La forza verde 2

L’incontro

Forse per l’emozione prodotta dalla rete verde, a Sara venne voglia di urinare. Chiusa nel piccolo vano del gabinetto scaricò la sua vescica. Mentre si accingeva a rivestirsi, i suoi occhi furono invasi di nuovo dalla rete verde.

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L’alieno scese dall’auto e seguì Sara nei servizi igienici, dove non sentiva la presenza di nessun altro. Quando fu quasi a contatto con la ragazza il corpo si afflosciò, distribuendosi intatto sul pavimento mentre l’intera sua forza-energia avvolgeva e penetrava quella dell’essere terrestre. 

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Questa volta la rete era più brillante e luminosa. Sara si accorse che non solo gli occhi ma tutto il suo corpo era immerso nella sensazione verde. Lentamente la forza prese consistenza, da impalpabile divenne più materica. Sara la sentì entrare nel naso, nelle orecchie, nella bocca e in tutti gli orifizi del suo corpo, penetrò finanche attraverso i pori. La sensazione non era dolorosa, era molto piacevole. Cominciò a godere in ogni parte del suo corpo come non aveva mai goduto, anche gli organi interni sembravano vibrare in una armonia dolcissima.

Lentamente così come era iniziata la rete prima ritornò impalpabile poi svanì.

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A Sara sembrò svegliarsi da un sogno, si sentiva bene, allegra e con ancora in tutto il suo essere una forte soddisfazione sessuale. Non seppe spiegarsi bene cosa fosse successo, mentre raggiungeva Riccardo nell’officina. Nel momento che lei arrivava, l’auto di grande cilindrata si allontanava. Ai posti anteriori era seduta un’anziana coppia, dietro il ragazzo smilzo.

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Quando l’auto le passò vicino, guardò il ragazzo negli occhi. Erano di colore verde smeraldo. Nulla accadde. Solo un leggero sorriso, scaturito dalle labbra del ragazzo, fu una specie di commiato

Per vivere tra agli umani, doveva essere in grado di controllare il corpo-contenitore con tutti i suoi annessi: bocca, mani … braccia. Gli organi interni come cuore, polmoni, stomaco e tutti gli altri avevano perduto la loro funzione ed erano solo mantenuti intatti dalla forza. L’aspetto era umano, anche se dalla pelle leggermente verde. L’unica diversità era il suo silenzio: era muto.

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Sara non ricambiò il sorriso, non ne ebbe il tempo sia per la sorpresa sia per l’allontanamento fugace dell’auto.

Quando ripartirono la ragazza era piuttosto taciturna ma i pensieri turbinavano, come un uragano, nella mente. Il suo silenzio contrastava con l’onestà e la sincerità, baluardi del suo comportamento. Il resto del viaggio trascorse come al solito compresa la fermata, al bar dell’ultimo motel prima dell’uscita dall’autostrada, per uno spuntino classico con brioche e cappuccino.

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