Lo specchio del nonno – 13

Mentre l’insegnante sta dando spiegazioni per l’esame, arriva attraverso il fax posto vicino alla cattedra una comunicazione. L’insegnante legge: – Gli alunni indicati devono presentarsi oggi pomeriggio alle ore sedici e trenta al centro religioso, per iniziare il tirocinio.

Odla è nel gruppo. Non è sorpresa perché era stata già avvisata dalla madre che, in quel periodo dell’anno, venivano convocati i ragazzi per apprendere i vari culti e scegliere una religione.

Alle sedici e venti Odla è già al centro religioso. Non ha avuto difficoltà a trovarlo perché l’insegnante ha dato una dettagliata descrizione del percorso, partendo dalla scuola.

Il centro religioso è un grande edificio posto in un parco verde, molto curato e attrezzato con terrazzamenti e spazi semicircolari con gradinate del tipo teatro antico. L’edificio principale, posto al centro del parco, è molto diverso dagli altri pubblici che Aldo ha visto, ovvero dai Comitati. Anche se non molto alto, ha un aspetto particolarmente interessante, ha una complessa copertura, formata da più parti che si intersecano tra loro. Il muro che forma la parete esterna non ha né finestre né vetrate ma molte entrate sovrastate da una pietra traforata che, oltre a un simbolo diverso per ogni entrata, ha un numero progressivo.

Odla sceglie l’ingresso numero uno. Varca la soglia e si trova in un lungo corridoio, una voce artificiale l’accoglie dicendo: – Ciao, hai scelto bene. Ha oggi inizio il tuo viaggio spirituale. Se dici il tuo nome e cognome posso registrare la tua iscrizione.

– Il mio nome è Odla Orim.– Benvenuta Odla, non hai omonimi sei stata subito individuata e registrata. Puoi procedere lungo la Via. Durante il percorso ti esporrò i concetti principali della religione di Useg, sulla parete di sinistra potrai vedere le immagini relative al culto. Non soffermarti troppo, questa è una prima esposizione, ricorda che per tre mesi dovrai frequentare questo primo culto, gli altri saranno più brevi. La tua guida spirituale teorica sono io quella pratica è Asiram, la conoscerai alla fine del percorso.

Odla procede lentamente lungo il corridoio, la voce inizia a descrivere l’origine della religione partendo dalla vita del suo maggiore esponente terreno, Useg. Aldo sente che solo una piccola parte della sua mente è interessata alla voce, intuisce che Odla ascolta con interesse. Lui è distratto dalla sua necessità di adattamento, i concetti religiosi che sente non sono tanto diversi da quelli da lui conosciuti. Sono simili a quelli cattolici ma anche intrisi di ebraismo, islamismo e per alcuni aspetti vicino anche ad alcuni precetti protestanti. Si potrebbe definire una religione occidentale, basata sui testi sacri della Bibbia, sui testi apocrifi e anche su concetti delle varie riforme protestanti, questa è la sua prima impressione.

Mentre procede lungo il corridoio si accorge che altri ragazzi sono arrivati alle sue spalle, iniziando anche loro il percorso. Il corridoio, la Via così denominata, conduce in uno spazio centrale dell’edificio, una grande sala illuminata dall’alto da vetrate circolari. Tutti i corridoi terminano in questa sala che ovviamente si riempie di un centinaio di ragazzi, divisi in gruppi dai vari maestri della pratica, in relazione alla via percorsa. La maestra di Odla, una donna sorridente e gentile, invita i componenti del suo gruppo a seguirla.

Salendo una scala a chiocciola, il gruppo raggiunge un ambiente idoneo al culto collettivo. È una piccola saletta circolare con semplici arredi. Al centro è posto un tavolo anch’esso circolare di legno chiaro, sul quale sono poggiati alcuni oggetti dalle strane forme, forse per la pratica del culto. Lungo la parete un semplice continuo scanno di legno, sul quale vengono invitati a sedere i ragazzi. Anche Asiram si siede tra i ragazzi e brevemente, con la sua calma ma coinvolgente voce, riepiloga la dottrina. Dopo aver risposto a molte domande poste da alcuni ragazzi più interessati all’argomento, saluta gli adepti e li invita a lasciare l’edificio.

L’uscita non è attraverso il corridoio di entrata. Salendo una breve scala, i ragazzi raggiungono la copertura dell’edificio e quindi, lungo un percorso inclinato che si insinua tra varie coperture più piccole, raggiungono una piazzetta alle spalle dell’edificio principale. Lungo il percorso Odla conosce due nuovi amici Adel, una fanciulla della carnagione piuttosto scura, e Onig che è un compagno di scuola della ragazza. I due ragazzi frequentano la stessa scuola di Odla e sono compagni di classe della sua amica Onavi.  

La frequentazione del primo culto continua per molti giorni. Odla diventa sempre più amica di Adel e Onig e, durante il ritorno dalla scuola di religione, molto spesso passeggiano insieme per la cittadina. I due ragazzi hanno un carattere molto socievole e allegro, Odla si trova molto bene insieme a loro.

Un giorno di queste scorribande, Odla si accorge che, mentre sono in un giardino pubblico, i due ragazzi si scambiano carezze affettuose. Odla fa finta di non accorgersi anzi, per capire meglio, finge di interessarsi a uno strano fiore e si allontana. Nascosta tra il fiori, spia sottecchi e assiste a un fuggevole e delicato bacio sulla bocca tra i due ragazzi. Odla è romanticamente contenta, Aldo invece si sente usato. Ha capito perché Adel e il compagno frequentano Odla, a quell’età non è permesso alcun amore e una coppia di ragazzi di sesso diverso non si vede mai in giro, sarebbe notata. In tre invece se ne vedono molto, due maschi e una femmina o un maschio e due femmine. Aldo riflette la gioventù è libera da tutte le parti, evidentemente è la natura che necessita.

L’amicizia con i due ragazzi continua anche quando passano a frequentare insieme il secondo, il terzo …  fino all’ultimo corso. Quando finisce l’esperienza religiosa le strade si dividono ma non il ricordo di una spensierata amicizia.

A Odla non rimane molto dell’esperienza religiosa forse perché la decisione di una scelta non è immediata ma è rinviata a una maggiore età. Riceve un libro con i principi di tutte le religioni, brevemente spiegati.

Aldo nota che le religioni proposte, durante il seminario, hanno tutte in comune un principio più sociale che dottrinale. Tutte le religioni proposte sono monoteistiche, con un iniziatore terreno, un semidio che rappresenta il depositario, il divulgatore o il delegato della parola divina. Sono basate su una concezione leggermente diversa sull’origine dell’universo ma sempre abbastanza scientifica, tutte con rituali molto ridotti e fondate su “parole di saggezza”. Senza sette, senza fondamentalismi, con sacerdoti laici e mancanza di ricorrenze, feste e santi. Infine, caratteristica particolare delle ideologie religiose, sono tutte con compiti sociali e con la morale coincidente con quella della comunità.

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