La piramide 1

Giovanni e Giulia passeggiano sulla spiaggia. Sono tornati sul luogo del loro primo incontro. Sono passati più di due anni, ma il loro amore è ancora intenso.

– Guarda.  Cos’è? – esclama Giulia – indicando un punto luminoso sulla riva.

– Non so. Andiamo a vedere.

Si avvicinano al posto e vedono una piccola piramide.  È a base quadrata e le facce triangoli equilateri. Da vicino non brilla più, l’incidenza dei raggi solari è cambiata. Sembra di metallo e la sua altezza deve essere intorno ai quindici centimetri.

Giovanni la raccoglie a due mani, è piuttosto pesante.

Mentre l’osservano, vedono un altro brillio un po’ più avanti, sempre sulla riva.

Raggiunto il posto, è un’altra piramide. Questa  volta la raccoglie Giulia.

–  È molto pesante. Deve essere di piombo. – dice.

– Non credo che sia di piombo, altrimenti dovrebbe essere molto più pesante. – precisa Giovanni.

– Io me la porto a casa. – esclama Giulia.

– Anch’io. – risponde Giovanni, — poi aggiunge – Sono solo due? Vediamo di trovarne altre.

– Non vedo brillare altre. Spostiamoci lungo la riva per trovarle. – propone Giulia.

– Sì. Ma prima posiamo in macchina queste due. Passeggiare con due pesi non è il caso.

Tornano all’auto e posano le piramidi nel bagagliaio. Appena vicine cambiano colore: una diviene viola, l’altra azzurra.

I ragazzi sono sorpresi e meravigliati.

Io mi prendo l’azzurra. – dice Giulia.

– Forse il colore è proprio per distinguerle. – dice Giovanni – poi aggiunge – Tutto è strano.

Fanno una lunga passeggiata lungo la riva ma di piramidi nessuna traccia.

– Ho capito, – profetizza Giulia – deve essere un regalo che ci hanno fatto. Tra poco è Natale.

Giovanni sorride: – Già Babbo Natale si è ricordato di noi … Dopo tanti anni! – poi aggiunge – Sempre la solita fantasiosa.

Dopo la passeggiata, Giovanni accompagna a casa Giulia. Prima di scendere dall’auto, aprono il bagagliaio ed è ancora una sorpresa.

Le due piramidi si sono unite per la base. Giovanni le prende e tenta di staccarle per consegnare a Giulia quella scelta. Non ci riesce.

Tenendole in mano si accorge che unite sono diminuite molto di peso. Sono diventate leggerissime. Decidono di lasciarle nel bagagliaio.

A casa, Giulia telefona a Clara, una sua  amica, e le racconta l’accaduto.

Clara l’interrompe dicendole che, mentre era con il fidanzato in montagna, anche loro avevano trovato  due piramidi.

Uguali in tutto anche come colore e messe vicine si erano unite, come quelle trovate da Giulia e Giovanni.

Di pomeriggio, Giulia riceve una telefonata da Chiara che le dice che altri suoi due amici hanno trovate le piramidi, sempre simile alle loro. La cosa che le sembra strana è che sono sempre in coppia di fidanzati.

Telefonandosi tra loro, otto ragazzi decidono di ritrovarsi tutti insieme sulla spiaggia che è la più vicina per tutti. Ovviamente porteranno le piramidi.

Quando sono in spiaggia, le piramidi sfuggono dalle loro mani si raggruppano, unendosi per i vertici.

Poi, dopo che si sono sollevate in aria al centro dei ragazzi, lentamente si posano sulla sabbia.

Prima di andare via. Discutono dove sistemare le piramidi, tutti vorrebbero portarsele a casa. Giulia intuisce che devono rimanere nascoste. In casa corrono il rischio che qualche familiare potrebbe scoprirle.

Il ragazzo di Chiara, Arturo, propone la cantina della casa dei nonni. Lui ha la chiave della vecchia casa, ora abbandonata, perché adopera il rudere come laboratorio per il suo hobby dell’elettronica. La sua proposta è subita condivisa da tutto il gruppo. Una copia della chiave sarà data a ogni coppia.

Raggiunta la casa, sistemano in cantina su un vecchio tronco le piramidi. Appena posate si sollevano e rimangono a mezza altezza.

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