Serapo e Nettuno – 20

La luna è all’ultimo quarto, ancora tre giorni e Serapide, con il suo seguito, partirà per una nuova destinazione. I rituali nel tempio sono tutti terminati, rimane solo il commiato con i cittadini della città serapea. Manifestazione importante sarà la scelta delle future vestali, tra le bambine della città. Anche per questo rito è stata scelta Seopra, come sacerdotessa alla destra della dea, a sinistra siederà la prima sacerdotessa del tempio.

        La città serapea è costruita su una collina molto aguzza tanto, che da lontano, sembra che raggiunga il cielo. Il tempio, dal lato che si protende verso la città, ha una serie di terrazzamenti. Quattro volte all’anno sono destinati agli abitanti della città per seguire i riti stagionali.

       Anche altre manifestazioni si svolgono per ricorrenze particolari, la scelta delle future vestali è proprio una di queste.

      Per la presenza della dea Serapide, questa cerimonia può definirsi una delle più importanti, si svolge ogni quattro anni ed è attesa con molto interesse da ogni ceto cittadino. Le vestali non sono scelte in base all’origine familiare ma in base a caratteristiche personali, legate alla sensibilità e alla maturità mentale delle piccole cittadine, di appena sei anni. Nella stessa cerimonia, i genitori consenzienti affideranno alle sacerdotesse del tempio le fanciulle che, scelte quattro anni prima, sono state proposte come future vestali.

I preparativi per questa cerimonia cominciano quando è ancora notte, mentre le vestali iniziano anticipato il rituale dell’alba, alcuni gruppi di cittadini preparano con seggi, addobbi e tappeti il grande terrazzamento. Dalla stessa ora notturna, gli abitanti della città, indossati abiti da cerimonia, si incamminano, a piccoli gruppi, per prendere i posti a loro assegnati, secondo un cerimoniale prestabilito. I genitori delle bambine di sei anni avranno diritto alla prima fila, al centro tra i genitori delle fanciulle di dieci anni. Le bambine e le fanciulle non saranno con i genitori, ma sono tenute in gruppo, in uno spazio addobbato con tappeti bianchi, con lo stesso colore delle loro semplici tuniche. Di fronte a questi gruppi di genitori, siedono i notabili della città con al centro il principe e i suoi consiglieri. L’ultima a presentarsi è Serapide seguita dalle vestali persiane, dalle sacerdotesse e le vestali del tempio.

La cerimonia inizia con un’esibizione figurata e cantata da parte delle vestali del tempio. Seopra, che siede a destra della dea Serapide, ha così l’occasione di guardare bene tutte le fanciulle, quando nella danza sfilano e si inchinano leggermente a Serapide. Serapo non c’è. È la conferma di quanto le aveva detto Sarj. L’assenza dell’amica non la turba perché, in realtà, si era già rassegnata e non la cercava più, sarebbe stata una sorpresa se l’avesse vista.

Terminata la danza di apertura delle vestali, i cittadini consegnano a Serapide e alle sacerdotesse del tempio gli omaggi e i tributi. Gli omaggi sono prevalentemente costituiti da sete pregiate di vari colori, che i serapei hanno trovato sui mercati orientali o saccheggiate nelle loro conquiste, nei quattro anni di attesa della cerimonia, e di vasellame per il tempio; i tributi sono oggetti d’oro e pietre preziose. La consegna è effettuata dalle fanciulle di dieci anni, che non sono state scelte come future vestali, alcune sono accompagnate da i loro promessi sposi, altre, ancora non destinate a un proprio compagno, sono accompagnate da un fratello o cugino. Le donne dei serapei, dall’età di dieci anni in poi e fino allo stato di vedova o di “nonna”, devono essere accompagnate da un maschio della stessa famiglia: promesso sposo, sposo o parente stretto.

Questa cerimonia dura molto tempo perché ogni promessa sposa insieme al suo compagno, dopo la consegna degli omaggi, si inginocchia ai piedi della dea per avere la sua benedizione, che consiste in un bacio sulla fronte dato, per intercessa persona, dalle sacerdotesse poste ai lati della divinità.

