Il rudere – ventitreesima parte

Notte movimentata. Mora conduce nella mia camera Armela e io mi immagino una serata d’amore. Dopo poco, ritorna con Giulia. Fa un cenno ad Armela la quale, si scioglie dal mio abbraccio, si alza dal letto e va verso di lei, quasi come se avessero un’intesa.

Mora inizia a baciare Armela mentre allunga le mani su Giulia. Rimango seduto sul letto, immobile e meravigliato in attesa di uno spettacolo con tre protagoniste. Ma Giulia non sembra molto disponibile, infatti allontana le mani dal suo corpo, spinge Mora da parte e si avvicina ad Armela. Immagino una nuova situazione amorosa.

Il tipo di spettacolo cambia, Giulia prende per i capelli Armela e cerca di trascinarla a terra. Mora interviene allontanando Giulia dalla sprovveduta principessina. Questa volta per difendere rimette le mani su Giulia, che presa per la vita e per la testa, desiste dall’attacco.

Mora, per calmarla le carezza il viso e, dopo averla abbracciata, la conduce fuori dalla stanza.

Rimango con Armela che mi racconta il suo fidanzamento con un vecchio conte, voluto dai genitori. Mi dice che non rinuncerà al nostro amore.

Le chiedo: – Ma abiterai in questo castello?

– Purtroppo no. Ma cercheremo di vederci comunque. Ci aiuterà Marcus.

– Non vedo semplice la situazione. Credo che per me sarà impossibile allontanarmi dal castello.

– Perché non vuoi?

– Certo che vorrei. È difficile da spiegare, ma sono convinto che non potrò allontanarmi.

– È Giulia che non vuole?

– No.

Piange e poi va via. Mi addormento.

All’uscita dal sotterraneo, chiedo a Giulia il perché dell’allontanamento da Marcus e anche il perché della tirata di capelli ad Armela. Lei non ricorda bene e pensa che sono stati due gesti istintivi. Le chiedo se per caso è stato il ritorno del nostro ritrovato amore. Lei mi risponde che potrebbe essere ma, al momento, non ne è consapevole.

Poi mi chiede: – Hai fatto all’amore con Armela.

– No. – le rispondo – È andata via piangendo per il suo costretto fidanzamento con un vecchio conte.

– Fortunato te! Io sono stata circuita da Mora e non sono riuscita a difendermi. Quella donna, come sospettavamo, é esperta nell’arte amatoria e mi ha coinvolto nelle sue sensuali carezze.

Dopo pranzo, decidiamo di “riposarci” sul divano. Io la bacio, Giulia propone di aprire il letto, ma il noto clacson dello spider l’interrompe.

Katrin è tornata con Giovanni che, nella fuga, aveva abbandonato la sua auto. Offriamo loro un caffè e subito dopo Katrin va via.

Giovanni è stanco e vuole riposarsi perché l’intera nottata l’ha passata con Katrin, che definisce una belva assetata di sesso ma molto coinvolgente nella passione. Cediamo il divano e lui cade subito addormentato. Noi usciamo e ci rifuggiamo nella torre, sul duro pavimento.

Che ci tocca fare per un amico!

fffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

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