Lo specchio del nonno – 8

Primo giorno – parte 8

Avrebbe voluto chiedere molte altre cose al padre ma rinuncia perché è molto più interessato a quello che vede fare alla madre.

Sarà qualche altra “diavoleria”, infila i piatti usati per la cena in una fessura laterale del mobiletto dal quale li aveva presi, ben impilati, per preparare la tavola. Il mobiletto o la macchina emette un ronzio per ogni piatto infilato, anche i bicchieri vengono messi in un foro circolare. Ecco perché i piatti sono tutti uguali di grandezza e di forma, così anche i bicchieri.

Odla dà la buonanotte ai genitori e sale nella sua camera. È molto stanca, la giornata è stata particolare, la doppia personalità dalla mattina alla sera è stata una forte scossa per ambedue. Trova la camicia da notte azzurra, la indossa e si stende sul letto. Il sonno non arriva, malgrado la stanchezza la sua mente, troppo affollata dalle novità della giornata, non riesce a rilassarsi per permettere al sonno di prenderne possesso.  

Sta così, distesa come Odla ma pensieroso come Aldo. Tutti gli avvenimenti, gli equivoci, le scoperte affiorano nella sua mente disordinatamente come un turbinio temporalesco.

Ha la sensazione che Odla si diverte a questo suo stato, incoscienza infantile pensa.

La sua razionalità da adulto, per limitare lo stato confusionale, lo porta a ripensare a tutto in maniera cronologica. In tal modo la sequenza oltre ad assumere una validità realistica e temporale potrebbe permettere anche delle previsioni, per lo meno a breve termine.

Il risultato è quello aspettato, anzi migliore perché il corpo della giovincella, dopo essere rimasto disteso, ha ripreso la sua piena energia. Aldo ne ha consapevolezza e pensa di ironizzare era come se anche lui avesse, in Odla, un duplicatore di energia.

Improvvisamente ha un’intuizione. Perché non cercare tra i libri di Odla? Intuizione o suggerimento venuto da lei come aiuto? Opta per la seconda ipotesi. Grazie sorella, figlia o nipote.

Quale di questi appellativi sarebbe stato il più giusto non riesce a stabilire. Grazie Odla è quello più semplice che invia alla fanciulla.

Peccato … La fanciulla, molto giovane, non ha un PC, altrimenti sarebbe stato molto facile avere notizie.

Ma in casa, forse in qualche parte non ancora visitata, un notebook può anche esserci.

Ripensando alle strane reazioni delle amiche alle sue domande, affiorano nella sua mente, due interrogativi: Cosa vuol dire PC? Cos’è un notebook?

Con il dubbio che anche queste domande venissero da Odla, comincia a cercare i libri. Li trova ma la maggioranza sono semplici testi scolastici senza approfondimenti specifici sulla società, del resto la bimba studiava da pochi anni.

In fondo alla piccola libreria trova due testi: Educazione cittadina e Ambiente. Li prende per leggerli.

Dallo stato della copertina i due testi sono ben conservati, forse non ancora letti. Tra le materie dell’orario scolastico, che aveva consultato a scuola, non figuravano discipline relative agli argomenti dei due libri.

Comincia a leggere quello che ha per titolo Educazione cittadina. Trova il libro molto interessante. Le prime pagine sono quasi tutte dedicate alla storia della ristrutturazione della città a partire dall’anno 1789. Smette un momento la lettura e cerca la data dell’edizione del libro. La trova in fondo all’ultima pagina “Edizione scolastica ridotta anno 2008”. Dalla data, anche se di qualche anno prima, intuiva con certezza che l’epoca era la stessa del suo posto.

Salta la lettura delle prime pagine, non gli interessa la storia delle modifiche attraverso due secoli. Passa alla lettura del primo argomento, già il titolo era significativo: Autonomia della città.

Legge per molto tempo cercando di comprendere le strutture che regolavano la vita cittadina. Ma i troppi argomenti, l’elencazione di molte attività dei cittadini e la mancanza di approfondimenti non gli permettono di comprendere a fondo.

La premessa Edizione ridotta era stata chiara.

Anche se la comprensione del testo è superficiale quello che capisce bene è che la struttura cittadina è organizzata per comitati, questi sono formati a turno da tutti i cittadini. Questi, pur avendo dei compiti lavorativi o ruoli stabili, partecipano con obbligo ai turni nei comitati con cariche di controllo dei ruoli, a volte, da loro stessi esercitati. La partecipazione ai comitati non determina una sospensione del lavoro stabile ma solo una riduzione dello stesso.

Nel testo non si faceva accenno a uno Stato o a una Nazione. L’unico accenno a qualcosa di oltre la città era l’elezione di delegati, anch’essi provvisori. Delegati per cosa? Questo nel testo non è spiegato forse esisteva una pubblicazione a parte. L’elenco dei comitati è abbastanza lungo e alcuni sono misteriosi nel compito esplicato, come quello “controllo e distribuzione tessera personale”.

Dopo tanta lettura, arriva la stanchezza. Aldo mette a posto i libri e si corica. Si addormenta quasi subito, malgrado gli interrogativi che ha nel cervello.

All’alba si sveglia, dalla finestra entra una discreta luce, scende dal letto e si avvicina allo specchio, si guarda, Odla è proprio una bella ragazzina, le butta un bacio. Mentre si rimirava soddisfatto del suo nuovo fisico gli viene alla mente quello di Aldo. Alto, snello con i capelli appena brizzolati e con grandi occhi neri. Era quello che si definiva un bell’uomo. Poggia la mano sulla superficie dello specchio ma anche questa volta non accadde niente. Torna a letto e molti pensieri tristi invadono la sua mente.

Perché non poteva tornare? Il vero Aldo dov’era? Ma c’era, oppure era svanito o morto per il suo mondo? Si sente un invasore, possedere la mente e il corpo di quella bella ragazzina non è affatto una cosa edificante. La mente di Odla è offuscata, ed è spesso solo una sensazione in fondo al suo cervello.

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