La cerimonia continua poi con l’accensione del fuoco sacro su un grande tripode, che rimarrà acceso fino alla partenza di Serapide. Questo fuoco brucia nel suo interno un particolare incenso, intensamente profumato, che, portato da un costante vento divino, avvolge l’intera città purificandola e proteggendola da sventure.

La cerimonia è giunta a uno dei suoi principali momenti, la consegna delle fanciulle, destinate a vestali, alle sacerdotesse del tempio. Questa cerimonia è condotta dalle vestali persiane, sono loro che sistemano le fanciulle in fila le scortano al trono di Serapide. La dea scende incontro alle fanciulle e le bacia sulla fronte, poi per mano, due alla volta le consegna alla sacerdotessa della sua sinistra. La sacerdotessa, dopo averle a sua volta baciate sulla fronte, le sistema alla sinistra del trono.

        Le stesse persiane conducono le bambine di sei anni a Serapide, la dea le accoglie stando sul trono, prende la loro piccola mano tra la sua, provando così la resistenza al calore e alla devozione. Il gruppo di bambine di sei anni è elevato, sono più di sessanta, di esse solo dodici sono scelte dalla dea e consegnate a Seopra, che le raggruppa alla destra del trono. Sarà lei, aiutata dalle vestali persiane, a riconsegnarle ai genitori al termine dell’intera manifestazione, ai quali, oltre a comunicare la scelta darà loro consigli come allevare le bambine e seguirle nell’evoluzione della mente attraverso alcune semplici prove e soluzioni di piccoli enigmi.

L’ultimo atto della manifestazione è, ancora una volta, il canto e la danza delle vestali del tempio, ma questa volta non si svolge al centro del terrazzamento. Le vestali, divise in due gruppi, precedono e seguono i cittadini che ritornano alla città.

Dall’alba al tramonto dell’ultimo giorno di permanenza della dea al tempio, tutto si svolge come se la dea fosse già partita, ma è presente nei cuori e nella mente di tutte le vestali e delle sacerdotesse. Serapide e il suo seguito, negli alloggi a loro riservati, dedicano l’intera giornata alla meditazione e a semplici rituali.  Anche Seopra è invitata a partecipare, preludio di una partenza con Serapide.

Il rituale del tramonto, officiato sempre solo dalle templari, si svolge alla presenza della dea. Subito dopo, il corteo della dea si ricompone così come al suo arrivo e, dopo aver ritirato il braciere dall’ultimo patio, lascia il tempio mentre la nube azzurra si dissolve. Anche la partenza è salutata dalle vestali in piedi sui muretti del tempio e dai raggi azzurri che, dalle torce delle vestali, si innalzano verso il cielo. Il corteo si avvia verso il punto della collina dal quale era comparso. Raggiungerà poi la nave ancorata in una piccola e nascosta insenatura, lontana dalla spiaggia frequentata da Serapo.

La giovane sacerdotessa e la sua ancella sono sulla nave che va verso oriente, i preparativi per la partenza hanno stremato Sarj, che si è addormentata poggiandosi sulle gambe di Seopra.

Anche se la nave passa molto al largo, Seopra riconosce lo scoglio e la spiaggia … Serapo dove sarà? Forse è andata via con il suo amore, questa è, nel cuore dell’amica, l’unica speranza. Ma Serapo è la di fronte, chiusa nel loculo roccioso. Seopra è troppo lontana per vedere le tracce di una sventura che persistono sulla spiaggia, da sotto la roccia affiora un tridente spezzato, poco lontano una roccia a forma di serpente e, sulla parete della collina, una piccola caverna e una maschera di dolore.

Cento giorni durò l’amore.

Ogni cento anni, all’alba, dopo una notte di luna piena, la maschera di dolore si trasforma nel dolce viso di una fanciulla dagli occhi verdi e dai capelli pieni di stelle d’oro.  Nessuno sa se, in quel momento, una sirena e un dio affiorano dal mare, per essere presenti al magico fenomeno. 

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