Lo specchio del nonno – 21

Anche quel pomeriggio Odla arriva tardi alla scuola di sesso, perché si è trattenuta a discutere con Abla all’uscita della scuola. Quando entra nel parco comincia a correre per cercare di sminuire il ritardo.

Arrivata all’ingresso, sull’uscio c’è Asor.

Odla gli sorride e dice: – Ciao. Anche tu sei in ritardo?

– No. Io sono sempre puntuale. Sono rimasto fuori ad aspettare la mia ragazza.

– Lei viene spesso in ritardo. Tu sai il perché?  La scuola l’impegna molto mentalmente e fisicamente. Scusala, la prossima volta cercherà di arrivare puntuale.

– Perché devo scusarti? Tu vieni a scuola, non vieni da me. Il nostro tempo è quel poco dopo la lezione. Quando poi saremo autorizzati a incontrarci da soli, allora potrai scusarti con me.

A Odla sembra strana la fredda logica di Asor ma decide, per il momento, di non pensarci e risponde:

– Hai ragione. Ora entriamo, non è troppo tardi. Vieni. Tanto è solo per la presenza. Io so già tutto.

Questa volta la lezione è seguita poco da Odla ma anche da Asor. Odla pensa alle fibre, Asor alle ultime parole di Odla.

Ma lei non lo sa ancora, lo scoprirà all’uscita.

Seduti sulla solita panchina, lui affronta subito l’argomento: – Cosa hai voluto dire io so già tutto. Da quando? Chi te lo ha detto?

– Accidenti. È un segreto che non dovevo svelare. – Dice Odla. mentre pensava che da un po’ di tempo che non cadeva in fallo.

Poi riprende la commedia: – L’ho saputo da un’amica più grande.

– Un’amica più grande? Chi è? Non sai che è proibito svelare le esperienze sessuali. Se non l’hai denunciata sei complice.

– Dai, tu non hai qualche segreto?

– No. Io sono rispettoso dei regolamenti. Mio padre non mi perdonerebbe mai se avessi segreti. Lui lavora al Centro di Controllo.

– Al Centro? Ma allora sono rovinata. Hai intenzione di denunciarmi?

– Ma no che dici. Tu sei la mia ragazza.

– Se è così. Oggi meriti qualche bacio in più.

Odla che ha adottato una tattica decisamente femminile bacia Asor tentando di metterci molta passione ma, nella mente, Aldo è convinto sempre di più del cattivo assortimento della coppia. Inoltre il padre di Asor potrebbe addirittura conoscere Odla per la sua frequenza del Centro, causa il suo testo teatrale. Ma la cosa che più gli dà fastidio è l’educazione di Asor, troppo rispettosa dei regolamenti, certamente frutto di una educazione restrittiva.

Dopo la seduta di baci Asor sembra aver dimenticato la trasgressione dell’amica di Odla ma al momento del commiato ritorna, anche se con un poco di ironia, sull’argomento: – Mi raccomando, cerca di liberarti dalle amicizie pericolose.

– Ma non esagerare. Per qualche piccola confidenza. Sono le mie migliori amiche.  

Intanto pensa la frequentazione di Asor sarà certamente un problema futuro, alla luce della scoperta dell’onestà comportamentale di Asor e del lavoro del padre.

A questo punto intuisce gli eventuali parametri inseriti nel computer per la scelta del partner sessuale. Lei ben conosciuta dal Centro, lui cittadino modello. Altro che parametri per il sesso. Logica conseguenza: “innocente sorveglianza o addirittura controllo ravvicinato”.

L’indomani a scuola tutto procede bene, la prima riunione tra i compagni di scuola è abbastanza proficua. I due ragazzi esperti del laboratorio hanno trovato molti apparecchi per la sperimentazione sulle fibre. Gli esperimenti sono tuttavia già predisposti dal tipo di apparecchio-strumento adoperato, per i due maschi questo è una limitazione, per Odla e Abla, invece, è una maniera valida per capire il comportamento generale delle particelle luminose all’interno di strumenti diversi.

Per tutta ma mattinata scolastica il gruppo è impegnato a osservare, negli apparecchi, il comportamento delle particelle luminose. L’obiettivo prefissato, tentare di capire se nei vari esperimenti la velocità delle particelle è sempre la stessa, non è raggiunto perché è impossibile osservare l’eventuale variazione causa la forte velocità.

Retse ha un’idea. – Perché non proviamo a collegare tutti gli apparecchi e vediamo cosa succede?

