Lo specchio del nonno – 22

La mente di Odla, quando si presenta alla scuola di sesso per l’inizio delle prove pratiche, è affollata di idee sulla nuova strutturazione del gruppo di studio, Aldo invece è molto allegro ripensando alle lezioni tecniche sulla pratica, cosa divertente la pratica per … paradosso.

La camera per la pratica è arredata con l’essenziale. Il letto, l’attaccapanni, un tavolino per posare gli oggetti personali e il bagno con doccia. Asor, anche se voglioso “teoricamente” si vergogna di spogliarsi e propone di oscurare la stanza. Odla non ha difficoltà a spogliarsi e nuda cerca al buio sul letto Asor.

Il letto è vuoto.

– Asor dove sei?

– Sono qui. Vicino alla finestra. È buio, non vedo nulla.

– Sono a letto, vieni anche tu. Dai! – dice Odla ridendo.

Asor: – Perché ridi? Cos’hai?

Non è Odla che ride ma è Aldo che non ha potuto frenare la sua allegria dovuta alla situazione comica. Per ripristinare il clima giusto, pensa di intervenire ma abbracciando Asor si accorge che è ancora abbastanza vestito. Continuando a divertirsi lo spoglia, lo bacia e inizia a carezzarlo. Quando sente che Odla ha ripreso la situazione si eclissa, ovviamente per quello che può, lasciando a lei l’iniziativa.

La prima prova pratica è compiuta e, anche se con qualche impaccio di Asor, è abbastanza soddisfacente per Odla. Asor, mentre si rivestono, girato di spalle ha però qualcosa da dire: – Ma è la prima volta anche per te? Sei troppo esperta. Ho il dubbio che tu già l’abbia fatto.

– Ma che dici? Lo sai che non è possibile. In questa società è proibito.

– In questa società. Cosa vuoi dire? Quale società conosci diversa da questa?

– Nessuna! Ma penso che dovrebbe essere una cosa naturale e semplice non così programmata.

– Odla tu sei troppo critica sulla società.  Parli con l’esperienza di un “contrario”. Hai conosciuto o frequentato uno di questi?

– Ma no. Non ho frequentato nessuno tranne le mie amiche di classe.

– Già mi ricordo, quella esperta in sesso che ti aveva detto tutto. Hai continuato a frequentarla?

– Sì, ma non mi ha più detto nulla.

– Ti credo. Ma rimango perplesso di fronte alla tua iniziativa pratica.

– Va bene la prossima volta sarò immobile. Deciderai tutto tu. Ora smettiamola di discutere. Per me è stato bello.

– Anche per me è stato bello.  Forse è la prima volta che crea problemi. Hai ragione. Smettiamola di ragionare.

A scuola, il nuovo compito del gruppo, anche se sembra una continuità della ricerca precedente, è molto più difficile.

Lo studio delle onde elettromagnetiche impegna molto Odla. Anche lo studio delle nano strutture, da poco scoperte, è scelto dal gruppo per la sua logica microcosmica sulla materia e anche in prospettiva di una eventuale riduzione delle strutture di accumulo dell’energia.

Due giorni alla settimana Odla e Retse frequentano il corso del professore Etrof, il collega proposto dal coordinatore del gruppo, grande esperto di elettromagnetismo. Etrof è un ricercatore molto stimato per la sua ricerca avanzata, con validi risultati, sulle onde elettromagnetiche.

Proprio per questa sua notorietà gli sono permessi alcuni privilegi. Odla se ne accorge proprio un giorno che è rimasta sola con lui. Durante un esperimento con un oscilloscopio, in un momento di euforia Etrof paragona la reazione a quella di uno psicologo:

– Guarda l’onda come reagisce male, sembra proprio uno psicologo fissato del Centro.  

Poi per la presenza di Odla subito aggiunge: – Non ti scandalizzare, scherzavo.

– Non si preoccupi professore l’esempio mi sembra molto valido.

– E tu che ne sai di queste cose?

– Professore, è da quando ero bambina che frequento il Centro.

