Il rudere – undicesima parte

Da quando ho sciolto i capelli ad Armela, ha cambiato pettinatura. Li porta spioventi sulle spalle, legati solo con un nastro decorato con brillantini. Deve aver cambiato anche il regime alimentare, quando l’ho conosciuta era piuttosto magra. La ragazza inizia a piacermi.

Dopo solo due lezioni, Armela ha imparato facilmente molte parole e anche alcuni verbi, adoperati ovviamente all’infinito.

– Io andare a mangiare. Io vedere cielo. Io andare a dormire. Tu baciare Armela. – dopo questo ultimo suo dire non mi rimare che baciarla.

Di pomeriggio vado in cerca di Armela nel giardino ma non la trovo. Poco dopo arriva Armela che porta un cavallo per le briglie. Quando è vicina si ferma e cerca di dirmi qualcosa.

Ho un po’ di difficoltà a capire cosa vuole. Finalmente a gesti e a “poche” parole mi è tutto chiaro. Anch’io, a gesti e parole, cerco un conferma:

– Tu andare sul cavallo … io portare lui. – le dico.

Lei annuisce e mi salta al collo schioccandomi  vari baci sulle guance e dice: – Bruno essere bravo.

È proprio una bambina con il fisico da donna.

L’aiuto a salire sul cavallo e partiamo per l’allenamento. L’animale è molto docile, mi segue lentamente mantenendo la mia andatura,

Armela dall’alto mi propone: – Tu dire parole, io ripetere.

La proposta mi piace, sarà un doppio allenamento.

– Armela andare a cavallo, io andare a piedi. – inizio con le parole. – poi continuo con altre semplici parole.

Lei ripete tutto molto bene

Si ferma. L’aiuto a scendere da cavallo. Lei prende le briglie e mi dice: – Bruno andare sul cavallo, io andare a piedi.

Sorpreso dalla proposta, salgo a cavallo non senza timore. Nella mia vita non sono mai stato vicino a un cavallo. Mentre salgo lo vedo … enorme.

Fino a ora di cena ci alterniamo a cavalcare. Ad ogni cambio di posto la bacio con passione e ci scambiamo brevi messaggi del tipo: capelli, occhio, naso, bocca, mano …

Armela memorizza bene tutte le parole. È un’alunna molto impegnata.

Giulia si diverte al racconto delle lezioni di lingua e delle mie “cavalcate” anche perché le confido la mia paura iniziale che ho dovuto nascondere ad Armela.

ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

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