– Che genio. E cosa ti aspetti che succede? – risponde un ragazzo.

Un altro dice: – Non possiamo collegare tutti gli apparecchi ma solo quelli che adoperano una particella esterna. Molti, per esempio, adoperano particelle che rimangono nell’apparecchio stesso.

Odla ascolta ma rimane molto pensierosa, Retse se  ne accorge e cerca di coinvolgerla nella discussione:

– Odla, non mi dire che anche oggi hai i pensieri? Forza collabora.

– Ma che dici? Oggi i miei pensieri sono solo le particelle. Pensavo che molto spesso anche le cose che sembrano inutili e strane sono servite a capire i fenomeni. La tua idea all’apparenza è inutile ma cosa ci impedisce di provare? Per quanto poi riguarda gli apparecchi che non si possono collegare ho una domanda: non possiamo modificare il percorso rendendo libere alla fine le particelle?

– Credo che sia possibile la modifica ma dobbiamo smontare gli apparecchi perché il percorso che fanno le particelle è ciclico.

– Abla risponde, seguita da Retse: – Allora cosa aspettiamo a provare? O dobbiamo avere l’autorizzazione per modificare gli apparecchi?

– Credo proprio che l’autorizzazione sia necessaria, ma prima dell’autorizzazione, dobbiamo essere sicuri di riuscire a modificarli. Solo loro due, i nostri tecnici del gruppo, possono decidere. – dice Odla e aggiunge – Cedo la parola ai nostri esperti.

I due ragazzi confermano la loro disponibilità a modificare gli apparecchi, malgrado un certo scetticismo sul tipo di esperimento proposto da Retse.

Tutto è rimandato al giorno dopo perché ormai e tardi e l’ora di uscita è già passata. Ma il ritardo aumenta perché il professore che segue il gruppo, passando proprio in quel momento per il laboratorio, si interessa all’argomento e vuole spiegazioni. Alla fine concede, soddisfatto dalle risposte avute, il permesso di manomettere gli apparecchi.  

L’indomani mattina i ragazzi iniziano la nuova sperimentazione. Per prima cosa si dividono in due gruppi operativi. Abla e due ragazzi “tecnici” iniziano a smontare gli apparecchi da modificare, gli altri studiano il sistema di collegamento. Odla propone che sia Retse a coordinare il secondo gruppo per essere più libera di seguire l’esperimento.

Il collegamento è abbastanza facile in quanto basta, per alcuni apparecchi, solo un allineamento perché la particella fotone ha un movimento rettilineo; per altri, quelli che hanno uno schermo che ferma il fotone alla fine del percorso, basta smontare lo schermo liberando così l’uscita del fotone stesso. Il primo gruppo procede più lentamente perché le modifiche da apportare sono più complesse. Prima bisogna procedere allo smontaggio di tutto l’apparecchio e poi, individuato il punto in cui si può interrompere il percorso della particella, bisogna inserire un doppio deviatore ottico, uno per l’entrata e uno per l’uscita altrimenti non è possibile alcun collegamento con gli altri apparecchi. Il gruppo di Retse, dopo poco più di un’ora, ha già terminato le piccole modifiche, i ragazzi decidono di studiare l’ordine di collegamento tra gli apparecchi mentre il primo gruppo è ancora impegnato.

Le lezioni teoriche sul sesso svolgono al termine, la settimana prossima i due ragazzi potranno passare alle prove pratiche.

Asor è molto emozionato all’idea e circonda Odla di affettuosità e di tenerezze. Il lunedì sono stati convocati per la visita medica nella quale i due chip, anche Asor ha il suo, devono essere regolati per non procreare.

Odla pur sentendosi pronta ad affrontare la pratica, continua a notare la differenza comportamentale e mentale con Asor.

Lui già parla di futuro insieme, di convivenza e di figli. Lei considera molto lontana la data per poter già fare progetti esistenziali anche perché la ricerca scolastica è sempre al primo posto nei suoi pensieri. Intuisce che lo studio dell’energia farà parte del suo futuro più di quanto possa essere una convivenza con Asor.

Ma quello che maggiormente allontana Odla è il diverso atteggiamento verso la società. Il ragazzo sembra troppo convinto del buon funzionamento dello stato sociale dei cittadini ed è anche favorevole a qualsiasi forma di controllo. 

