IL rudere – quindicesima parte

Anche questa volta quando il portone si apre, Mora ci avvisa che i castellani sono tutti partiti per la loro residenza di montagna e che torneranno fra un paio di giorni.

Entriamo. Anche volendo andare via non sappiamo come fare a tornare indietro. Questo strano reale sogno può terminare solo all’alba.

Nel cortile troviamo due uomini che stanno rimettendo a nuovo una carrozza. Giulia si interessa alla pitturazione, dando anche qualche consiglio sul colore della vernice.

– Questo verde mi sembra troppo scuro, credo che aggiungendo del colore giallo diventerà un verde più pastello.

I due “restauratori” la guardano con simpatia ma non credo che capiscono la parola pastello. Evidentemente la parola è moderna. Infatti prendono il colore giallo ma si fermano guardando Giulia. Lei allora interviene, miscelando il verde con il giallo.

Quando fa una prova sulla carrozza, il colore viene apprezzato dai due che iniziano la verniciatura.

Aspettando l’ora di pranzo, ci sediamo sulla panchina. È la stessa dove Armela mi ha tentato con un approccio.

Mora ci porta un rinfresco. Mentre lo sorseggiamo lei si siede vicino a me. La panchina non è a tre posti per cui mi è molto vicina. Sento il calore del suo corpo e le mani su di me. La mente trabocca di ricordi, suoi e di Armela. Giulia sorride e pensando di togliermi dall’imbarazzo commenta: – Mi alzo, così state più comodi. Lei non sa che anche Mora è stata nel mio letto.

Io mi sposto ma Mora si riavvicina. Giulia se ne accorge, si alza e dice: – Ah … se è così posso anche allontanarmi.

– Ma che dici? Cosa ti passa per la testa? – rispondo.

– A me niente. Ma a lei … credo di capire. Del resto in questo castello l’amore è al primo posto. Credo per tutti.

Mora non conosce la nostra lingua, ma deve intuire qualcosa perché sorride e se ne va.

Ci risediamo sulla panchina e riprendiamo il discorso iniziato da Giulia sull’amore.

– Hai ragione. In questo castello l’amore o per lo meno il sesso è sempre presente. – le dico.

– È significativo il dormire separati, maschi e femmine, in due ali diverse del castello. – poi aggiunge – Credo che lo facciano anche bene. Hanno una lunga esperienza.

– Anche in questo hai ragione. Lo fanno con molta passione. Stasera rimani anche tu?

Giulia mi guarda negli occhi dicendo: – No. Sei proprio a tuo agio in questo posto. Non rimango di sicuro. A tre? Non ci penso proprio.

– Ma cosa hai capito? Io non intendevo questo. Ma solo che con la tua presenza mi evitavi di tradire Armela.

Dopo pranzo, Giulia vuole scendere a vedere nel cortile come procede il lavoro di pittura. È tutto finito. La carrozza troneggia in bella mostra al centro del cortile.

Commento con fervore: – Non avevo dubbi. Un’esperta come te di colori non poteva fallire.

– Grazie. Ma credo che il bordo giallo non contrasta molto con il verde. Il nero forse avrebbe esaltato meglio il verde chiaro.

– Forse sì, ma mi sembra che il giallo e il verde siano i coloro dello stemma della famiglia.

– Ricordi poco. Il nero è proprio il contorno dello stemma verde e giallo. – sottolinea lei.

A sera mentre mi accingo a spogliarmi sento bussare alla porta. Mi illudo che sia Giulia ma è Mora.

Stasera tradirò Armela. Come ha detto Giulia “sono esperti”. Mora è molto più esperta della principessina.

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