Terra di confine di Liudmila Gospodinoff (illustrato)

Immagine 1Def

Arrivarono in stormo, bianchi, dorati, ammantati di luce. Li vedemmo attraversare il fumo denso dei vulcani e planare sui macigni neri di lava per atterrare in formazione. Li aspettavamo da tempo immemorabile, in piedi sulle rocce al margine del dirupo: un esercito scuro e feroce, armato di corna, artigli e forconi. Il cielo era rosso, cristallizzato in un’aurora senza tempo: il giorno e la notte non erano ancora nati. Ricordo ancora una piuma luminosa che volteggiava, risucchiata dall’abisso. Un grande spiazzo divideva le due legioni.

Immagine 2Def

Mi feci avanti. – Andate via – ordinai. – Questa è la nostra Terra.

Uno dei Celestiali si staccò dalla fila e venne a fronteggiarmi. Era un essere femminile, con lunghi capelli biondi.

– Non sono questi i patti – replicò. – Ai Demoni gli Inferi, agli Angeli il Cielo: così è stabilito. La Terra è il confine.

La Terra è nostra – ribadii. – La difenderemo.

Consultò i compagni con lo sguardo.

– Allora accetteremo la vostra sfida – disse. – Uno di voi contro uno di noi: al vincitore andrà la Terra.

Sorrisi, sfoderando le zanne.

– Così sia. Chi sarà a battersi?

– Io – rispose.

 

Immagine 3Def

La contemplai dall’alto della mia statura: sottile, evanescente, lo sguardo acceso di fierezza.

L’elsa della spada le sporgeva da sopra la spalla destra. La indicai con l’artiglio teso.

– Ti batti con quella?

– Sì. E tu?

– Io non ne ho bisogno – dissi.

Ci valutammo in silenzio, confrontandoci. La sua spada contro i miei artigli. Le sue ali adatte alla picchiata, la mia muscolatura da ghepardo.

– Quali sono le regole? – chiese.

– Niente regole. Chi vince si prende tutto.

– No. – Fu uno degli Angeli a parlare. – Nessuno potrà intervenire finché il vincitore non avrà dichiarato la fine dello scontro. E non ci saranno contestazioni.

Immagine 4Def

Annuì. La attaccai senza preavviso, ma non la colsi di sorpresa. Schivò, con un frullare d’ali.

Cercò di aggirarmi. Mi voltai in corsa e le assestai una zampata in viso. Si librò a pochi piedi d’altezza e contrattaccò con un fendente. Balzai via, tra le grida dei miei simili.

Mi girò intorno, tenendosi a mezz’aria, e io la osservai dal basso, accovacciato. Cercava un varco per attaccarmi; e intanto si teneva fuori dalla mia portata. Così credeva: ma quando fu il momento, feci uno scatto e cercai di ghermirla in volo. Non aspettava altro. Si avvitò su se stessa: la spada falciò l’aria in un turbine letale. Riuscii a salvare la mano sinistra: la destra schizzò via, seguita da un flotto di sangue nero. Ruggii, ma solo per il furore. Balzai di nuovo, accecato dall’ira. Mi sfuggì, attirandomi sul ciglio del dirupo.

Immagine 5Def

Arretrai, senza perderla di vista. Continuavo a sanguinare. Un serpentello schizzò tra le rocce; lo afferrai e gli imposi di legare il moncherino, mentre la Celestiale prendeva quota e partiva in picchiata. La attesi ben saldo sulle gambe. La guardai negli occhi, mentre caricava, e fui certo che avrei vinto: c’erano furore e determinazione, nel suo sguardo, ma c’era anche timore. Aveva paura dei miei occhi gialli, della mia essenza di creatura del male.

Immagine 6Def

Schivai l’assalto, rotolando sul terreno, e mi rialzai con la sinistra piena di rocce sgretolate: sapevo che la terra era mia alleata. Gliele tirai in faccia quando mi attaccò di nuovo. Sbandò, cercò di virare verso l’alto. Riuscii a colpirla con il moncherino. Perse quota. La ghermii a mezz’aria, la trascinai a terra, le spezzai le ali. Potevo ucciderla subito, ma mi aveva mutilato e volevo vendicarmi.

 

Immagine 7Def

La tenni ferma, mentre si dibatteva, e gridai alta la mia vittoria e il mio potere su di lei. Poi afferrai l’oro dei suoi capelli e le lacerai la tunica. Quando compresero quello che volevo fare, i Celestiali girarono la testa, ma non intervennero. C’erano delle regole, le avevano dettate loro stessi, e io non avevo dichiarato finito lo scontro.

Erano creature della luce, imbelli e leali. Rimasero immobili e passive mentre la stupravo.

Immagine 8Def

Quando la lasciai era spezzata, insudiciata per l’eternità. E noi avevamo vinto.

Gli Angeli spiegarono le ali e volarono via. La abbandonammo anche noi, pensando che non fosse più un pericolo. Fu un errore di tutti: ma solo a me fu rinfacciato nei millenni a venire.

 

Immagine 9Def

Si trascinò in una grotta e sparì per sempre. Molte ere dopo seppi che aveva dato alla luce due gemelli: quelli che ci strapparono la Terra e ne divennero i Signori.

Non ho mai saputo il suo nome, ma conosco quello che diede ai miei figli.

Eva era femmina.

Adamo, maschio.

 

Immagine 10Def

ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

Pittura toscana del 1400 – Eva e Adamo – Masolino da Panicale

MIchelangelo

Eva e Adamo  nell’affresco di Masolino hanno caratteristiche “celestiali”.

Giudizio di un umano del XXI secolo.

Molto interessante il racconto per l’argomento trattato. L’unione ancestrale della divinità con i terrestri, sempre esaltata dalla religione di ogni tempo, assume nel racconto una dimensione diversamente fantastica. Fantastica ma non priva di un fondamento che arricchisce la necessità di una ricerca sulle origini dell’uomo. Questa volta nato da uno stupro, che realizza e conferma questo innato bestiale comportamento del maschio.

Altra caratteristica del racconto sono le  belle immagini che prendono forma attraverso una lettura coinvolgente.

Come potevo non tentare una realizzazione grafica? Spero di esserci riuscito tanto quanto merita il pregevole testo.

Questa voce è stata pubblicata in Racconti illustrati e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.