Barbabianca

Ancora un racconto preso dal “cassetto”. Riveduto, corretto e illustrato.

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Quando suona la sveglia, Giovanna allunga una mano fuori dalla coperta e ferma il bip-bip. Come ogni mattina può poltrire un poco a letto. È autunno, il tiepido calore della coperta l’avvolge e la predispone a una tranquilla giornata.

Lentamente apre gli occhi. Un timido raggio di sole, attraverso i listelli della persiana, illumina il lampadario verde e bianco sospeso al soffitto. Il sole? Ma allora è tardi. Senza nemmeno controllare l’ora, si alza e corre nel bagno. Deve fare tutto in fretta. Da pochi mesi ha cambiato qualifica nello studio notarile,  è stata promossa  vice segretaria. L’anziana segretaria la sta istruendo per quando le lascerà il posto: anche lei dovrà essere efficiente, precisa e puntuale. Regola della serietà dello studio.

Immagine 1

Mentre è nell’ascensore controlla l’ora, il ritardo non è eccessivo: solo qualche minuto, prenderà il solito tram che ogni mattina ritarda sempre.

Arriva alla fermata appena in tempo. Sale sul tram. Questa mattina non è molto affollato, c’è anche qualche posto a sedere. Alla fermata successiva, dal suo posto vicino al finestrino, Giovanna vede un signore dalla vistosa barba bianca. Poco dopo è seduto vicino a lei.  Immagine 2

Tutto accade in un attimo. Un uomo in piedi, piuttosto giovane, allunga una mano verso il torace dell’uomo con la barba e gli sfila, dalla tasca interna della giacca, il portafoglio.  La reazione del derubato è immediata, prende la mano del ladro al polso e, malgrado l’età, la blocca sullo schienale del sedile precedente. Il ladro, con la mano libera, colpisce il derubato sulla testa con alcuni pugni, con una strattone si libera dalla presa al polso e si allontana verso la porta del tram. L’anziano non desiste, raggiunge il ladro e lo affronta ma viene strattonato e cade a terra. Il tram ha ormai raggiunto la fermata, quando le porte si aprono il ladro fugge.

Immagine 3

Alcuni passeggeri e Giovanna, che si è alzata perché deve scendere, soccorrono l’uomo e si accorgono di una macchia di sangue sulla giacca. Ha una ferita alla spalla, procurata da un’arma da taglio. Non sembra grave ma l’uomo non si muove. Forse è svenuto.

Il conducente del tram decide di chiamare il 118.

Mentre Giovanna varca il portone dello studio e si avvia verso l’ascensore, sente la sirena dell’ambulanza. Nell’ascensore Giovanna, ripensa all’accaduto, è serena perché, mentre lasciava le sue generalità all’autista per un’eventuale testimonianza, il ferito aveva ripreso conoscenza.

Immagine 4

L’ascensore ha un sobbalzo e si ferma. La luce di emergenza si accende. Giovanna, sola nell’ascensore ha paura, vede il tasto del microfono per l’emergenza e lo spinge. La risposta rassicurante del portiere dello stabile non si fa attendere ma Giovanna, provata dall’esperienza sul tram, si sente quasi svenire e, per non cadere, si siede a terra in attesa di soccorso. Passano pochi minuti e sente che l’ascensore pian pianino comincia a muoversi. Si aprono le porte, lei si alza e va verso la porta. Poi le immagini si sovrappongono, le porte della cabina si chiudono  imprigionandole un braccio, l’ascensore riparte velocemente verso il basso. Lei e il portiere urlano… Poi il silenzio.

Quando riprende conoscenza, apre un poco gli occhi e si vede circondata da persone con il camice verde. Deve essere una camera operatoria, pensa, mentre guarda il lampadario: è verde e bianco.

Immagine 5

Apre completamente gli occhi, il lampadario è quello della sua camera. Guarda la sveglia, è la solita ora di ogni mattina. Mentre si prepara, alcune immagini si formano nella sua mente: Il signore con la barba, il ladro, l’ascensore e la sala operatoria. È felice che sia stato solo un sogno. Quando è sul pianerottolo decide di scendere a piedi per le scale, non che abbia paura dell’ascensore ma la discesa è facile, sono solo tre piani. Quello dello studio lo prenderà sicuramente, deve arrivare al settimo piano.

