La forza verde

L’incontro

Sara aveva compiuto da poco sedici anni, era fidanzata con Riccardo, ventenne, suo vicino di casa. Aveva un buon rapporto con i genitori, in particolare con la madre, donna molto emancipata, alla quale confidava sempre i suoi pensieri e le sue riflessioni. Per questo fu facile chiederle di come potesse avere rapporti protetti con il suo ragazzo. La madre acconsentì di aiutarla ma considerando la giovane età decise di consultare il medico di famiglia.

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La vita della ragazza non cambiò molto, continuò a frequentare il liceo scientifico con buoni risultati e a seguire il corso di nuoto, nella piscina locale. Il rapporto con Riccardo iniziò con spensierata allegria, con sereno e giusto approfondimento sessuale, protetto dall’uso di una pillola a basso dosaggio.

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Il sabato, lei libera da impegni scolastici e lui dal lavoro da poco iniziato in una società di import/export, diventò il loro giorno di svago e di amore. Spesso anche la domenica i due ragazzi rimanevano fuori, alloggiando in una stanzetta ammobiliata in un antico palazzo vicino al mare.

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Una trattoria pizzeria, ubicata al piano terreno dello stesso fabbricato, provvedeva al loro modesto bisogno alimentare. Il rifugio d’amore era piuttosto distante dalla cittadina collinare dove abitavano con le rispettive famiglie.

L’ultimo anno di liceo fu per Sara abbastanza impegnativo, tanto che permise poche fughe verso il nido. Ma sabato dieci maggio, coincidente con il compleanno di Sara, nulla poté fermare la partenza verso il mare. Come compagnia portò il testo scolastico di letteratura, materia importante per il buon risultato dell’ormai prossimo esame di maturità.

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La fermata al primo distributore dell’autostrada, per il solito pieno di benzina, fu quel giorno molto lunga a causa di una perdita d’olio dal motore dell’auto di Riccardo. Mentre nella piccola officina, annessa al distributore, si  provvedeva a cambiare la guarnizione usurata del raccordo serbatoio olio motore, Sara notò che un auto di grande cilindrata ospitava sul sedile posteriore uno smilzo giovanotto dalla pelle leggermente verde. Quando gli occhi della ragazza incrociarono quelli del passeggero, la mente di Sara ebbe un leggero sussulto e, per un attimo, l’immagine di una rete verde smeraldo formò un velo davanti ai suoi occhi.

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Se i suoi occhi fossero stati umani avrebbe visto Sara come una ragazzina bionda con gli occhi azzurri, un bel corpicino snello e ben proporzionato. I suoi erano solo un apparente clone, come tutto il resto del suo corpo umano. Non vedeva l’immagine ma distingueva l’energia superficiale dei capillari da quella mutevole degli organi interni, tutte contenute in un contenitore vagante. Individuava molto bene la vitalità e la freschezza di quest’essere rispetto a quella, più usurata e meno vigorosa, delle altre forme presenti. Dal tipo di energia capiva che lei era adatta al compito che gli era stato destinato.

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