La cripta di Bremen II episodio 6

Nell’antico libro la ricerca di altri indemoniati fu difficile per alcune pagine mancanti e per altre che avevano i caratteri illeggibili, rovinati dal tempo.

Angelika non si scoraggiò e dedicò giorni e notti all’analisi approfondita del libro. Anche se impiegò molti mesi, cercò di ottenere maggiori informazioni possibili.

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Dopo Ottone Rosset e Marika Antonazzo, scoprì i cognomi di altre due famiglie esiliate con  nuovi cognomi italianizzati. Di un’altra famiglia il cognome fu introvabile, anche se era presente il paese di destinazione italiano. Infine dell’ ultima famiglia, la sesta, non trovò alcuna notizia.

Marosca e Gerda erano i nomi di due indemoniate relative ai cognomi Carretto e Franceschi.

La famiglia nominata Carretto era di origine russa e Marosca era il nome dell’indemoniata. Veniva descritta come una ragazza robusta che, come un ape regina, uccideva soffocando i maschi dopo il rapporto amoroso con il suo  “dolce” peso.

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Le notizie su Venere Franceschi erano molte, anche perché erano descritte più generazioni comprese quelle sul territorio italiano. La famiglia aveva caratteristiche particolari: la prima femmina nata aveva sempre come nome Venere e tutte erano state ballerine. Odiate anche per la loro bellezza e il loro comportamento licenzioso. Nel medioevo, alcune erano state accusate di stregoneria, perseguitate e condannate al rogo.

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Ad Angelika mancavano due cognomi per completare la ricerca. Decise comunque di partire per l’Italia per iniziare a trovare le famiglie delle quali aveva notizie. Prima di partire doveva organizzare un programma per il convento e trovare un posto protetto per i suoi fratelli demoni che avevano anche bisogno continuo di possedere menti. La cattedrale era troppo frequentata perché la cripta era diventata, per la presenza della salma del parroco, luogo continuo di culto.

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Convocate le suore, nominò badessa la più anziana di esse. Lasciando scritto i rituali e le penitenze previsti per i mesi a venire. Inoltre comunicò loro che, in seguito a una sua illuminazione divina, aveva deciso di vivere in una località isolata come eremita per raggiungere la santità.

Durante la cerimonia di addio, avvelenò le due consorelle che l’avevano aiutata nei delitti del convento.

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La  sistemazione dei demoni non fu facile. In un primo momento aveva deciso di farli nascondere nei sotterranei della biblioteca. Ma da una ricognizione si accorse che lo spazio a disposizione era esiguo. Cercò lo spazio in vari sotterranei di strutture pubbliche ma nessuno risultò idoneo. Poi ebbe l’illuminazione, questa volta vera, il museo aveva enorme spazio sotto terra, inoltre una semplice inferriata permetteva anche di uscire all’aperto. Luogo ideale per gli scheletri/demoni.

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Nottetempo portò i demoni nella nuova “abitazione”.

Ora che aveva sistemato tutto in Germania, poteva partire finalmente per ritrovare i discendenti delle famiglie deportate.        Immagine 7

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