Arriva giusto in tempo per prendere il tram. Sale e si siede vicino al finestrino,  proprio come nel sogno. Alla fermata successiva guarda dal finestrino, dell’uomo con la barba bianca nessuna traccia. A un tratto lo vede lontano, arriva correndo ma perde il tram. A Giovanna viene da sorridere, strano quando la realtà si mischia con il sogno pensa.

Dopo alcuni minuti, varca il portone dello stabile dove è ubicato lo studio notarile e, salutato il portiere, si avvia verso l’ascensore. Nell’ascensore è sola, è leggermente turbata ma si distrae pensando che il portiere è proprio quello del sogno. Non poteva essere diverso, lei lo conosce da tre anni.

Immagine 6

Tutto bene pensa, mentre apre la porta dello studio, c’è l’uscire alla scrivania nella saletta d’attesa. Guarda l’orologio che troneggia sulla parete della stanza-segreteria, è arrivata anche con qualche minuto di anticipo.

Nell’attesa si avvicina alla vetrata, da questa vede la fermata del tram e le persone che aspettano piccole, piccole. Guarda dal settimo piano. Dopo poco arriva anche il tram dal quale scende un uomo correndo, i passeggeri in attesa guardano verso la porta. Il conduttore del tram, si capisce dalla divisa, scende dalla porta anteriore e si avvicina anche lui a quella centrale.

Giovanna si immobilizza, inchiodata alla vetrata con gli occhi sbarrati rivede il suo sogno da lontano. Il tempo passa, la segretaria e il notaio non arrivano. Giovanna, sempre alla vetrata, vede arrivare l’ambulanza e una lettiga per soccorre qualcuno. Non vede chi sia  perché la gente intorno le toglie la visuale, non vede ma sa … è  Barbabianca. Mentre osserva questa scena del finale sognato, sente la voce del notaio e della segretaria che parlano tra loro. Ancora ansimando, dicono a Giovanna che sono saliti a piedi perché, qualche minuto prima del loro arrivo, l’ascensore è precipitato ma che, per fortuna, era vuoto.

Immagine 7

Il lavoro dello studio notarile è serio e complesso, solo a sera, quando è a letto, Giovanna ripensa al sogno. C’è qualcosa che non quadra. Qualcuno ha giocato con il suo tempo.

Un sabato mattina che Giovanna è a casa, bussa alla porta un commesso del tribunale che chiede di lei, deve consegnarle una citazione. Chiusa la porta apre la lettera: è la convocazione del tribunale per la testimonianza di un episodio di violenza accaduto in un tram. Subito affiora nella sua mente l’episodio della mattina di due mesi prima. Ma allora. Qual è la realtà? Rilegge la convocazione, il giorno è il lunedì prossimo alle ore nove. Annota nella sua agenda l’ora, il numero della sezione dove si discute la causa e l’indirizzo del tribunale. Subito dopo telefona a casa della segretaria del notaio, anche se è sabato deve comunicarle il ritardo del lunedì dovuto all’impegno di legge.

Immagine 8

Il lunedì mattina alle otto sale su un taxi che ha chiamato telefonicamente e dà l’indirizzo al conducente ma riceve una strana risposta: l’indirizzo corrisponde a una nuova zona direzionale, ancora con fabbricati in costruzione. Quando il taxi raggiunge la zona, ha la conferma della giustezza delle parole del taxista. Sono solo edifici in costruzione, il taxi si ferma proprio davanti a un cartello.

MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI.

costruzione TRIBUNALE CIVILE E PENALE

Immagine 9

Mentre il taxi la porta allo studio notarile, Giovanna, superato il turbamento iniziale, non riesce a capire il fenomeno. Prende dalla borsa la lettera della convocazione. Il giorno e il mese sono esatti. Guarda, forse per la prima volta, l’anno. Non è quello corrente ma quello di tre anni prima. Perché? Intuisce che il passato e futuro sembrano alternarsi nella realtà del suo presente.

Immagine 10

Sono passati molti anni. Giovanna si è laureata in giurisprudenza e ha anche vinto il concorso per notaio. Esercita la sua professione nello stesso studio notarile. Il vecchio notaio è deceduto e suo figlio, anche lui notaio, è il suo collaboratore oltre a essere suo marito.

Nella sua mente è svanito anche il ricordo dello strano sogno ma quando il marito si lascia crescere la barba somiglia proprio a quello del sogno. Una vecchia cicatrice che il marito ha sulla spalla lascia Giovanna ancora più sorpresa. Ora non solo è riaffiorato il sogno ma è presente anche Barbabianca.

Scherzi del destino?

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