– Anche tu? Io pensavo di essere uno dei pochi ad aver passato la mia infanzia con i medici del “Centro curamente”. Evidentemente è una caratteristica di chi è portato allo studio della scienza, nel nostro ambiente ne ho conosciuto molti.

– Mi sembra normale, professore, la scienza insegna la libertà della natura.

– Giusto. Hai perfettamente ragione. Anche tu, ovviamente, sei riuscita a eludere qualsiasi coinvolgimento.

– Chiaro, altrimenti non sarei qui. È stato sempre facile. Non riesco a capacitarmi di come sia semplice eludere le domande dei, come li definisce lei, curamente?

 – Penso di aver capito come succede. Gli studiosi della mente sono principalmente dei grandi teorici, spesso fuori dalla realtà. L’applicazione delle norme sociali, per contrapposizione, sono nella piena realtà. Il connubio tra i loro pensieri e le norme è piuttosto conflittuale, tale da rendere la loro logica piuttosto ascientifica. Una logica ascientifica è facilmente distruttibile anche perché, come hai detto tu, la natura come la scienza è libertà di pensiero.

Questa scoperta della percentuale di “diversi” recepita da Aldo, sempre presente nella mente e nella vita di Odla, lo soddisfa molto. Che in futuro ci sia qualche possibile cambiamento? Ma la tesi del professore Etrof, cioè che le menti scientifiche siano consapevoli dello stato sociale privo di reale libertà, è tuttavia limitata per due motivi. Il primo che chi pratica la scienza è spesso fuori realtà sociale, nel senso che la mente è più impegnata nello studio che non dell’analisi sulla società. Il secondo ha capito, nei sui continui contatti con il Centro, che gli psicologi devono essere consapevoli del primo motivo in quanto permettono una certa libertà mentale agli studiosi. Questo ha il fine di non limitare il progresso della società che, anche se piuttosto limitativa della personalità con ferrei regolamenti, privilegia il progresso, in particolare quello scientifico.

Il ricordo del suo primo contatto, ai tempi della commedia scolastica Litta e Otte, conferma la sua ipotesi. Anche allora la giustifica dello psicologo: “Tu sei una brava alunna”stava a significare una accettazione, per il momento, della sua diversità. Forse se dopo i suoi risultati scolastici fossero stati deludenti, i successivi incontri potrebbero aver preso un’altra piega.

Quel pomeriggio Odla si incontra con Retse per motivi di studio. Prima di iniziare vuole comunicare all’amica il discorsetto con il professore Etrof e le sue deduzioni circa il possibile privilegio degli studiosi. La risposta dell’amica conferma il controllo del professore da parte del centro.

– Ecco perché mi sembrava di conoscerlo. Ora ho capito. L’ho visto molte volte al Centro, pensavo che fosse un dottore. Hai ragione, anch’io al Centro sono sempre stata elogiata come buona alunna. Sono certa che fino a quando non compiamo qualcosa di grave ci lasceranno vivere in pace. Ma rimaniamo sempre sotto controllo.

Erano mesi che Odla, ovvero Aldo, a letto la sera prima di dormire non ripensava agli avvenimenti della giornata relativi al “posto”. Intuisce anche perché in un luogo pieno di tecnologia mancavano i principali mezzi di comunicazione.

I televisori, la radio, i telefoni erano stati certamente eliminati o forse mai costruiti per limitare la divulgazione di notizie tra le persone.

La realizzazione del variatore

Passano quasi due anni di studio intenso.

La previsione di Retse sulla durata sullo studio delle onde magnetiche e la possibile conservazione dell’energia nelle batterie è stata giusta.

Il gruppo di alunni ha conseguito risultati notevoli. dall’approfondimento teorico con l’aiuto dei due docenti esperti,

La costruzione, anche se in formato ridotto, di una batteria a più celle con un particolare ingresso dell’energia attraverso un “variatore” delle onde magnetiche ha interessato la scienza ufficiale.

È proprio il variatore, vera invenzione del gruppo, che ha determinato l’importanza della ricerca. Certo il variatore ancora deve essere studiato in quanto allo stato attuale la variazione è minima e influisce solo al tre per cento sull’incremento della conservazione energetica. Nel complesso lo studio del variatore che ha, per la prima volta, utilizzato la nanotecnologia unita alle onde elettromagnetiche è stato considerato un valido progresso scientifico.

