La cripta di Bremen II episodio 9

Lunaria Spaziale abita a Trento centro. Controllato l’indirizzo, ora bisogna trovare la famiglia Rosset che dal registro delle proprietà risultava abitante nello stesso comune.

La ricerca del discendente è molto semplice, basta sfogliare l’elenco telefonico e chiedere informazioni al bar della zona.

La risposta:  – Sì certo la famiglia Rosset la conoscono tutti. Anzi li riconoscono perché hanno i capelli rossi da generazioni sia i maschi sia le femmine. L’ultimo ragazzo, Domenico, viene ogni mattina a fare colazione da noi. È nostro cliente da quando era ragazzino. Allora veniva a comprare caramelle e cioccolata.

 

Per gli altri la ricerca è più difficile, bisogna cercare in tutti i comuni limitrofi.

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Angelika il lunedì mattina è sola. Angela è andata dal Sindaco per avere qualche giorno di permesso per accompagnare l’amica ma la risposta è stata: – Per la responsabilità del posto che occupi non è possibile, in questo periodo di lavoro. La settimana prossima ti farò sostituire per alcuni giorni da un altro capoufficio.

La tedesca non si perde d’animo e per due giorni visita i comuni a nord di Trento. Ma trova solo gentilezza e disponibilità ma nessuna notizia sulla famiglie.

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Il terzo giorno ha più fortuna. In un piccolo comune dopo aver girovagato si ferma in una trattoria per rifocillarsi.

Il cameriere è un ragazzo simpatico molto loquace con i clienti. Angelika intuendo “qualcosa” gli chiede:

– Conosci una famiglia che abita qui da anni moltissimi?

Il ragazzo la guarda sorpreso. Anni moltissimi pensa e chiede:

– Lei è una turista?

– Ti sei accorto? Scommetto che ho sbagliato parlare.

– Fa niente. Cosa le porto? Abbiamo un ottimo primo piatto: maccheroni alla bolognese.

– Va bene. Tu sei di queste parti?

– Sì. Qui sono nato.

– Conosci allora la famiglia antica?

– Nel castello sulla collina abita Venerella Francesis, una bella ragazza. Bene non la conosco perché si vede poco in giro. Ogni mattina l’autista con l’auto di famiglia l’accompagna in piazza, dove prende la corriera e va a lavorare fuori. So quello che si dice in paese: la mamma e la nonna avevano lo stesso nome: Venere. Erano belle come lei ed erano ballerine, lei no. Non ha voluto seguire la tradizione.

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Angelika pensa al libro. Venerella di sicuro corrispondeva  alle sua antenata Venere Franceschi anche se il cognome è Francesis. Forse è cambiato nel tempo.

La sera dello stesso giorno, mentre è a cena nella pensione, le viene l’idea di controllare ancora l’elenco telefonico. Trova il cognome Carretto, quello dato alla famiglia russa, che abita in un comune della provincia di Trento.

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La mattina compra all’edicola dei giornali una carta topografica della provincia per vedere dov’è il comune. È molto distante e non essendo pratica del posto noleggia un auto con autista.

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Quando dà l’indirizzo, l’uomo la guarda con meraviglia e le dice: – Impiegheremo molto tempo per arrivare. Il posto è tra le montagne, la strada è lunga e tortuosa.

Dopo circa due ore giungono alla piazza della piccola comunità montana. Ma il viaggio ancora non è terminato, infatti quando l’autista chiede a un passante, l’indirizzo è quello di una frazione giù nella valle. L’indicazione è molto precisa: – La famiglia Carretto abita in un antico palazzo con poche case intorno, ora quasi tutte vuote.

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La ricerca della famiglia di origine russa è più complicata delle altre. Angelika deve esporsi in prima persona perché come l’auto giunge al portone del palazzo, forse un portiere si avvicina e chiede ad Angelika: – Lei è una giornalista? Viene per il libro di Mercuria Carretto?

La tedesca impiega un po’ di tempo a rispondere il libro di Mercuria pensa. Decide di dire quasi la verità: – Sì e no. Vengo dalla Germania e forse sono una parente della famiglia.

L’uomo risponde con entusiasmo: – Ma sicuramente. La nostra famiglia venne tanti anni fa proprio dalla Germania. Io sono il fratello di Mercuria, la scrittrice. Nel libro descrive proprio il nostro arrivo in Italia.

Angelika ha avuto la conferma che aspettava, può andare anche via ma pensando sono una parente decide di rimanere, anche perché stanca del viaggio.

Tende la mano al giovanotto e mente: – Piacere io sono Angela.

– Io Peter – dice mentre stringeva lentamente la mano alla bella donna – Mercuria non c’è ma torna per l’ora di pranzo. Prego Angela s’accomodi le farò compagnia mentre aspettiamo mia sorella.

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