Il castello stregato

Costruito su un’antica fortezza normanna dal bisnonno del barone Astone, dominava da un lato il mare e dall’altro la valle del mistero, nome secolare per la presenza nel confinante bosco di oscure forze dominate da Kalbosca, una malefica strega.

Astone, nato da una violenza sessuale sulla madre dalla strega, che si era trasformata in un giovane maschio. Scoperta la sua origine, giurò vendetta sulla pietra tombale dell’antico principe normanno, venerata e custodita nel sotterraneo del castello, in una cripta dell’antico rudere.

Fin da ragazzo si era dedicato alla lettura di un libro di magia. Antico testo, forse saccheggiato da suo nonno durante la conquista di una città orientale. Con il passare degli anni, mise in atto anche semplici filtri magici. Quando compì trentadue anni, così come consigliava il libro, si dedicò a due sortilegi necessari per la sua vendetta. Il primo era la preparazione di un intruglio che diffuso nell’aria aveva un effetto da sonnifero sulle streghe, il secondo limitava i poteri delle malcapitate se sette gocce, otto volte al giorno, venivano versate nelle loro narici. Quando fu pronto, dopo circa dieci mesi, quasi allo scadere del trentaduesimo compleanno, si recò nel bosco alla ricerca della strega.

Di bello aspetto, il giovane fu subito notato dalla strega che, trasformatasi in una piacente donzella,  si avvicinò appena mise piede nel bosco. Ma Astone che conosceva le trasformazioni della strega capito l’inganno si rivolse con garbo alla fanciulla.

Nel bosco

– Fanciulla, in un bosco così tetro, la tua bellezza è un gradita sorpresa. Chi sei?

– Sono un principessa che la strega cattiva ha rapito. Oggi sono riuscita ad allontanarmi ma non so come fuggire. Appena Kalbosca si accorgerà della mia fuga mi punirà con violenza.

– So che il potere della strega è grande e invincibile. Non posso permettere a costo della mia vita che la tua bellezza possa essere rovinata dalla furia della malvagia. Vieni con me, ti nasconderò nel mio castello. Ha molti vani segreti e inaccessibili.

Insieme i due giovani mano nella mano iniziarono a correre verso il castello. Kalbosca soddisfatta della scelta del barone perché pregustava il possesso fisico e mentale del piacente giovane. Astone concentrato sui dettagli del suo piano.

Giunti nell’appartamento del giovane, mentre il corpo della ragazza iniziava a fremere di lussuria e il suo vestito si lacerava, Astone tolse il tappo all’ampolla che conteneva il primo filtro, dicendo:

– Ho bisogno di un sorso per riprendermi dalla corsa. Ne vuoi anche tu?

Non ebbe risposta, l’effluvio, uscito dall’ampolla, aveva già contaminato l’aria.

Kalbosca stesa sul letto, ormai quasi nuda, non dava segni di vita. L’immobilità aveva preso il sopravvento sulla sua forza.

LettoFanc

Non aveva molto tempo, l’effetto del filtro aveva una breve durata.

Infatti, dopo aver ripreso le sue sembianze, la strega iniziava a muovere leggermente le ossute dita.

LettoStreg

Le sette gocce, versate nelle narici, non fermarono il movimento delle dita ma non comparirono altri segni di vita sul corpo inerte.

Malgrado l’apparenza, Astone non si fidava. Aiutato dai servitori trasportò il corpo nei sotterranei e lo immobilizzò con catene di ferro a un tavolaccio. Puntuale ogni otto ore versava le sette gocce nelle narici ma non riusciva a decidere altro. Sul libro non trovò modi per eliminare la strega.

Decise di andare nel bosco per trovare qualche soluzione ma, scoperto da un nero gatto selvatico servitore della strega, fu seguito fino al castello. Quando si avvicinò per la dose di gocce, il gatto lo aggredì, gli graffiò il viso e, intuendo il pericolo, gli fece cadere l’ampolla a terra. Mentre si faceva medicare il viso, Kalbosca riprese le forze e trasformò l’incauto barone in una statua di marmo cipollino, che ancora oggi è sulla torre maggiore.

I servitori furono trasformati in schiavi al comando della strega.

I nobili che abitavano il castello, la baronessa e i loro due figli subirono una grave eterna punizione. Riuscì anche, con l’aiuto delle presenze infernali, a modificare la struttura muraria, rendendola evanescente e mobile nel tempo e nello spazio. Da quel momento il castello divenne la dimora di presenze violente.

Nella galleria del castello vi sono ancora i ritratti dei nobili che lo abitavano.

Durante il giorno le sembianze sono quelle reali  ma dal tramonto in poi fino alla prima luce dell’alba cambiano mostrando la trasformazione del viso e del corpo nella loro nuova vita di esseri malvagi.

Ecco il barone, trasformato in statua di marmo. Immobile ma vivo con la mente che riceve le immagini di tutto ciò che accade nel castello.

Barone

La baronessa trasformata in crudele aguzzina.

Baronessa

Il conte trasformato in vampiro, assetato di sangue insieme alla sua consorte,

Conte

la contessa.

Contessa

La serva padrona che riceve gli ospiti e traccia il loro destino, assegnandoli a un perfido castellano, dopo che lei stessa ha abusato del loro corpo o della loro mente.

DamaComp

La figlia del barone, ancora vergine al momento della trasformazione, è diventata una maniaca sessuale, violenta e uccide i maschi che attira nella sua camera da letto.

FigliaBa

Il figlio del barone, già malato di mente, autore di scherzi malvagi per il suo divertimento.

FiglioBa

Anche la strega Kalbosca ha il suo ritratto nella galleria, quello della leggiadra fanciulla.

Strega

L’ambiente è pronto. Non resta che  narrare, a episodi illustrati, la nuova vita dei personaggi e quella dei sfortunati visitatori.

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