Serapo e Nettuno – 18

Lentamente il cono di luce verde si dissolve, gli scettri ricompaiono nelle mani delle fanciulle, le loro menti sono ancora in Serapide che comincia a stabilire la “classifica” della loro devozione e delle loro abilità. Anche Seopra sente la sua mente unita a quella della dea, ma per lei è la conferma del primo posto. Quando le fanciulle si alzeranno per riprendere la fila, il nuovo posto occupato rappresenterà la scelta della dea. Questo vuol dire che la fila sarà formata quando ancora le menti delle vestali sono unite a quella di Serapide.

Questa prima scelta è spesso definitiva, tuttavia è possibile qualche minimo cambiamento dovuto principalmente al rafforzarsi della devozione, durante il prosieguo dei festeggiamenti.

Quando il suono dei flauti e il ritmo dei tamburelli termina, Seopra si alza e prende il primo posto della fila, si gira, per seguire la scelta della dea, e rimane sorpresa ma felice quando vede il secondo posto preso da Praseo. Quando era nel tempio sotterraneo, non aveva seguito l’evoluzione dell’amica, per il suo distacco dalla realtà nelle impegnative prove. Ora è contenta che anche Praseo ha raggiunto un notevole traguardo. Il secondo posto è, agli occhi della dea, molto simile al primo.

Quando la fila è composta, Serapide scende dal trono e con passo lento va verso l’uscita del patio, seguita dalle vestali in fila. 

Raggiunto il patio del fuoco sacro azzurro e bianco, si dà inizio alla cerimonia dell’iniziazione. Nel patio sono già presenti le due sacerdotesse del tempio superiore, le due del tempio sotterraneo e le sei sacerdotesse istruttrici. La cerimonia dell’iniziazione viene officiata alla presenza solo delle alte cariche del tempio.

Appena il chiarore, che precede di molto il sorgere del sole, appare sul mare, Serapo vede Sira che salta e nuota insieme al solito delfino. Anche la sirena si accorge dei due seduti a riva, e li saluta con grandi sbracciate, poi smette il gioco con il delfino e si avvia verso lo scoglio. Nettuno si alza in piedi, solleva e prende tra le braccia Serapo ma non si muove, sembra proprio che, quella mattina, voglia rimanere vicino al mare, ma il tempo passa veloce senza la conchiglia magica, per cui rimessa a terra la fanciulla, si avviano verso la grotta. Sistemata la conchiglia nell’incavo naturale, Nettuno lo riempie con acqua marina.  Ora sì che avranno molto tempo per il loro amore. Avvolti dalla fantasmagorica luce multicolore il tempo è fermo solo per loro.

Distesa sullo scoglio, Sira pensa a Seopra, alla sua vita come sacerdotessa, e guarda le stelle cercando di individuare le costellazioni che la sua amica aveva chiamato con nomi divertenti. Da sola ha tanto tempo. Ecco “la caverna” poi, subito vicino “Serapo”, “Nettuno”, ancora verso l’orizzonte del mare “Seopra abbracciata alla Sirena”, dal lato opposto, verso la riva “La sacerdotessa che tira i capelli a Serapo, per prendersi le stelle” …Quando guarda verso la riva!

Vede due grandi forme umane sulla collina che si agitano. Non capisce cosa succede, lei non sa … Giove non ha dimenticato la promessa fatta a Serapide.

Il serpente è più vicino e si accorge subito che due giganti scuotono, con calci e pugni, la collina, intuisce il pericolo e si precipita sulla riva, vuole raggiungere la grotta quando “un fulmine a ciel sereno” lo colpisce, trasformandolo in roccia. Giove non permette interferenze nelle sue decisioni. Il serpente si frantuma in più parti e cade sulla spiaggia, così come grosse pietre cominciano a franare nella grotta, una distrugge la roccia dove poggia la conchiglia, facendo disperdere l’acqua.

La sirena sta ancora cercando di capire cosa sono quelle forme che vede sulla collina, quando il fulmine colpisce il serpente. Non vede il serpente colpito, perché il colore delle scaglie si confonde con il colore della collina, ma il fulmine sì lo riconosce. Non è quello di un temporale. Solo Giove invia saette così brevi e potenti che compaiono dal nulla e non dalle nuvole. Anche lei, come lo sfortunato serpente, intuisce il pericolo e reagisce subito. In caso di necessità è nei suoi poteri operare in nome di Nettuno.  Ordina al mare di formare un’onda gigantesca.

In pochi secondi raggiunge la caverna, qui vede Nettuno e Serapo che, affiorati dal “tempo” bruscamente, sono ancora attoniti, in una fase di riadattamento temporale.  La sirena prende Nettuno per un piede e con l’aiuto dell’onda che si ritira lo porta fuori la caverna, che frana davanti ai suoi occhi.

Nettuno, che ha ripreso la consapevolezza proprio quando Sira lo ha preso per il piede, cerca di salvare Serapo ma Giove, per un attimo, gli toglie le forze e la fanciulla gli scivola via dalle mani.

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