Infatti è già stata autorizzata dal comitato scientifico inter-cittadino, alla fine del diploma, la partecipazione dell’intero gruppo in uno stabilimento di Eliottica per la verifica e lo sviluppo di un variatore di grande potenza.

Il laboratorio di Eliottica dello stabilimento è enorme, per il suo funzionamento è necessaria la presenza di molto personale dalle qualifiche più varie, dai semplici tecnici a esperti, studiosi e ricercatori. Macchinari complessi sono in dotazione al reparto ricerca.

Il primo giorno di lavoro per Odla è pieno di sorprese, ritrova il suo insegnante di lingua della scuola orientativa, la sua amica Anna che non vedeva da alcuni mesi e l’amichetta della esperienza religiosa Adel.

L’insegnante ha, come membro del Comitato ricerche, ottenuto l’incarico di direttore amministrativo del laboratorio con il compito specifico di relazionare, in maniera molto dettagliata, l’intero progetto del variatore energetico.

Adel è una analista delle particelle e Anna, la sua piccola amica mattutina è una tirocinante ottica.

Il tirocinio è affidato agli alunni dell’ultimo anno della scuola superiore, per le loro specifiche abilità. Anche Retse ha preso servizio nello stesso stabilimento ma, per la sua bravura nel campo dell’informatica, le è stata assegnata la verifica delle varie fasi attraverso una simulazione virtuale.

Odla è circondata da amiche, considerando che anche Abla, insieme all’intero gruppo scuola superiore, partecipa alla sperimentazione.

Ma quella che sorprende di più Odla è Anna che ha subito, in pochi mesi, una trasformazione totale nel fisico e nella mente, ultimamente si erano frequentato poco per i diversi impegni scolastici.  Quando Anna vede Odla la sua felicità traspare da tutto il suo essere.

– Finalmente insieme. – sono le sue parole durante un forte abbraccio di saluto.

Il giorno successivo lo stabilimento è chiuso per il controllo mensile delle attrezzature e per la completa sterilizzazione di tutti gli impianti. Anna e Odla decidono di passarlo insieme. La proposta è partita da Odla perché ha notato nell’amica una triste malinconia. È passato del tempo dalla loro forte iniziale amicizia per cui non conoscono le vicende individuali accadute negli ultimi anni.

L’appuntamento è subito dopo l’alba, stabilito da Anna come ripristino di una vecchia abitudine. Anche il luogo è quasi lo stesso non il cancello della scuola ma di fronte, dall’altro lato della strada. Odla è la prima ad arrivare, la nuova bicicletta, quella per gli adulti, è molto più veloce.

Odla aspetta con calma l’amica, sa bene che abita più lontano e che forse anche questa volta è il padre l’accompagnerà con il camioncino. Quando la vede arrivare con la bicicletta si meraviglia.

– Ciao, e tuo padre? Non consegna più la merce da queste parti?

– Ciao bellissima. Sono venuta con la bici, poi ti dico di mio padre. È da molto tempo che aspetti?

– No, anch’io sono arrivata da poco.

– Non sapevo che mio padre, anzi lo sapevo ma me ne ero dimenticata, che oggi lui non poteva. Io speravo che tornasse presto.

Gli occhi di Anna si riempiono di lacrime, Odla se ne accorge, immediatamente stringe forte l’amica dicendole: – No. Amica mia non piangere. Raccontami tutto. Cosa è successo? Tuo padre sta male?

– No, non sta male, almeno spero, – asciugandosi le lacrime ancora tra singhiozzi continua – è stato male anni fa, quando io ero appena nata. Ma è la tortura dei controlli ogni tre anni che mi spaventa sempre. Quest’anno ancora non è tornato. Sono molto preoccupata.   

– Ora calmati, vedrai che si aggiusterà tutto. Se ha sempre superato le prove negli ultimi anni. Perché non dovrebbe superarle anche questo anno? 

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