Il rudere – ventiduesima parte

La torre inizia a prendere forma.

Giovanni ha deciso di lasciare rustico il piano terreno della torre, costruendo un riparo per la scala con relativa porta di accesso, perché riteneva rudere anche le pietre sagomate al centro della torre. Non sapendo della scala nascosta.

È il caso di dire a Giovanni del vano sotterraneo, ma non delle “nottate” al castello.

Scendiamo insieme. Lui trova molto interessante l’affresco con la principessa a cavallo.

Giovanni: – Molto interessante. È quasi un peccato che l’usiate come deposito.

Giulia: – Il rudere è in una zona così isolata per cui sono molto difficile eventuali visite turistiche.  Mi sembra che l’affresco risulti anche alla Sopraintendenza dei beni culturali, ma è solo accennato.

Con la scala a chiocciola, raggiungiamo il primo piano.

Giulia chiede a Giovanni perché ha adoperato travi di legno e solaio a massetto, sostenuto da mezzanelle sempre di legno.

Giovanni risponde: – Nelle strutture antiche non è consigliato l’uso di materiali moderni, tipo cemento armato, per non sottoporle a pesi eccessivi. Quasi tutti gli interventi in cemento hanno prodotto spesso danni alle antiche strutture.

Giulia: La scala però è di ferro.

Giovanni: – Ma ha una struttura indipendente che non incide con quella della torre.

È sabato mattina. Un suono di clacson segnala l’arrivo di un auto.

Giulia: – Questo suono lo conosco è quello dello spider di Katrin.

Giovanni: – Katrin? Chi è?

Giulia: – È una nostra amica. Pensa che viene dall’Austria ed è una discendente dell’antica famiglia che abitava, secoli fa, il castello ora ridotto a rudere. Scendiamo e te la presentiamo.

Giulia difficilmente sbaglia, infatti è Katrin.

Appena si avvicina tende la mano a Giovanni, con un gran sorriso.

Katrin: – Ciao, io sono Katrin.

Giovanni: – Io Giovanni. Sei tu la proprietaria del castello?

Katrin: – Purtroppo no. La proprietà è passata per tante mani che ancora cerco l’ultimo dell’elenco. Le tracce si perdono ai primi del settecento.

Mentre parlano si avvicinano, quasi a toccarsi. Sono tanto presi dalla conoscenza che ignorano me e Giulia. Sottovoce si dicono qualcosa e dopo Giovanni ci saluta.

Ancora ignorandoci prendono posto nello spider,  Katrin ci saluta con la mano e parte veloce.

Con Giulia commento la brusca partenza: – Che velocità?

Giulia: – Di partenza o nell’approccio?

– Ambedue. Va bene che sono single, ma la loro fuga è chiaramente d’amore.

Giulia mi risponde: – D’amore? È quasi divertente, forse avevano un bisogno impellente.

– Se fosse stato impellente, ci avrebbero chiesto il divano? – dico sorridendo.

– Ma chissà? Forse si fermeranno per strada, qua intorno è tutto un deserto. – insiste Giulia.

Durante il giorno, di tanto in tanto, commentiamo la veloce partenza. A sera, essendo sabato, decidiamo di fare una visita al castello.

Appena entrati, troviamo Marcus e Armela.

Armela subito mi si avvicina. Marcus tenta con Giulia, la quale stranamente si allontana. Lui si ferma e lei si allontana ancora di più.

È molto strano. Semmai io e Armela avremmo dovuto star lontani. Lei si è ufficialmente fidanzata.

Appena torniamo, devo chiedere a Giulia.

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