Avevo lasciato un cognome scritto a metà perché …  – dice Bruno, interrotto da Andrea.

– Cognome a metà? Eccolo è sul mio elenco: Facc. Forse era Faccilini?

– Sì, hai ragione ma io al momento non lo ricordavo, mi ero fermato proprio per verificarlo sull’elenco dei nuovi clienti.

I due amici passata la sorpresa ma ancora con la mente stranita, prima di riprendere il lavoro Bruno cerca le ultime notizie.

Bruno: – Su internet non c’è nessuna notizia sul nostro buio.

A mezzogiorno, scendono nel garage per prendere le loro auto. Andrea ha una berlina Ford, Bruno uno spider rosso.

Quando usano il telecomando per aprire lo sportello, Andrea apre quello di Bruno.

Andrea: – Ma oggi cosa succede? Perché si apre la tua macchina?

Andrea: – Anche a me si è aperta la tua. Stiamo calmi. Forse per sbaglio abbiamo prese, dal tavolino, le chiavi dell’altro.

Bruno: – Sarà. Ma oggi mi sembra tutto strano. Scambiamoci le chiavi.

Si scambiano le chiavi. Si salutano.

Andrea arriva a casa e trova sul tavolo di cucina un biglietto di Claudia, la moglie, che l’avvisa di essere andata dalla madre, tornerà presto e che il pranzo è pronto nel forno, a bassa temperatura.

Andrea apre il forno per vedere e decide di arricchire la carne pronta con una insalata che prepara velocemente.

Torna Claudia.

Si meraviglia di trovare a casa il collega del marito: – Bruno … Che fai qua? Dov’è Andrea?

– Come che faccio qua? Io sono Andrea. Che dici? Hai voglia di scherzare. – meravigliato risponde Andrea.

– Io no.  Mi sembra che tu e Andrea ne avete voglia.

– Io e Andrea? Ma sono io Andrea.

– Ma quale Andrea? Hai messo la maschera di Bruno?

– Bruno? … Maschera? Aspetta un momento. – corre nel bagno e nello specchio si vede Bruno.

Rimane a bocca aperta. Ripensando ai file dei computer, alle chiavi e al buio. Dice ad alta voce : – Ha ragione Claudia. Sono diventato Bruno. Poi ci ripensa e aggiunge: – Ma io nella testa sono Andrea. Possibile che, allo studio e nel garage, non ci siamo accorti di niente. Già avevamo ancora il cervello in tilt.

 

Torna in cucina e dice a Claudia: – Hai ragione. Oggi è una giornata strana. Ora telefono a Bruno.

È interrotto da Claudia che urla: – Ma continui? Sei impazzito? Bruno sei tu!

Intuisce che lei non può capire. Riflette un momento e le dice: – Ho sbagliato. Volevo dire Andrea.

– Ah! Finalmente. Fammi parlare con lui. – quasi soddisfatta, risponde lei.

Prende lo smartphone e vede che tra i preferiti non c’è Bruno ma c’è Andrea. Riflette un momento e capisce che è giusto perché lui ha il corpo, gli abiti e lo smartphone di Bruno. A questa conferma ha un’illuminazione e comprende che, nelle inversioni della mattina, anche le loro menti si sono scambiate.

Al telefono non risponde Andrea ma una voce diversa: – Pronto chi parla?

Per non far sentire a Claudia, risponde sottovoce: – Sono Andrea. C’è Bruno? Ma lei chi è?

– Ah, lei è Andrea, l’amico di Bruno. Io sono un poliziotto. Sono qui per indagare il suo amico ladro. Se viene subito può chiarire cosa succede.

– Ladro? Ma che dice? Vengo subito.

Chiusa la telefonata, dice a Claudia: – Vado a prendere Andrea.

Senza aspettare una risposta, esce di casa correndo.

Debora, la moglie di Bruno, non ha riconosciuto Andrea, perché l’ha visto poche volte quando ancora non aveva la barba. Appena l’ha visto entrare l’ha scambiato per un ladro, è corsa nel bagno, ha chiuso la porta a chiave e ha chiamato la polizia.

Quando Andrea arriva a casa di Bruno, insieme all’amico cercano di spiegare ai due poliziotti quello che è successo di pomeriggio allo studio. Ma i poliziotti non credono al racconto né alla strana realtà conseguente e li invitano a seguirli in caserma, per verbalizzare la loro strana giustifica.

Dopo un’ora di interrogatorio, per non essere indiziati di truffa ai danni delle proprie mogli, con uno strano intuito, in quanto sono interrogati separatamente, confessano che è stato uno scherzo fatto alle loro donne.

I due amici vengono rilasciati ma nel verbale devono firmare anche una postilla nella quale si impegnano a tornare alla caserma con le proprie mogli, nel tempo massimo di una settimana, quando avranno chiarito bene lo strano scherzo con loro.

Appena rilasciati vanno a prendere Debora, la moglie di Bruno, e insieme a lei tornano a casa di Andrea.

È molto difficile chiarire alle mogli tutto quello che è capitato. Le due donne sospettano che sotto sotto ci sia qualcosa di imbroglio, magari anche un tradimento. Poi decidono di interrogare Bruno e Andrea sulle vicende della loro vita matrimoniale e anche su quella precedente di fidanzamento. Dalle risposte diventa chiaro anche a loro lo scambio della mente. Alla fine senza soluzione a notte tarda decidono di andare a letto per riposare.

Andrea e Claudia devono sistemarsi nella camera degli ospiti ma sorge un problema.

Claudia: – Un momento. Io dovrei andare a dormire con Andrea che ha il corpo di Bruno? Non sono per niente d’accordo.

Andrea: – Ha ragione. Allora dovrebbe dormire con Bruno che ha il mio corpo?

Claudia: – Ma che dici?  Con Bruno è ancora peggio.

Debora interviene: – Secondo me la soluzione è semplice. Voi maschi andate a dormire insieme.

La proposta è subito accettata. Nella camera degli ospiti dormiranno i due maschi. Nel letto matrimoniale le due donne.

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