Dopo l’esperienza sessuale la convivenza, stabilita per regola intorno ai diciannove anni compiuti, non è obbligatoria ovvero è possibile rimandarla per giustificati motivi, tra i quali lo studio, la ricerca scientifica o altro. Tuttavia il rinvio non può superare i due anni, passati i quali la rinuncia comporta un’indagine socio-psicologica con una eventuale autorizzazione a uno stato di singolo, sempre per giustificati motivi. Anche l’unione civile, dopo i tre anni di convivenza, non è obbligatoria. Con l’accordo dei due componenti il legame civile può essere consolidato negli otto anni successivi al termine della convivenza. Durante questo periodo, gli assegni accumulati per la futura famiglia, nei tre anni di convivenza, vengono congelati. Passati gli otto anni non è più possibile contrarre l’unione e i due membri sono iscritti nelle liste dei cittadini singoli e gli assegni eliminati.

Il dubbio di Aldo è come i singoli possano avere rapporti sessuali e con chi? Che vi fosse una specie di prostituzione legale? Quando si informa questa sua ipotesi non risulta esatta. Nella stessa zona della convivenza legale alcuni edifici sono destinati alla convivenza provvisoria, autorizzata solo tra membri singoli della comunità. Non esistono nei regolamenti limitazioni temporali e verifiche sulle coppie, l’unico obbligo è la non procreazione.

A scuola è il giorno importante delle prove da effettuare con i vari apparecchi collegati. Tutta la mattinata impegna i ragazzi a sperimentare vari collegamenti ma i risultati sperati non sono facili da raggiungere. I fotoni sono sempre troppo veloci per poterli analizzare. Appena parte l’esperimento, in un attimo il fotone ha conseguito l’intero percorso di tutti i vari apparecchi collegati. Le varie inversioni degli apparecchi non solo non produce nessun rallentamento ma spesso l’esperimento si interrompe da solo, prima che il fotone abbia completato il percorso.

La sperimentazione è un vero fallimento, i ragazzi sono piuttosto avviliti. Il professore che segue il gruppo decide di rimandare l’esperimento in quanto le nozioni sul doppio aspetto della particella fotone non sono ben chiare nello studio dei ragazzi. Il collegamento tra i vari apparecchi non ha tenuto conto che il fotone oltre a presentarsi come particella è anche un fenomeno ondulatorio.

Odla capisce che bisogna prendere una decisione su come continuare la sperimentazione. Per prima cosa bisogna approfondire lo studio teorico sulle particelle e sulle onde magnetiche. Senza conoscere bene la teoria i tentativi avranno sempre molte probabilità di essere deludenti.

Con le idee abbastanza chiare il giorno dopo parla al gruppo: – Per poter arrivare a qualche risultato prima dobbiamo studiare la teoria. Le nozioni che abbiamo sulle particelle e sulle onde sono piuttosto limitate. Sì, lo so, le abbiamo già studiate ma solo in maniera generale, senza approfondimenti.

Abla interviene: – Hai ragione ma quanto tempo possiamo dedicare a questo studio teorico. Sia le particelle che le onde sono argomenti molto estesi e continuamente modificati dalla attuale ricerca sulla materia.

Retse, in pieno accordo con Odla, aggiunge: – Non credo che sia un problema di tempo. Una mia amica di chimica ha sospeso per due anni un esperimento per approfondire la teoria, addirittura con altri docenti.

Odla riprende: – Hai ragione. Il tempo non è una cosa che deve limitare il nostro studio. Credo che però abbiamo bisogno dell’aiuto del professore per stabilire tempi e modi per l’approfondimento.

L’indomani è proprio il giorno che il professore coordinatore del gruppo trascorre la mattinata con i ragazzi. Quando viene aggiornato sul proposito del gruppo di approfondire la teoria delle particelle e delle onde elettromagnetiche magnetiche, esprime la sua soddisfazione per la scelta. Quindi suggerisce di consultare la disponibilità di un suo collega, esperto e studioso delle onde magnetiche, per ottenere eventuali lezioni e suggerimenti. Lui continuerà a seguire il gruppo ma la sua specializzazione è principalmente sulla conservazione dell’energia, in particolare delle batterie.

Retse, sempre pronta come organizzatrice, interviene con una proposta: – Professore, non crede che sia il caso che alcuni di noi studiano con lei per approfondire la ricerca sulle batterie a celle?

– Certamente è un buon suggerimento.

– Odla aggiunge: – Proporrei di dividerci in due gruppi, con scambi settimanale per aggiornarci.  

Il professore conclude: – Abla e i due ragazzi che avete definito “tecnici”, sono i più indicati per lo studio sulle batterie. Propongo la mia presenza il giorno dell’aggiornamento del gruppo.

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